Cma Cgm ha rinunciato a partecipare al processo per rilevare una quota di minoranza in Rail Logistics Europe (Rle), la divisione del trasporto merci ferroviario del gruppo pubblico francese Sncf. La cessione, che riguarda fino al 49% del capitale, è stata stimata fino a 800 milioni di euro dalla banca d'affari Lazard, incaricata del processo di parziale privatizzazione. Con il passo indietro del gruppo di Marsiglia, restano in corsa tre soggetti: il gruppo ceco Ep Group, riconducibile all'imprenditore Daniel Křetínský, il gruppo logistico tedesco Rhenus e un fondo di investimento non ancora identificato.
L'operazione nasce da un impegno assunto da Sncf con la Commissione Europea per chiudere un procedimento sugli aiuti di Stato ritenuti incompatibili con le regole della concorrenza, che la ex Fret Sncf avrebbe ricevuto per un importo stimato in circa 5,3 miliardi di euro. Come contropartita, Parigi ha accettato di ristrutturare e aprire parzialmente il capitale della divisione merci, dando origine a Rle il primo gennaio 2025. Sncf manterrà comunque la maggioranza del capitale, restando sopra la soglia del 50%, e secondo quanto riportato dal quotidiano francese L'Informé, è pronta a offrire all'investitore entrante un ruolo nella gestione della società, elemento che ne accresce il valore strategico. Il processo di selezione, gestito da Lazard, dovrebbe proseguire sino alla fine del 2026.
Rle raggruppa le attività ferroviarie merci e logistiche del gruppo Sncf sotto sei marchi: Hexafret per il trasporto ferroviario nazionale, Technis per la manutenzione del materiale rotabile, Captrain per i servizi internazionali, Forwardis per la logistica industriale multimodale, Naviland Cargo per l'intermodale containerizzato e Viia per le autostrade viaggianti verso Spagna e Italia. Nel primo semestre del 2026 la società ha prodotto ricavi per 948 milioni di euro, in aumento del 3,9% su base annua, con un Ebitda salito a 118 milioni di euro dai 110 milioni dell'anno precedente e un margine passato dal 12% al 12,5%.
Daniel Křetínský, attraverso il gruppo Ep, ha ampliato negli ultimi anni la propria presenza nella logistica europea: nel 2025 ha rilevato International Distribution Services, la holding che controlla il servizio postale britannico Royal Mail e l'operatore di consegne Gls, e detiene inoltre una partecipazione nella società postale olandese PostNL. Rhenus, con sede a Holzwickede in Germania, ha chiuso il 2025 con ricavi per 8,2 miliardi di euro e circa 39mila dipendenti; il gruppo fa capo alla famiglia Rethmann, che lo scorso anno ha rilevato la maggioranza di Transdev, operatore francese attivo anche nel trasporto su rotaia. Del terzo candidato, un fondo di investimento, non sono stati resi noti né il nome né i dettagli dell'offerta.
L'interesse di Cma Cgm per Rle emerse all'inizio dell'anno, quando Bloomberg aveva indicato il gruppo marittimo, insieme a Maersk e Dsv, tra i soggetti interpellati da Sncf nella fase esplorativa dell'operazione. Nei mesi successivi Cma Cgm si era imposta come il candidato favorito, complice la strategia di integrazione verticale già perseguita con le acquisizioni di Ceva Logistics, Bolloré Logistics e, a inizio 2026, di Freightliner Uk Intermodal Logistics. La società ha motivato il passo indietro spiegando che il progetto Rle non è più allineato alle attuali priorità d’investimento del gruppo. Nella rosa più recente dei candidati, riportata da L'Informé, l'interesse di Maersk e di Msc è descritto come più speculativo, mentre Dsv non compare più tra i nomi accreditati. Una fonte del settore citata da The Loadstar ha inoltre segnalato l'implicazione militare della questione, dato che Rle gestirebbe una quota rilevante del trasporto per le forze armate francesi, stimata attorno all'80% del totale. Né Ep Group né Rhenus né Sncf hanno finora commentato pubblicamente lo stato del processo.
Antonio Illariuzzi




































































