Array ( [0] => 10 )

Podcast K44

Cronaca

  • Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno sottoposto a sequestro preventivo 33mila litri di benzina di contrabbando, dichiarata come solvente nei documenti di trasporto, e l'autoarticolato utilizzato. Denunciato per contrabbando di prodotti petroliferi il conducente ungherese del mezzo, fermato al valico di Tarvisio.

Transpotalk

Normativa

Autotrasporto

  • La riforma del Codice della Strada punta sull’autotrasporto

    La riforma del Codice della Strada punta sull’autotrasporto

    Il ministero dei Trasporti ha presentato alla fine di luglio 2026 le linee della riforma del Codice della Strada: patente C1 a 17 anni, guida senza Cqc per un anno, riorganizzazione delle sanzioni in 21 fasce, digitalizzazione dei documenti e nuovo ruolo per gli ausiliari di Polizia Stradale.

    Porto e magazzino gli anelli più deboli della catena logistica

    Foto: Asp Gioia Tauro
    • Nel 2026 la principale fonte di inefficienza nella supply chain non è più il mare aperto, ma il breve tratto tra porto e magazzino. Container disponibili ma non ritirati, appuntamenti saltati e capacità di ricezione satura generano micro-costi diffusi — demurrage, detention, stoccaggi extra — che pesano sulla redditività senza emergere nei cruscotti di alto livello.
    • Le portacontainer da 20-24mila teu, la volatilità dei volumi indotta da dazi e instabilità geopolitica e la cronica carenza di autisti per il corto raggio portuale amplificano i disallineamenti tra terminal, camion e magazzino. In Europa, Rotterdam, Anversa e Amburgo registrano attese nave superiori a due giorni e utilizzo di terminal vicino al 90%, con ricadute fino agli interporti padani.
    • Le contromisure esistono: pianificazione integrata nave-drayage-magazzino, visibilità in tempo reale, logistica porto-centrica e ridisegno dei gateway. La loro efficacia dipende però dalla capacità di adottare indicatori specifici sul tratto porto-magazzino e di collegare sistemi oggi frammentati tra operatori diversi.

     

    Nel 2026 una quota rilevante dei problemi di supply chain non nasce più in mare aperto, ma nel tratto di pochi chilometri che separa il terminal portuale dal magazzino di destinazione. Non si tratta di grandi code di navi o di blocchi eclatanti, bensì di micro-interruzioni che si accumulano in silenzio: container dichiarati disponibili dal terminal ma non ritirati, appuntamenti di consegna saltati, magazzini saturi o non pronti a ricevere, camion e autisti non sincronizzati con gli arrivi nave. Lo segnala un'analisi di Source Logistics, che descrive questa dinamica come una "rottura silenziosa" della catena logistica: non visibile nei cruscotti direzionali, ma costante nel generare voci di costo ricorrenti e nel degradare l'affidabilità complessiva delle consegne.

    Il problema ha radici operative ben identificate. Secondo World Craft Logistics, tre blocchi principali caratterizzano il segmento porto-magazzino. Il primo è la mancata coordinazione tra container e camion: il contenitore risulta disponibile in terminal, ma il veicolo non è attivato in tempo, mancano autisti o semirimorchi, e il risultato è un tempo di sosta elevato con accumulo progressivo nel terminal. Il secondo blocco è il vincolo del magazzino: le strutture non sono allineate con il profilo di scarico della nave, il personale non è dimensionato per i picchi, le baie di scarico sono saturate e, quando il magazzino è pieno, il camion perde la finestra di ricezione e il container rimane in porto. Il terzo è la frammentazione dei sistemi informativi: porti, vettori di corto raggio e magazzini operano su piattaforme diverse, con scarsa visibilità in tempo reale su arrivi nave, disponibilità container e slot di ricezione, e una coordinazione ancora affidata in larga misura a telefonate e messaggi di posta elettronica.

    Questi fattori strutturali sono amplificati da alcune tendenze di contesto. Le portacontainer da 20-24mila teu scaricano volumi molto concentrati in finestre temporali ristrette, superando la capacità di banchina e di spazi dei terminal. Le prestazioni portuali restano, in molti scali, al di sotto dei livelli precedenti alla pandemia. La carenza di autisti per il drayage portuale — il trasporto di corto raggio tra terminal e primo magazzino — è cronica e non mostra segnali di rapida soluzione, come evidenzia S&P Global Market Intelligence.

