I volumi mondiali del trasporto aereo delle merci sono arretrati del 4% su base settimanale nella settimana 28 del 2026 (6-12 luglio), un calo che è trainato in larga parte dalla flessione del 7% registrata dalle origini Asia-Pacifico, secondo le rilevazioni settimanali diffuse il 18 luglio da WorldAcd Market Data. Pesa soprattutto il tifone Bavi, che ha colpito in particolare la capacità e il peso tassabile in partenza da Taiwan, con effetti più contenuti su Cina e resto dell'Asia orientale. Sulla rotta verso gli Stati Uniti, i volumi da Taiwan sono calati dell'11% nella settimana 28, mentre il dato più marcato in termini percentuali arriva dal Vietnam, con un -17%. Flessioni settimanali si registrano anche da Malaysia (-7%), Indonesia (-7%) e Cina (-5%), per un calo complessivo dell'Asia-Pacifico verso gli Stati Uniti del 5%. Su base annua, tuttavia, i volumi restano superiori dell'11% rispetto allo stesso periodo del 2025, con incrementi diffusi da quasi tutti i Paesi dell'area a eccezione di Taiwan (-15%) e Hong Kong (-3%).
Più decisa è la frenata verso l'Europa: i volumi Asia-Pacifico sono scesi del 10% settimana su settimana e del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Taiwan ha segnato il calo percentuale più ampio (-24% settimanale), ma in termini assoluti la contrazione più significativa arriva dalla Cina, con un -13% settimanale e un -15% annuo. Hong Kong ha invece accumulato un -23% su base annua dopo quattro cali settimanali consecutivi, un andamento che il rapporto WorldAcd collega alla rimozione, da parte dell'Unione Europea, delle esenzioni doganali per le importazioni di modico valore, in vigore dal 1° luglio.
Anche l'area Medio Oriente e Asia meridionale (Mesa) ha risentito della ripresa del conflitto tra Iran e Stati Uniti: il peso tassabile in partenza dalla regione è calato del 4% settimanale, con la capacità in flessione del 3% e quella dai Paesi del Golfo del 4%. I volumi Mesa verso gli Stati Uniti hanno accusato il colpo più duro, con un calo di circa il 14% settimanale distribuito in modo relativamente uniforme tra i vari Paesi dell'area. Sul fronte opposto, il peso tassabile Mesa verso l'Europa è invece salito del 4% settimanale, allineandosi ai livelli dello stesso periodo dello scorso anno.
Sul fronte tariffario, i noli medi mondiali - calcolati su un mix di tariffe a contratto e tariffe spot - hanno segnato nella settimana 28 la terza flessione settimanale consecutiva, con un calo del 3% a 3,03 dollari al chilo; il dato resta comunque superiore del 24% rispetto a un anno fa. Il nolo spot medio mondiale è sceso a sua volta del 3% settimanale, a 3,47 dollari al chilo, con un incremento del 32% su base annua. Le flessioni settimanali più marcate dei noli spot si sono registrate dall'Africa (-8%), da Mesa (-4%) e dall'Europa (-4%), mentre l'Asia-Pacifico ha limitato il calo al 2%. In controtendenza il Nord America, dove i noli sono saliti del 3% nella settimana successiva al 4 luglio, festa dell'Indipendenza statunitense.
I noli spot dalla regione Asia-Pacifico verso gli Stati Uniti si sono mantenuti relativamente stabili, con un calo contenuto al 2% settimanale a 6,68 dollari al chilo, comunque il 37% sopra il livello dello stesso periodo del 2025. Sulla rotta verso l'Europa, invece, la domanda in raffreddamento delle ultime settimane si è tradotta in un terzo calo settimanale consecutivo (-5%) a 4,82 dollari al chilo, guidato da un -9% settimanale delle tariffe dalla Cina, scese a 4,45 dollari al chilo. I noli spot medi Asia-Pacifico verso l'Europa restano superiori del 25% su base annua, ma il dato specifico Cina-Europa si ferma a un +15%, il margine di crescita annua più contenuto da fine marzo. Le tariffe spot Cina-Europa e la media Asia-Pacifico-Europa sono così tornate sui livelli osservati l'ultima volta proprio a fine marzo.
A.M.B.









































































