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Podcast K44

Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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  • UE cerca i camionisti in Marocco ed Egitto

    UE cerca i camionisti in Marocco ed Egitto

    Il progetto pilota Sdm4eu II, finanziato dalla Commissione Europea, ha lo scopo di formare seicento autisti di veicoli industriali tra Marocco ed Egitto entro dicembre 2028. ma solo duecento, cento per corridoio verso Italia e Romania, saranno accompagnati fino al collocamento in azienda.

    Come il dazio UE sui pacchi cambia la logistica europea

    • Dal 1° luglio il Regolamento UE 2026/382 sostituisce la franchigia doganale per i pacchi con valore inferiore a 150 euro con un dazio di 3 euro applicato per ogni voce tariffaria dichiarata. Il provvedimento è transitorio fino al 1° luglio 2028. In Italia dal 1° ottobre si dovrebbe aggiungere il contributo nazionale di 2 euro.
    • Nel primo mese, i piccoli colli in transito nell’aeroporto di Liegi sono diminuiti del 41% rispetto al mese precedente, ma le tonnellate complessive dello scalo sono cresciute del 4% grazie a farmaceutica e apparecchiature per centri dati. Malpensa ha invece perso l'8,5% nel mese e il 6,2% nei primi sette mesi.
    • La capacità degli aerei tutto merci fra Cina ed Europa è scesa a luglio del 28% sotto i livelli di giugno, con Madrid a –78% e Budapest a –58%. Intanto il commercio elettronico sposta le scorte nei magazzini europei, con programmi avviati ancor prima del dazio: Shein a Wrocław, Cainiao a Rokitno, Temu verso l'80% degli ordini evasi dall'Unione.

     

    Nel 2025 sono entrati nell'Unione Europea 5,9 miliardi di pacchi con valore inferiore a 150 euro, oltre il 90% dei quali spediti dalla Cina. Per anni questo è stato un flusso cresciuto su un vantaggio doganale che dal primo luglio 2026 non esiste più, a causa del dazio di tre euro per voce tariffaria imposto dall’Unione Europea ai colli extra-comunitari. A un mese dall’entrata in vigore del provvedimento tracciamo un primo bilancio provvisorio: le importazioni europee dei prodotti del commercio elettronico sono diminuite del 24% fra giugno e luglio, le Dogane nazionali registrano cali a doppia cifra delle dichiarazioni e la stiva aerea costruita attorno a quel traffico si è ritirata dalle rotte euroasiatiche. Il conto, però, non si chiude allo stesso modo per tutti gli aeroporti europei.

    Liegi è il caso che meglio illustra questa differenza, anche perché è uno dei principali scali europei per il commercio elettronico. A luglio lo scalo belga ha ridotto il traffico di piccoli colli del 41% rispetto al mese precedente e il 24% in meno rispetto a luglio 2025, con le dichiarazioni doganali calate, rispettivamente, del 52% e del 67%. Nello stesso mese però le tonnellate complessive sono cresciute del 4% su base annua, a fronte di movimenti aerei in diminuzione del 4%. Quindi è diminuito il numero delle spedizioni ma non il tonnellaggio. Un altro dato mostra quanto pesano sullo scalo belga i piccoli pacchi: sempre a luglio le Dogane del Belgio hanno incassato circa 42,5 milioni di euro, con le dichiarazioni nazionali in calo del 35%, pari a 1,26 milioni di piccoli colli in meno e all’aeroporto di Liegi gli invii di valore superiore a 150 euro sono cresciuti del 10%, indizio di una riclassificazione verso merce di prezzo più elevato, che però non ha compensato la perdita di volumi sotto soglia.

    Un altro aeroporto che aveva puntato sul commercio con l’Asia è Budapest, per il quale un'analisi del centro studi polacco Osw, diffusa nel febbraio 2026, ricostruisce la struttura del traffico: circa 300mila tonnellate nel 2024, il 49% in più del 2023, con il 70% di merce in arrivo e oltre il 40% del cargo e della posta in ingresso che proveniva dalla Cina. Le spedizioni sotto i 150 euro contavano circa il 40% dei beni in entrata e circa il 90% di questi era destinato ad altri Paesi europei. Nel 2024 l'amministrazione doganale ungherese sdoganò 136 milioni di pacchi di modico valore, che hanno prodotto oltre 40 miliardi di fiorini di Iva, circa 104 milioni di euro, e dal 2018 l'aeroporto ha investito circa 80 milioni di euro nelle infrastrutture merci, portando la capacità della cargocity a 420mila tonnellate annue. L’impianto ospita il polo europeo di Cainiao, l'operatore logistico del colosso di commercio elettronico Alibaba. Secondo le rilevazioni di Rotate, a luglio 2026 la stiva degli aerei tutto merci in arrivo allo scalo ungherese dalla Cina è diminuita del 58% rispetto al mese precedente. Un altro scalo penalizzato è quello di Madrid, con un calo di ben il 78%, mentre sul lato cinese la flessione più marcata ha riguardato Ürümqi (–72%), seguita da Hong Kong (–28%).