    Nel 2026 altri due fattori aggravano ulteriormente la situazione. Global Corporate Logistics spiega che da un lato, la volatilità dei volumi indotta da decisioni su dazi e tariffe e dall'instabilità in aree chiave come il Mar Rosso e lo Stretto di Hormuz genera fenomeni di "bunching": arrivi molto concentrati in alcune settimane, alternati a periodi di scarsa attività. I sistemi portuali e i magazzini faticano a scalare rapidamente su questi picchi. Dall'altro, Thyssenkrupp Supply Chain rileva che la pressione finanziaria spinge molte aziende a ridurre le scorte, aumentando la sensibilità a qualsiasi micro-ritardo: anche un piccolo scostamento tra l'arrivo nave e lo slot di ricezione in magazzino produce oggi impatti economici più tangibili rispetto al passato.

    Il risultato è una somma di micro-costi distribuiti su più voci, che Source Logistics descrive come "invisibili" ai vertici aziendali ma rilevanti nella gestione operativa quotidiana. Le principali sono quattro. La prima è quella di demurrage e detention: i container che restano in terminal oltre il periodo di franchigia per mancanza di mezzi, slot o capacità di magazzino generano oneri che la Federal Maritime Commission segnala come una criticità strutturale per gli spedizionieri, spesso per cause al di fuori del loro controllo diretto. La seconda voce è lo stoccaggio extra in o vicino al porto: quando la merce non può entrare nel magazzino di destinazione, occorre pagare deposito in terminal o in strutture esterne, con aggravio di costi e di movimentazioni. La terza comprende le inefficienze di trasporto e lavoro: autisti in attesa, viaggi a vuoto, riconsegne, straordinari del personale di magazzino per gestire arrivi fuori fascia — costi che, secondo Global Corporate Logistics, non sempre vengono tracciati puntualmente nel conto economico logistico. La quarta voce riguarda l'impatto su scorte e vendite: Averitt rileva che i ritardi nel posizionamento a stock provocano rotture di carico e mancate vendite, oppure costringono ad aumentare le scorte di sicurezza in altri nodi della rete per compensare l'incertezza sui tempi di consegna reali.

    In Europa il fenomeno assume caratteristiche specifiche, legate alla struttura dei corridoi intermodali e alla sensibilità degli hub portuali agli eventi avversi. Nei grandi scali del Nord Europa — Rotterdam, Anversa-Zeebrugge, Amburgo — la combinazione di rotte deviate via Capo di Buona Speranza, rientro graduale di servizi via Suez e maltempo invernale ha generato fenomeni di "vessel bunching": arrivi simultanei di molte navi al di là della capacità di banchina e di gru. Kuehne+Nagel segnala per Amburgo, nell'aggiornamento operativo del marzo 2026, oltre due giorni medi di attesa nave e un utilizzo di yard vicino al 90%, con tempi di sosta import elevati e contingentamento dell'accesso dei camion. Le finestre di apertura per il ritiro container vengono comunicate solo due o tre giorni prima dell'orario stimato di arrivo, riducendo sensibilmente la possibilità di pianificare il ritiro in modo stabile. Il ritardo si propaga verso i centri logistici interni di Germania, Benelux, Francia e Nord Italia.

    Nel Mediterraneo e in Italia il punto critico non è soltanto la produttività di banchina, ma la fragilità del sistema intermodale. Un recente sciopero coordinato nel sistema portuale ligure ha mostrato come il rallentamento dei gate provochi code di mezzi in ingresso e uscita, yard densi e ritardi a catena negli scali alternativi quando i carichi vengono re-instradati all'ultimo momento. Nell'Adriatico — Trieste, Venezia, Ravenna — il punto debole identificato sono i rail slot persi e il mancato riallineamento tra i ritmi di apertura del terminal e i piani di carico treno, con effetti che si protraggono per due-quattro giorni dopo la ripresa dell'operatività. Per gli importatori italiani che utilizzano i corridoi ferroviari dai porti del Nord Europa o i gateway adriatici, il rischio concreto è il disaccoppiamento tra l'arrivo del container in porto, la disponibilità del treno e la ricezione in magazzino: il container resta fermo nel terminal o nell'interporto perché lo slot di magazzino non è stato ripianificato in tempo.

    Le soluzioni esistono e stanno emergendo nelle pratiche dei principali operatori. La prima leva è la pianificazione integrata nave-drayage-magazzino: collegare in un unico calendario operativo l'orario stimato di arrivo della nave, la disponibilità del container, gli slot portuali, la flotta camion e la capacità giornaliera del magazzino, con regole di priorità chiare per le merci più sensibili al fattore tempo. La seconda è l'adozione di piattaforme di visibilità in tempo reale con appuntamenti dinamici, che integrano dati da terminal, vettore, corto raggio e sistema di gestione del magazzino, aggiornando automaticamente le pianificazioni in base a ritardi o arrivi anticipati — una direzione indicata da Rhenus Group tra le tendenze chiave del 2026.

