- Il Container Port Performance Index 2025 colloca Tanger Med al sesto posto mondiale con un punteggio Cppi di 134,0, Algeciras al 12° (121,9) e Port Said al 15° (117), confermando che l'eccellenza logistica nel Mediterraneo è concentrata nei due colli di bottiglia geografici dello stretto di Gibilterra e del Canale di Suez. Nessun porto del Sud Europa si avvicina a questi livelli.
- La crisi del Mar Rosso ha avuto un impatto diverso sui porti mediterranei: scali come Port Said hanno assorbito in modo efficace i traffici in transizione, mentre Valencia, costretta ad accogliere volumi di trasbordo extra fuori programma, ha registrato un calo del tempo produttivo in banchina dal 64% al 49%, scivolando al 368° posto con un punteggio di -75,8.
- L'Italia presenta un quadro a due velocità: Savona-Vado figura al 51° posto globale con un miglioramento di 51 punti rispetto al 2020, unico scalo italiano tra i primi cento, mentre Genova si posiziona al 392° posto con un punteggio di -205,3 e Trieste al 382° con -130,7, segnalando gravi congestioni e tempi di attesa prolungati rispetto alle operazioni produttive.
Secondo il Container Port Performance Index 2025 (Cppi 2025) - il rapporto di World Bank che rileva l’efficienza dei porti mondiali - il bacino del Mediterraneo presenta una frattura netta tra i poli logistici moderni e dedicati al trasbordo intercontinentale e i grandi scali gateway del Sud Europa, penalizzati da colli di bottiglia terrestri, capacità insufficiente e dagli effetti a catena della crisi nel Mar Rosso.
Il rapporto individua solo tre campioni mediterranei tra i primi venti del mondo. Tanger Med, in Marocco, si conferma il porto di riferimento dell'intera area, classificandosi al sesto posto globale con un punteggio Cppi di 134. La sua funzione di hub di trasbordo intercontinentale rimane, secondo il rapporto, ineguagliata nell'intera regione. Appena oltre lo stretto di Gibilterra, Algeciras si pone al dodicesimo posto con un punteggio di 121,9 e risulta il primo porto dell'Europa continentale ai vertici della classifica. Port Said, in Egitto, chiude il podio mediterraneo al quindicesimo posto con 117 punti, dimostrando una buona tenuta operativa nell'assorbire il traffico in ingresso e in uscita dal Canale di Suez.
La concentrazione dell'efficienza logistica nei due nodi geografici dello stretto di Gibilterra e del Canale di Suez non è casuale: il Cppi 2025 mette in evidenza che questi scali, interamente o prevalentemente dedicati al trasbordo, dispongono d’infrastrutture agili e di una flessibilità operativa che i porti multifunzione della sponda nord non riescono a replicare.
Il rapporto porta il caso valenciano per illustrare il fenomeno della congestione improvvisa innescata dalla crisi scatenata dagli Houthi nel Mar Rosso. Valencia ha accolto volumi di trasbordo extra generati dalle deviazioni delle navi dirette verso Suez, compiendo sforzi operativi considerevoli. Tuttavia l'afflusso fuori programma ha esaurito la flessibilità del sistema: il tempo produttivo trascorso in banchina è sceso dal 64% al 49%, facendo precipitare il punteggio a -75,8 e il posizionamento globale al 368° posto. Il caso dimostra come la vulnerabilità degli scali europei non sia solo strutturale, ma si amplifichi in presenza di shock esogeni.
L'analisi di medio periodo, su base quinquennale dal 2020 al 2025, segnala i porti mediterranei che hanno risolto inefficienze consolidate. Savona-Vado registra il miglioramento più marcato tra gli scali italiani: +51 punti in cinque anni, con un posizionamento al 51° posto globale e un tempo produttivo in banchina del 76%. Marsiglia recupera 39 punti pur partendo da una situazione cronica complessa, senza tuttavia raggiungere posizioni di rilievo a livello mondiale. Iskenderun, in Turchia, avanza di 34 punti e s'inserisce nella top 50 globale al 50° posto assoluto, mentre Port Said, già ai vertici, consolida il proprio posizionamento con un ulteriore progresso di 21 punti.
L’elenco completo degli scali mediterranei delinea un quadro geografico articolato. Sul versante spagnolo, Barcellona si colloca al 34° posto con un punteggio di 86 e il 75% di tempo produttivo in banchina, mentre Castellón de la Plana scende al 168° con 5,6 punti e Malaga al 308° con 3,1 punti. In l'Italia, Napoli registra un punteggio di -13,8 al 278° posto, Trieste -130,7 al 382° e Genova -205,3 al 392° con un tempo produttivo in banchina del 62%, valore che il rapporto ricollega a gravi episodi di congestione e a tempi di attesa prolungati rispetto alle fasi operative effettive. Sul fronte nord-africano e levantino, Damietta in Egitto figura al 105° posto con 22,8 punti, mentre Mersin in Turchia si pone all'111° con 19,2 punti. Il Pireo si ferma al 212° posto con un punteggio di -0,9, e Marsiglia risulta al 354° con -57,3.
Il confronto tra i gruppi regionali - il gruppo Menaap, che include Nord Africa e Levante, e quello Eca, corrispondente all'Europa continentale - mostra una differenza media di prestazioni favorevole alla sponda sud e orientale del Mediterraneo. Il rapporto attribuisce questo divario alla combinazione d’infrastrutture più recenti, specializzazione nel trasbordo e minore dipendenza da reti terrestri congestionate. I grandi scali storici del Sud Europa scontano al contrario l'eredità di profili portuali non ottimali, la pressione del traffico gateway su reti stradali e ferroviarie saturi.
M.L.









































































