- La Commissione europea ha presentato il 17 luglio 2026 la proposta di revisione del sistema Ets, principale strumento di carbon pricing dell'Unione. Il fattore di riduzione lineare scenderebbe al 3,7% nel periodo 2031-2035 e all'1,7% tra il 2036 e il 2040, un ritmo più graduale rispetto alla traiettoria seguita finora.
- Le quote gratuite saranno condizionate alla pubblicazione di piani di decarbonizzazione aziendali e, per i settori coperti dal Cbam come la siderurgia, la loro graduale eliminazione slitterà fino al 2038. Gli Stati membri dovranno inoltre destinare almeno il 50% degli introiti delle aste Ets a investimenti in decarbonizzazione industriale.
- Il testo passa ora all'esame di Parlamento europeo e Consiglio dell'UE.
La Commissione Europea ha presentato il 17 luglio 2026 la proposta legislativa di revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell'Unione Europea (Ets), accompagnata da un piano d'azione per l'elettrificazione industriale. Il testo, destinato a industria energivora, trasporto marittimo, aviazione e gestione dei rifiuti, dovrà ora essere negoziato da Parlamento europeo e Consiglio dell'UE prima di diventare regolamento vigente. L’elemento più importante della proposta riguarda il fattore di riduzione lineare (Lrf), che determina di quanto si riduce ogni anno la quantità di quote disponibili sul mercato. Bruxelles propone di fissarlo al 3,7% per il periodo 2031-2035 e di abbassarlo all'1,7% tra il 2036 e il 2040, un ritmo più contenuto rispetto alla traiettoria attuale. Nell'ultimo quinquennio considerato, fino al 2% di crediti internazionali di alta qualità potrebbe inoltre finanziare progetti di decarbonizzazione fuori dai confini dell'UE.
Cambia anche il meccanismo delle quote gratuite: l'80% dei certificati sarà distribuito solo dopo la pubblicazione annuale di piani di decarbonizzazione aziendali, mentre il restante 20% richiederà la prova della loro effettiva applicazione. Per i settori coperti dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), come la siderurgia, la riduzione delle quote gratuite rallenterà e la loro eliminazione graduale sarà estesa fino al 2038, un'ipotesi che circolava già nei giorni precedenti alla presentazione. Gli Stati membri dovranno destinare almeno il 50% degli introiti nazionali derivanti dalle aste Ets a investimenti per la decarbonizzazione di industria, tecnologie pulite, aviazione e comparto marittimo. La proposta integra anche la rimozione permanente del carbonio nel sistema Ets e prevede l'inserimento graduale dell'incenerimento dei rifiuti tra le attività soggette al meccanismo.
Per il trasporto marittimo la riforma s’innesta su un quadro già operativo dal 1° gennaio 2026, quando le compagnie navali hanno iniziato a compensare il 100% delle emissioni di CO2 sulle rotte intra-UE e almeno il 50% su quelle tra porti europei ed extra-UE. La revisione estende inoltre l'ambito di applicazione ad alcuni porti di paesi terzi situati nel cosiddetto "grande vicinato" europeo. Il fascicolo si affianca ai lavori già avviati sull'Ets2, il sistema separato che dal 2028 coprirà edifici e trasporto stradale: a metà giugno 2026 il Parlamento europeo e il Consiglio dell'UE avevano raggiunto un'intesa provvisoria su meccanismi di contenimento dei prezzi e su una Riserva di stabilità del mercato (Msr) rafforzata, accompagnata da un anticipo finanziario di 3 miliardi di euro per il biennio 2026-2027.
L'annuncio arriva al termine di un percorso preparatorio avviato con una consultazione pubblica sui benchmark di CO2, conclusa l'8 giugno 2026. Due giorni prima della presentazione, dieci Stati membri guidati dalla Polonia avevano inviato un documento congiunto in cui chiedevano una revisione "pragmatica ed equa", la riapertura del dossier Ets2 e un sistema più aderente alle differenze tra Stati membri in termini di mix energetico e prodotto interno lordo pro capite. Secondo le richieste dei dieci Paesi, le assegnazioni gratuite dovrebbero coprire il 78% delle emissioni industriali; la proposta della Commissione prevede invece un'assegnazione complessiva di circa 100 miliardi di euro all'industria e un obiettivo di elettrificazione del 46%.
Il testo dovrà ora essere negoziato da Parlamento europeo e Consiglio dell'Ue prima dell'adozione definitiva e della pubblicazione in Gazzetta ufficiale UE. Le nuove regole sul fattore di riduzione lineare si applicherebbero dal periodo 2031-2035, mentre gli effetti sulle quote gratuite per i settori Cbam resterebbero in vigore fino al 2038.
Antonio Illariuzzi









































































