La congestione dei porti asiatici e le crisi degli stretti del Medio Oriente stanno rallentando le spedizioni globali di container, al punto che anche una società terminalista come DP World ha deciso di entrare direttamente nella gestione delle spedizioni marittime. Non lo sta facendo con navi proprie, ma con invii di container a carico parziale lungo la direttrice che collega Asia, Europa e Stati Uniti. Lo ha annunciato il 27 agosto 2026 precisando che l’avvio iniziale prevede due servizi espressi: Asia-Stati Uniti, con toccata a Los Angeles, ed Europa-Stati Uniti, bidirezionale fra i porti di consolidamento di Anversa, Southampton e Cork e i gateway di Chester, in Pennsylvania, e Wilmington, in North Carolina. L'iniziativa arriva alla vigilia dell’alta stagione autunnale e si rivolge a chi spedisce volumi ridotti e ha bisogno di maggiore prevedibilità rispetto al trasporto marittimo tradizionale, senza affrontare i costi di quello aereo.
Il corridoio Asia-Usa collega i principali poli manifatturieri di Cina, Vietnam, Thailandia e Cambogia con Los Angeles, da cui la merce prosegue con consegna interna diretta a qualsiasi indirizzo commerciale statunitense attraverso la rete logistica di DP World. Il corridoio Europa-Usa comprende la distribuzione finale in Europa e negli Stati Uniti. Le partenze sono settimanali su entrambe le rotte e i tempi porta a porta dichiarati vanno da 16 a 24 giorni per l'Asia-Usa e da 18 a 24 giorni per l'Europa-Usa. Il servizio offerto dalla società araba comprende il consolidamento in Container Freight Station, l’instradamento e il trasporto interno in un unico pacchetto end-to-end che copre ritiro, tratta marittima, de-consolidamento e consegna finale.











































































