La settimana conclusa il 4 giugno 2026 ha segnato un’ulteriore forte accelerazione dei noli medi spot del trasporto marittimo di container. Secondo il rilevamento settimanale del Drewry World Container Index, l'indice composito globale – media di tutte le rotte rilevate - si è attestato a 3.433 dollari per container da 40 piedi, con un balzo del 23% rispetto ai 2.800 dollari rilevati il 28 maggio 2026. Su base annua, l'indice composito mantiene ancora un lieve terreno negativo, con un calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Per quanto riguarda le rotte tra Cina ed Europa, emerge il superamento di due soglie psicologiche. La prima riguarda la direttrice Shanghai-Genova, che si conferma la più costosa in valore assoluto tra tutte le direttrici esaminate, e supera la soglia dei 5.000 dollari per feu (5.089 dollari). Il rincaro settimanale è del 20%, pari a 836 dollari aggiuntivi rispetto ai 4.253 dollari della settimana precedente, con una crescita annua del 25%. La rotta Shanghai-Rotterdam ha invece superato i 3.000 dollari per feu (3.579 dollari), registrando un aumento settimanale del 25%, con un differenziale positivo di 718 dollari rispetto ai 2.861 dollari del 28 maggio. In questo caso, la direttrice mostra un aumento annuale del 26%.
Nelle spedizioni in partenza dalla Cina verso il Nord America, la componente speculativa legata al timore di nuovi dazi statunitensi ha alimentato una corsa al rialzo ancora più intensa. La tratta Shanghai-Los Angeles ha registrato la variazione più elevata dell'intero panel, sia in termini relativi che assoluti: il costo è salito a 4.565 dollari per container da 40 piedi, con un balzo del 31% rispetto ai 3.473 dollari del 28 maggio, equivalente a un incremento netto di 1.092 dollari in sette giorni. Nonostante la violenza del rialzo di breve periodo, la rotta sconta ancora una dinamica annua negativa del 22% rispetto ai livelli di giugno 2025. Analoga la dinamica sulla tratta Shanghai-New York, dove la tariffa ha raggiunto 5.505 dollari per feu, con una crescita settimanale del 20%, pari a 908 dollari in più rispetto ai 4.597 dollari rilevati a fine maggio. Anche in questo caso l'andamento annuale resta in territorio negativo, con un calo del 23% su base annua.
In controtendenza rispetto ai flussi in uscita dall'Asia, le rotte di riposizionamento hanno registrato variazioni marginali o lievi contrazioni. La tratta Rotterdam-Shanghai è scesa a 617 dollari per container, con una flessione del 5%, pur mantenendo un saldo positivo del 21% su base annua. La rotta di ritorno Los Angeles-Shanghai si è attestata a 783 dollari, con una variazione pressoché nulla del -1%, ma con una crescita annua del 9%. Analoga la dinamica della tratta New York-Rotterdam, scesa a 966 dollari, con una contrazione dell'1% ma un incremento strutturale del 18% su base annua.
Il corridoio transatlantico in direzione est ha mostrato la progressione annua più sostenuta dell'intero panel. La rotta Rotterdam-New York ha raggiunto 2.560 dollari per container da 40 piedi, con un rincaro settimanale moderato del 5% (+125 dollari rispetto ai 2.435 dollari della settimana precedente), ma con una crescita del 29% su base annua, che la colloca in cima alla classifica delle variazioni strutturali positive.
Secondo Drewry, che la pressione al rialzo sui noli spot potrà continuare nelle prossime settimane di giugno, sostenuta da una convergenza di fattori strutturali e operativi. Sul fronte tariffario, i vettori hanno già implementato con successo i primi aumenti a inizio mese. Compagnie come Hapag-Lloyd e Maersk hanno annunciato l'introduzione di ulteriori supplementi di alta stagione (Peak Season Surcharge) per le partenze dell'8 e 10 giugno, che si tradurranno in un aggravio compreso tra 300 e 500 dollari per feu e tra 600 e 1.000 dollari per feu sulle rotte Asia-Europa.
A ciò si aggiunge una saturazione della capacità disponibile. L'ultimo rapporto Container Capacity Insight segnala che per la settimana successiva al 4 giugno sono previsti soltanto tre blank sailing sulla rotta transpacifica, un numero eccezionalmente contenuto che indica come le compagnie stiano impiegando l'intera flotta disponibile per far fronte a una domanda reale sostenuta, azzerando di fatto lo spazio residuo sul mercato spot. Completano il quadro le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a tenere elevati i prezzi del carburante e i costi delle materie prime.
Mara Gambetta







































































