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Podcast K44

Cronaca

  • Camionista denunciato per minaccia a un collega

    Camionista denunciato per minaccia a un collega

    Un autotrasportatore di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per avere minacciato un collega durante una lite sull'A1 nel Modenese. Gli agenti gli hanno sequestrato una pistola a salve con oltre quaranta cartucce.

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Autotrasporto

  • Per Fiap il credito d’imposta gasolio penalizza gli efficienti

    Per Fiap il credito d’imposta gasolio penalizza gli efficienti

    Il Decreto Direttoriale che apre la piattaforma dell'Agenzia delle Dogane riconosce fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per il gasolio tra marzo e agosto 2026. La Fiap denuncia che il meccanismo di calcolo può penalizzare le imprese con condizioni di fornitura più vantaggiose.

    Israele continua a frenare la vendita di Zim

    Il Governo israeliano non vuole cedere la compagnia marittima Zim alla tedesca Hapag-Lloyd e lo sta dimostrando in diverse occasioni. La più recente è la riunione delle otto amministrazioni che devono esprimersi sull’operazione. L’incontro è stato rinviato al 9 settembre 2026, ma è già emerso che la maggior parte dei soggetti interessata è orientata verso il parare negativo, secondo fonti israeliane, come il quotidiano economico Calcalist e Ynet. Per ora resta comunque attesa la chiusura dell'operazione entro la fine del 2026, per un valore di 4,2 miliardi di dollari (circa 3,6 miliardi di euro). I ministeri israeliani della Difesa, dell'Economia e dell'Agricoltura hanno già annunciato la propria opposizione e a loro si è aggiunto il ministero dei Trasporti, la cui posizione si fonda sull'analisi tecnica dell'Autorità per la Navigazione e i Porti. Il ministero delle Finanze non ha ancora annunciato una posizione, ma al suo interno la Ragioneria Generale risulta orientata contro l'operazione, mentre il Consiglio per la Sicurezza Nazionale non si è ancora espresso.

    Al centro della questione c’è la struttura della New Zim, la società israeliana separata che dovrebbe nascere dallo scorporo per garantire a Israele una flotta commerciale direttamente controllata. Dovrebbe operare con sedici navi, contro le undici previste come soglia minima dall'attuale meccanismo della golden share e inizierebbe l’attività senza debiti, a fronte dei 2,9 miliardi di dollari (circa 2,5 miliardi di euro) d’indebitamento della Zim, con garanzia dell'accesso alla rete globale di Hapag-Lloyd. Gli acquirenti hanno inoltre garantito la conservazione degli equipaggi israeliani, una divisione regionale da 200 addetti e un polo tecnologico da 250 a 300 occupati.

    Nel secondo parere presentato la penultima settimana di agosto 2026, il direttore dell'Autorità per la Navigazione e i Porti, Tzadok Radker, ha dichiarato che gli elementi positivi indicati dagli acquirenti non compensano i nodi di fondo sul controllo effettivo dell'attività, sulla sostenibilità di lungo periodo della nuova società e sulla tutela degli interessi nazionali collegati alla golden share. Il controllo sulla capacità di trasporto, sull'accesso alla rete globale e sulle infrastrutture operative resterebbe infatti nelle mani di Hapag-Lloyd, mentre Radker riconosce, tra gli aspetti positivi della proposta, l'impegno alla formazione di nuovi marittimi israeliani.

    Hapag-Lloyd e Fimi contestano il metodo istruttorio seguito finora: riferiscono di aver risposto a 120 delle 174 domande ricevute dalle otto amministrazioni e di aver depositato quaranta documenti per circa 600 pagine a sostegno della tesi che la New Zim israeliana sarebbe più solida di quella attuale. Il fondo israeliano Fimi lamenta di aver avuto solo tre brevi incontri con i rappresentanti della Ragioneria Generale, della Difesa e dell'Autorità per la Navigazione e i Porti e ha presentato pareri favorevoli firmati da EY, Bcg e dall'ex direttore dell'Autorità Yigal Maor. La transazione è già stata approvata ad aprile 2026 dagli azionisti di Zim. La compagnia nel secondo trimestre del 2026 ha prodotto ricavi per 1,78 miliardi di dollari (circa 1,54 miliardi di euro, +9%) e un utile netto di 64 milioni di dollari (circa 55 milioni di euro, +170%), continuando a operare secondo l'accordo di fusione firmato a febbraio.

    Antonio Illariuzzi

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