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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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    Si riaccende il conflitto Usa-Iran nello Stretto di Hormuz

    Lo Stretto di Hormuz è tornato al centro delle attività militari tra Stati Uniti e Iran dopo quasi un mese di relativa tregua. Il 30 agosto 2026 il Central Command statunitense ha annunciato la distruzione di due lanciatori dei Pasdaran sull'isola di Larak, nella parte orientale dello Stretto, spiegando che le forze dell'Islamic Revolutionary Guard Corps stavano predisponendo il lancio di razzi carichi di mine navali. L'azione, definita da Washington "limitata e precisa", avrebbe dovuto neutralizzare una minaccia imminente alla navigazione internazionale ed è la prima operazione dichiarata contro forze iraniane dalla fine di luglio.

    Teheran ha risposto su due livelli. In quello politico, il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato che l'Iran non cerca la guerra ma fornirà una risposta "decisiva" a ogni aggressione e su quello militare nella notte tra il 30 e il 31 agosto forze iraniane hanno lanciato missili contro basi americane in Giordania (l'esercito giordano ha confermato di averne intercettati otto). Secondo fonti difficili da verificare, questo attacco avrebbe colpito anche la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti. L'Irgc ha inoltre definito "assolutamente falsa" l'affermazione che i lanciatori di Larak costituissero una minaccia imminente.

    Starebbe proseguendo anche la campagna iraniana contro le navi cargo. La mattina del 30 agosto, prima dell'attacco a Larak, l'UK Maritime Trade Operations aveva già diffuso l'avviso 122-26, che parla di una petroliera colpita da un proiettile non identificato alle 20.35 Utc del 29 agosto, mentre navigava verso il Golfo Persico a circa 12 miglia nautiche a nord di Khasab, in Oman. Secondo la comunicazione – che non riposta il nome della nave – non ci sarebbero vittime e impatti ambientali. Quest è il terzo incidente o attacco contro navi registrato da Ukmto nell'area dello Stretto in una settimana. Più complessa da valutare è l'altra notizia diffusa il 31 agosto dall'Irgc: la Marina dei Pasdaran ha dichiarato che una superpetroliera avrebbe cercato di transitare nel settore meridionale dello Stretto lungo una "rotta non autorizzata" e avrebbe urtato due mine, per poi prendere fuoco. Il comunicato, diffuso dall'agenzia semi-ufficiale Tasnim, non identifica la nave né la bandiera. Al momento non risulta alcuna conferma indipendente da parte di autorità marittime, armatori o agenzie occidentali.

    In tutti i casi, la navigazione commerciale attraverso Hormuz resta molto limitata. I dati Kpler indicano una media di cinque transiti giornalieri visibili tramite sistemi di tracciamento nel fine settimana, contro circa 130 al giorno prima dell'inizio del conflitto. Il dato però è condizionato dall’eventuale spegnimento dei transponder Ais da parte di alcune navi, elemento che riduce la base di rilevazione pubblica. Ciò comunque non cambia il quadro, perché armatori, noleggiatori e assicuratori stanno gestendo l'esposizione al rischio con grande prudenza. Il 29 agosto furono stati rilevati quattordici transiti, incluso un Vlcc con circa due milioni di barili di greggio del Qatar che aveva navigato con l’Ais disattivato. Due navi gasiere cariche di Gpl hanno invece percorso rotte opposte: una verso l'India navigando anch’essa senza Ais, l'altra uscendo dal Golfo lungo la rotta iraniana.

    La notizia sulla petroliera colpita da una mina, se verificata, e questi dati sui transiti contraddicono le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Trump, secondo cui lo stretto sarebbe stato liberato dalle mine e la navigazione sarebbe libera grazie alla scorta della Marina militare. Però ha citato solo ventiquattro transiti, mentre Teheran afferma che lo stretto è chiuso e qualunque nave deve coordinarsi con l'Iran per attraversarlo. Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha collegato l'eventuale attivazione di un'intesa già abbozzata con l'Oman a presunti impegni statunitensi non rispettati nell'ambito del memorandum d'intesa siglato a metà giugno.

    Un altra fonte contraddice la narrazione di un libero transito a Hormuz: l’Imo, secondo cui fino a 400 navi e circa seimila marittimi non hanno ancora potuto lasciare il Golfo in condizioni di sicurezza, mentre Goldman Sachs stima che le esportazioni petrolifere dal Golfo Persico a pari a 15-16 milioni di barili al giorno, un valore ancora molto inferiore ai 22-24 milioni di barili giornalieri del periodo precedente la crisi.

    Intanto il mercato energetico ha reagito rapidamente all'accelerazione militare del 30-31 agosto. Lunedì il Brent ha superato 90 dollari al barile, con un rialzo di circa il 2,8-2,9% rispetto alla seduta precedente e primo superamento di quella soglia da quasi due settimane. Ing ha segnalato anche il prolungamento del divieto russo sulle esportazioni di gasolio, esteso sino alla fine di settembre 2026. La combinazione tra riduzione dei flussi dal Golfo e vincoli sull'offerta russa di prodotti raffinati mantiene tesa la situazione anche per l'approvvigionamento europeo.

    M.L.

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