Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile (Cipess), riunito il 4 agosto 2026 a Palazzo Chigi sotto la presidenza del ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti, ha espresso parere favorevole allo schema di Decreto del ministero dei Trasporti, di concerto con il ministero dell'Economia e delle Finanze, che destina risorse del Fondo per le Infrastrutture Portuali a quattordici interventi nei porti di rilevanza nazionale. Il programma copre l'arco 2025-2035 e riguarda nove scali: Piombino, Gioia Tauro, Napoli, Ortona, Ancona, Pesaro, Venezia, Trieste (Noghere) e Tremestieri, nel comune di Messina.
Delle risorse complessive, 47,85 milioni finanziano tre opere nuove, mentre i restanti 309,8 milioni rifinanziano undici interventi già programmati in precedenza ma rimasti privi di copertura. Le opere nuove sono il completamento del Terminal Ro-Ro di Noghere a Trieste assorbe 12,35 milioni, destinati ad aumentare la profondità del dragaggio, la piattaforma logistica intermodale di Tremestieri, che riceve 7 milioni, e Venezia con 28,5 milioni finanziano la realizzazione di due accosti per navi fino a 340 metri e di un terminal passeggeri al Canale Nord.
Gli undici interventi rifinanziati si concentrano soprattutto sull'Adriatico centrale. Ad Ancona i fondi coprono l'approfondimento dei fondali della banchina 26 e delle altre banchine commerciali, la demolizione parziale del molo Nord con la regolarizzazione dei fondali e il banchinamento del molo Clementino per l'attracco delle grandi navi da crociera, con una dotazione per quest'ultimo intervento che sale da 22 a 30 milioni. Ortona ottiene complessivamente 42 milioni, ripartiti tra 30 milioni per il primo stralcio di potenziamento dello scalo e della banchina di riva, 4 milioni per il Molo Martello e 8 milioni per ulteriori opere di sviluppo. A Pesaro tornano gli 11 milioni per la vasca di colmata dei sedimenti da dragaggio, dopo mesi in cui il sindaco Andrea Biancani aveva sollecitato pubblicamente il ripristino dei fondi tolti dal Mef a inizio anno. Piombino, Gioia Tauro e Napoli completano l'elenco con, rispettivamente, il collegamento stradale al porto, il potenziamento del canale portuale e il rafforzamento dell'accessibilità ferroviaria e stradale.
Sette di questi undici interventi - quattro nelle Marche e tre in Abruzzo, per un valore di 106 milioni - restituiscono all'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale gran parte delle risorse tagliate dal Mef a settembre 2025, quando cinque Autorità portuali, compresa quella marchigiano-abruzzese, non avevano rispettato i termini per l'affidamento dei lavori su un pacchetto complessivo di 101 milioni. Non si tratta di uno stanziamento aggiuntivo rispetto ai 357,65 milioni del fondo, ma della quota che confluisce ai porti sotto quell'Autorità.
Restano invece esclusi due interventi che facevano parte del pacchetto originario. San Benedetto del Tronto perde i 18 milioni previsti per la vasca di colmata dei sedimenti di dragaggio perché la progettazione esecutiva dell'opera non risultava pronta e il progetto aveva incontrato anche qualche resistenza locale, sebbene Regione e Autorità restino disponibili a cercare nuove coperture in caso di un'intesa più ampia sul territorio. A Pescara non compaiono invece i 21,2 milioni per la deviazione del porto canale, nonostante nei giorni immediatamente precedenti la seduta un vertice operativo guidato dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio avesse presentato le medesime risorse come destinate alle opere a mare collegate all'intervento sulla foce.
M.G.



























































