I terminal container cinesi di Yantian e Shekou, nell'area di Shenzhen, hanno ripreso le operazioni lunedì 27 luglio 2026, dopo il passaggio del tifone Noul sul delta del Fiume delle Perle. La riapertura non ha però riportato la normalità operativa: nell'avviso diffuso il 28 luglio, Kuehne+Nagel segnala che nella giornata stessa della ripresa le finestre di appuntamento ai varchi risultavano già interamente assegnate in entrambi gli scali, e il vincolo principale si è spostato dal maltempo alla saturazione dei piazzali. Le interruzioni legate a vento forte e piogge intense si sono concentrate tra il 24 e il 27 luglio in tutta l'area di Shenzhen e del Delta. A Yantian l'operatore ha registrato congestione stradale severa e forte pressione sui piazzali, mentre attorno ai terminal di Shekou la viabilità è rimasta regolare, pur con disponibilità limitata di appuntamenti. Per contenere l'accumulo, Yantian ha introdotto una restrizione sui container pieni in esportazione, ammessi al varco soltanto entro sette giorni dalla data stimata di ormeggio della nave.
Il vincolo ha spostato la pressione sui depositi container fuori porto, dove si sono formati arretrati pesanti che si traducono in costi aggiuntivi di stoccaggio e in soste prolungate dei camion. Le merci rischiano di mancare i termini di accettazione delle navi, mentre i programmi di produzione delle fabbriche e la pianificazione dei viaggi dei veicoli industriali devono adattarsi alla regola dei sette giorni. Kuehne+Nagel ha raccomandato ai clienti di seguire con attenzione gli Etb delle navi, prenotare gli appuntamenti terminalistici con il massimo anticipo e allineare i carichi di fabbrica alle finestre concesse dagli scali.
Il tifone Noul ha toccato terra alle 3.50 del mattino di domenica 26 luglio sulla costa della contea di Huidong, nel comune di Huizhou, nel Guangdong. Il China Daily lo descrive come il tifone più intenso ad aver colpito la Cina nel 2026 e il più forte a investire le aree a est dell'estuario del Fiume delle Perle nell'ultimo decennio; è anche il dodicesimo ciclone tropicale della stagione e il terzo ad arrivare sul Paese nel solo mese di luglio. Le evacuazioni preventive nel Guangdong hanno riguardato oltre 800mila persone, dopo una prima stima di 715mila diffusa nella giornata dell'approdo. A Hong Kong l'Osservatorio aveva emesso nella notte di sabato il segnale di tempesta numero 8, terzo livello su cinque della scala locale, con venti massimi sostenuti di 110 chilometri orari in prossimità del centro del ciclone. L'Autorità aeroportuale ha cancellato circa 350 voli e quelle cittadine hanno registrato nove feriti. A Shenzhen l'aeroporto ha annullato 253 voli in partenza o in arrivo prima delle 14, alcune linee della metropolitana hanno avviato il servizio con ore di ritardo e i controlli sul collegamento Shenzhen-Zhongshan sono stati rimossi alle 10.
L'evento ha colpito una rete già in difficoltà. Il tifone Bavi toccò terra il 12 luglio a Yuhuan, nello Zhejiang, imponendo la chiusura per circa 48 ore degli scali di Shanghai, Ningbo-Zhoushan, Kaohsiung e Taipei, che insieme movimentano oltre il 30% del traffico container mondiale. Quasi 2 milioni di teu di capacità di stiva sono rimasti bloccati nell'Asia settentrionale, stima Linerlytica, con il 54% della congestione portuale globale concentrata nell'area e un tempo di smaltimento previsto in due settimane. Nei giorni successivi a Bavi gli avvisi degli spedizionieri indicavano proprio gli scali del sud, Yantian e Shekou, come alternativa per le merci urgenti. Due settimane dopo l'arrivo di Noul ha chiuso anche quella via d'uscita, mentre i porti della Cina orientale non hanno ancora riassorbito l'arretrato di metà luglio.
La stagione si annunciava intensa. Per il mese di luglio il Centro climatico nazionale cinese aveva previsto la formazione di quattro-sei tifoni fra Pacifico nord-occidentale e Mar Cinese Meridionale, contro una media storica di 3,8, con due-tre approdi sulla terraferma a fronte di una media di 1,8 e intensità superiore alla norma. Sul fronte dei noli il quadro era in distensione alla vigilia dell'evento: il World Container Index elaborato da Drewry ha chiuso la settimana del 23 luglio in calo del 4%, a 4.374 dollari per feu, dopo il picco di inizio mese sul corridoio Asia-Europa. Nell'aggiornamento delle 9 del 27 luglio Seko Logistics classifica l'area come in fase di recupero e indica che l'accumulo ravvicinato di navi in arrivo, la congestione delle banchine e la riprogrammazione dei collegamenti feeder continueranno a generare ritardi progressivi nei giorni successivi.
Antonio Illariuzzi











































































