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Podcast K44

Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • Lo sciopero d’agosto ha rallentato sei porti tedeschi

    Lo sciopero d’agosto ha rallentato sei porti tedeschi

    Le 24 ore di astensione nei sei principali scali marittimi tedeschi si sono chiuse il 18 agosto 2026 con circa cinquemila adesioni, quai la metà dei lavoratori interessati. L'associazione datoriale Zds definisce l'azione sproporzionata e convoca la terza tornata negoziale ad Amburgo per il 24 e 25 agosto.

Autotrasporto

  • Un Volvo FH speciale per i cent’anni della Casa svedese

    Un Volvo FH speciale per i cent’anni della Casa svedese

    Volvo Trucks ha annunciato ad agosto 2026 l'edizione speciale 100 Year per i modelli FH Aero, FH, FH16 Aero e FH16, con interni ridisegnati e dettagli esclusivi dedicati al centenario dell'azienda. Si potrà ordinare da settembre 2026 in gran parte delle configurazioni disponibili.

    Dazi Usa e crisi Hormuz frenano export

    Illustrazione: TrasportoEuropa

    I conflitti internazionali e le politiche tariffarie degli Stati Uniti stanno ridisegnando gli equilibri del commercio mondiale, secondo quanto emerge dalla ventisettesima edizione del rapporto Fedespedi Economic Outlook, l'osservatorio periodico sul trasporto merci internazionale della Federazione Nazionale Imprese di Spedizioni Internazionali. Le tensioni in Medio Oriente hanno provocato un netto calo dei transiti nello Stretto di Hormuz, sceso dell'83% rispetto ai livelli pre-conflitto, mentre i dazi dell'amministrazione Trump iniziano a colpire l'export italiano verso gli Stati Uniti, soprattutto nei comparti alimentare e automotive. A pesare sulle imprese sono anche i costi della logistica, che incidono in media per il 9,9% sui ricavi aziendali e superano l'11% per le piccole e medie imprese.

    "Lo scenario geopolitico continua a essere il fattore che più condiziona l'economia internazionale", spiega Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi, secondo cui il tema centrale oggi non è prevedere la prossima crisi, ma farsi trovare pronti. Pitto parla della necessità di un "progetto-Paese" che superi l'idea di una rendita di posizione geografica automatica: le crisi recenti, come i quasi mille giorni di chiusura del Mar Rosso, dimostrano che le rotte cambiano facilmente e il commercio prosegue su altre vie. La logistica e le spedizioni, sottolinea il presidente, non possono essere considerate un costo residuale, ma vanno trattate come un'industria strategica, pilastro del Made in Italy.

    Nel primo trimestre del 2026 il traffico mondiale di container ha registrato una crescita stimata del 4,4%, trainata dai volumi del Far East (+8,8%), dall'Africa Sub-sahariana (+14,8%) e dall'America Latina (+4,4%). I porti italiani seguono invece una traiettoria opposta, con una flessione complessiva del 4,6% dei teu movimentati: pesa soprattutto il calo di Trieste (-23,6%), impattato dalla riorganizzazione delle alleanze armatoriali, seguito da Savona (-14,1%) e da Genova (-4,9%). Fa eccezione Venezia, in crescita del 5,8%.

    Per quanto riguarda il trasporto aereo, i dati Iata segnalano ad aprile 2026 una crescita del 4% del traffico cargo globale, sostenuta soprattutto dall'Asia e dalle rotte trans-pacifiche. L'Italia si muove in controtendenza: nel primo quadrimestre 2026 gli aeroporti nazionali hanno movimentato 385.100 tonnellate di merci, con una lieve flessione dell'1%, condizionata dal rallentamento di Milano Malpensa (-5%), l'hub principale del Paese, su cui pesano le difficoltà in Medio Oriente e scelte governative come la tassa di 2 euro sui piccoli pacchi extra-UE. Contribuiscono al calo anche Pisa (-19,3%) e Roma Ciampino (-7,9%). Nonostante questo, l'Italia si conferma ai vertici europei per connettività totale, diretta e indiretta, piazzandosi al quarto posto del continente, davanti alla Francia.

    Negli Stati Uniti l'economia ha segnato una ripresa nel primo trimestre 2026, con un Pil in crescita dell'1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, dopo il modesto +0,5% dell'ultimo trimestre 2025. La politica daziaria dell'amministrazione Trump e il rincaro dell'energia stanno però facendo risalire l'inflazione, dopo la flessione degli ultimi anni. Sul fronte commerciale, i dazi mostrano i primi effetti robusti: tra gennaio e aprile 2026 le esportazioni statunitensi sono cresciute dell'11,3%, favorite anche da un dollaro debole, mentre le importazioni sono scese del 5,4%, riducendo di circa la metà il deficit commerciale americano, da 435 a 222 miliardi di dollari.

    Per l'Italia, gli Stati Uniti restano il principale partner commerciale nel primo trimestre, con 18,79 miliardi di euro di export e una crescita dell'1,3% sull'anno precedente. Il dato aggregato nasconde però discrepanze settoriali rilevanti. Il 55,6% dell'export italiano negli Usa è concentrato in quattro aree industriali - farmaceutica, meccanica, mezzi di trasporto e alimentare - ma è proprio tra i prodotti alimentari che si registrano le flessioni più marcate: oli e grassi -33%, carne lavorata -25%, prodotti da forno -18%, bevande -24,2%. Sugli autoveicoli il calo si ferma al 21,8%.

    I conflitti internazionali pesano in modo diretto sulle dinamiche marittime. Nel primo trimestre 2026 i transiti nel Canale di Suez sono calati del 47,2%, con una flessione che arriva al 68% per le sole navi portacontainer. Ancora più netto il dato relativo allo Stretto di Hormuz: secondo i dati del sito Strait of Hormuz, la media attuale è di appena 10 navi al giorno, contro le 60 registrate prima del conflitto, per un calo dell'83%. Il rallentamento delle operazioni nei porti interni al Golfo è stato in parte compensato dallo sviluppo degli scali esterni lungo le coste della penisola arabica, tra cui Khor Fakkan, Salalah e Jeddah. Per gestire il traffico container evitando il transito da Hormuz, i Paesi del Golfo stanno strutturando nuovi corridoi multimodali, trasformando i porti esterni in gateway strategici da cui smistare le merci via terra in tutto il bacino del Golfo Persico.

    A.M.B.

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