    La terza è la logistica centrata sul porto e il cross-docking: utilizzare magazzini adiacenti al porto per il transloading rapido e il consolidamento, riducendo la lunghezza del drayage e il tempo di sosta in terminal, e spostando il buffer di capacità più vicino al punto di sbarco. La quarta leva è il ridisegno della rete con diversificazione dei gateway: distribuire i volumi su più porti per evitare che un singolo hub congestionato blocchi l'intero flusso, combinando modalità diverse — cabotaggio, ferrovia, trasporto su strada — per aggirare i colli di bottiglia ricorrenti. La quinta, spesso trascurata, è l'adozione di indicatori di prestazione specifici per il tratto porto-magazzino: tempo di sosta in terminal, percentuale di appuntamenti mancati, costi di demurrage e detention per teu, utilizzo dei dock, tempo effettivo porto-magazzino. Rendere visibili queste inefficienze ai decisori aziendali è, secondo Global Corporate Logistics, la condizione preliminare per qualunque intervento strutturale.

    Sul fronte europeo, la nuova strategia UE sui porti spinge verso una maggiore digitalizzazione, l'interoperabilità dei sistemi e il rafforzamento dei corridoi della rete trans-europea di trasporto Ten-T, creando le condizioni per soluzioni come gli sportelli unici portuali, lo scambio dati standardizzato e una visibilità più estesa lungo la filiera. Le aziende che si collegano a queste infrastrutture digitali avranno, secondo la Commissione Europea, più margine per sincronizzare porto, ferrovia o strada e magazzini. La sfida, nel breve periodo, è che la diffusione di questi strumenti richiede investimenti, accordi tra operatori con interessi divergenti e una cultura della condivisione dei dati ancora poco radicata nel settore.

    Anna Maria Boidi

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
    Segnalazioni, informazioni, comunicati, nonché rettifiche o precisazioni sugli articoli pubblicati vanno inviate a: redazione@trasportoeuropa.it


      Puoi commentare questo articolo nella pagina Facebook di TrasportoEuropa

      bottone newsletter piccolo Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità sul trasporto e la logistica e non perderti neanche una notizia di TrasportoEuropa? Iscriviti alla nostra Newsletter con l'elenco ed i link di tutti gli articoli pubblicati nei giorni precedenti l'invio. Gratuita e NO SPAM!

     

     

    CONTENUTI SPONSORIZZATI

     

Videocast K44

Aereo

  • Rallenta la crescita a luglio 2026 dei noli aerei

    Rallenta la crescita a luglio 2026 dei noli aerei

    I noli spot del trasporto aereo delle merci sono saliti del 28% su base annua a luglio, a 3,12 dollari per kg, ma il ritmo di crescita rallenta per il secondo mese consecutivo. Secondo Xeneta il mercato affronta una seconda metà del 2026 più debole, con pochi segnali di stagione …

Ferrovia

  • Si stringe la rosa dei candidati per le merci di Sncf

    Si stringe la rosa dei candidati per le merci di Sncf

    Cma Cgm si ritira dalla corsa per una quota di minoranza in Rail Logistics Europe, la divisione ferroviaria merci di Sncf. Restano in campo Ep Group di Daniel Křetínský, la tedesca Rhenus e un fondo d’investimento non ancora identificato.

Persone

  • Assagenti rinnova i vertici genovesi

    Assagenti rinnova i vertici genovesi

    Il Consiglio Direttivo di Assagenti, l'associazione ligure di agenti e mediatori marittimi guidata dal presidente Gianluca Croce, rinnova la squadra dirigente confermando tre vice presidenti, accogliendo un nuovo ingresso e assegnando la guida delle tredici commissioni interne.
Iveco Schouten svela nei Paesi Bassi il nuovo Strator

TECNICA

Iveco Schouten svela nei Paesi Bassi il nuovo Strator
previous arrow
next arrow
DP World ristruttura in Europa e taglia 300 posti

LOGISTICA

DP World ristruttura in Europa e taglia 300 posti
previous arrow
next arrow
Il vigore il Decreto sui carburanti di luglio 2026

ENERGIE

Il vigore il Decreto sui carburanti di luglio 2026
previous arrow
next arrow
Nuovo importatore del marchio Fuso in Italia

SERVIZI

Nuovo importatore del marchio Fuso in Italia
previous arrow
next arrow