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  • Concessa la metà del credito imposta per l’autotrasporto

    Concessa la metà del credito imposta per l’autotrasporto

    Il ministero dei Trasporti ha finora concesso 242,2 milioni di euro dei 480 milioni stanziati per il credito d'imposta sul gasolio, utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026. La Fiap propone emendamenti al Decreto autotrasporto perché l'adeguamento del carburante arrivi fino ai subvettori.

    L’indiana Adani Ports punta ai porti britannici di Abp

    Foto: Associated British Ports

    Adani Ports and Special Economic Zone (Apsez), la società del gruppo Adani che controlla la principale rete portuale privata indiana, starebbe valutando di rilevare la quota di controllo di Associated British Ports (Abp), il primo operatore portuale del Regno Unito per traffico. Nessuna proposta formale è stata però ancora presentata: si tratta, secondo quanto riportato da testate finanziarie indiane e britanniche, di una fase esplorativa innescata dalla decisione dei fondi pensione canadesi Canada Pension Plan Investment Board (Cppib) e Ontario Municipal Employees Retirement System (Omers) di cedere le proprie partecipazioni in Abp, per un valore complessivo stimato oltre 10 miliardi di sterline (circa 11,7 miliardi di euro).

    La notizia dell'interesse di Adani è stata riportata per la prima volta da Moneycontrol il 29 luglio 2026 e ripresa nei giorni successivi da Financial Times, Economic Times e Telegraph. A inizio agosto le testate di settore WorldCargo News e Container News hanno confermato che Apsez "sta valutando" un'offerta, precisando che le discussioni restano a uno stadio preliminare. Un portavoce della società ha dichiarato che Apsez non commenta le speculazioni di mercato, pur "valutando in modo continuativo le opportunità coerenti con la propria strategia di lungo periodo". Se il processo dovesse attuarsi in un'offerta, un eventuale accordo non arriverebbe, secondo le fonti citate, prima della seconda metà dell'anno.

    Il processo di cessione delle quote canadesi è stato avviato a inizio febbraio 2026, quando Cppib e Omers avevano incaricato Morgan Stanley di strutturare la vendita delle rispettive partecipazioni. Cppib detiene il 33,9% di Abp e Omers il 30%, per una quota combinata del 63,9%, secondo quanto risulta dal bilancio 2025 della società britannica. Le partecipazioni restanti sono nelle mani del fondo sovrano di Singapore Gic (20%), di Wren House Infrastructure, veicolo della Kuwait Investment Authority (10%), e di Hermes Infrastructure (6,1%). Abp fu acquisita nel 2006 da un consorzio guidato da Goldman Sachs per 2,8 miliardi di sterline (circa 3,3 miliardi di euro), mentre Cppib entrò nell'azionariato nel 2015.

    Associated British Ports gestisce 21 porti in Inghilterra, Scozia e Galles, tra cui Southampton, Immingham e l'area dell'Humber, movimentando circa un quarto del traffico marittimo del Regno Unito tra container, automotive, cargo bulk, crociere e project cargo. Nel 2025 la rete ha lavorato 42,5 milioni di tonnellate di cargo bulk e 3,1 milioni di unità di cargo unitizzato, generando ricavi per 819,8 milioni di sterline (circa 956,3 milioni di euro) e un utile operativo di 586,5 milioni di sterline (circa 684,3 milioni di euro). L'Ebitda del gruppo è salito a 473,7 milioni di sterline (circa 552,6 milioni di euro), dai 430,1 milioni dell'anno precedente. Alcuni porti della rete fungono inoltre da base logistica per la costruzione e la manutenzione di impianti eolici offshore nel Mare del Nord.

    Apsez ha fissato l'obiettivo di raggiungere un miliardo di tonnellate di capacità di movimentazione entro il 2030 e di diventare la principale transport utility al mondo entro il 2031. La rete internazionale del gruppo comprende già terminal in Australia, Sri Lanka e Tanzania, oltre a una quota nel porto israeliano di Haifa, rilevata insieme al gruppo Gadot per circa 1,18 miliardi di dollari (circa 1,02 miliardi di euro). Un'eventuale acquisizione di Abp rappresenterebbe la più grande operazione internazionale mai realizzata dal gruppo indiano, con un presidio diretto su circa un quarto dei traffici marittimi britannici e su segmenti ad alto valore come automotive, energia ed eolico offshore.

    Apsez non è comunque l'unico soggetto ad aver manifestato interesse per la quota in vendita. Fonti finanziarie citano tra i possibili acquirenti anche l'operatore di Dubai DP World, i fondi Kkr, Brookfield e Global Infrastructure Partners, quest'ultimo controllato da BlackRock, cui si aggiungono, secondo indiscrezioni più recenti, Abu Dhabi Investment Authority, Stonepeak e British Columbia Investment Management. Il numero di soggetti coinvolti delinea un processo potenzialmente competitivo per un assetto che gli analisti descrivono come raro sul mercato delle infrastrutture regolamentate a lungo termine, con un Ebitda 2025 che implicherebbe, alla valutazione richiesta dai venditori, un multiplo superiore a venti volte.

    Un cambio di controllo di questa portata rientrerebbe nell'ambito di applicazione del National Security and Investment Act 2021 (Nsi Act), la normativa britannica che sottopone a verifica governativa le acquisizioni di infrastrutture critiche, cui si affiancherebbe l'eventuale valutazione antitrust in base alle dimensioni finali dell'operazione. Cppib, Omers, Hermes Infrastructure, Morgan Stanley e Abp hanno tutti declinato di commentare le indiscrezioni riportate dalla stampa finanziaria.

    Antonio Illariuzzi

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