    Ai dati di luglio bisogna aggiungere quelli di giugno, anch’essi in forte flessione rispetto al mese precedente, perché il mercato aveva anticipato la scadenza comunitaria. Elaborazioni di Aevean indicano che già nel sesto mese la capacità degli aerei tutto merci tra Asia-Pacifico, Medio Oriente ed Europa era diminuita del 14%, pari a circa diciotto voli in meno al giorno con aerei a fusoliera larga. La riduzione si è distribuita però in modo diseguale fra gli scali: –46% su Budapest, –24% su Malpensa, –16% su Liegi, –12% su Schiphol.

    L’Italia ha una situazione particolare, perché una parte consistente dei piccoli pacchi extra-europei era emigrata all’estero ben prima dell’introduzione del dazio europeo, a causa della tassa du due euro imposta dalla Legge di Bilancio 2026, sempre per le spedizioni con valore inferiore a 150 euro. Le proteste degli operatori della logistica hanno sospeso la sua applicazione, rinviandola una prima volta dal 15 marzo al 1° luglio e poi al 1° ottobre 2026. Ma il solo annuncio della tassa ha penalizzato gli scali nazionali, soprattutto quelli lombardi. A luglio Malpensa ha subito una flessione del tonnellaggio dell’8,5%, a fronte di un calo medio nazionale dell’uno percento. Dario Nanna, responsabile dell'aviazione commerciale dell’aeroporto di Orio al Serio, ha quantificato in 40% la riduzione dei movimenti cargo legati al commercio elettronico e ha osservato che senza il rinvio governativo del contributo di due euro, l'impatto sull'Italia sarebbe stato ancora superiore. L'aeroporto bergamasco cresce nel complesso e perde al tempo stesso una quota rilevante del segmento dei piccoli colli, con una dinamica affine a quella osservata a Liegi.

    Il dazio europeo è di lieve entità, ma sta causando gravi conseguenze non solo al trasporto aereo, ma anche alla logistica del commercio elettronico, la cui riorganizzazione è iniziata prima della sua introduzione e sta subendo un’accelerazione. Shein ha inaugurato nel dicembre 2025 a Wrocław, in Polonia, il proprio hub logistico europeo, che potrà estendersi fino a 740mila metri quadrati, mentre Temu ha l’obiettivo di evadere fino all'80% degli ordini europei in magazzini situati nell'Unione, con disponibilità già attivata in Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Italia e Austria. Cainiao – il braccio logistico di Alibaba - ha avviato a gennaio 2025 la terza piattaforma logistica in Polonia, a Rokitno, raggiungendo una superficie totale di 600mila metri quadrati all’interno dell’Unione. Nessuna di queste società cinesi ha esplicitamente collegato questi investimenti al dazio comunitario e alcuni programmi di localizzazione sono precedenti alla riforma, però il nuovo prelievo ne aumenta la convenienza economica e spingerà a intensificare l’importazione di grandi quantità per poi creare le piccole spedizioni all’interno dell’Unione.

    Per gli aeroporti il passaggio da milioni di piccole spedizioni a partite consolidate cambia la composizione del lavoro prima ancora della quantità di merce trattata. Diminuiscono le dichiarazioni semplificate, il trattamento dei colli singoli e la saturazione dei voli dedicati, mentre crescono il peso dei controlli documentali sui lotti importati, la domanda di superfici di magazzino e i collegamenti stradali intra-europei, perché la merce immessa in libera pratica in uno Stato membro raggiunge gli altri senza ulteriori formalità doganali. Questo meccanismo sta trasformando una questione amministrativa in una competizione tra aeroporti, piattaforme logistiche e corridoi stradali. Oppure, come sta già facendo Liegi, sta cambiando specializzazione. La direzione dello scalo belga attribuisce già ora la tenuta dei volumi alla crescita di farmaceutica, apparecchiature per centri dati e fiori recisi, proseguendo l'ampliamento dei magazzini a temperatura controllata. Ma non tutti gli scali potranno evolvere così rapidamente.

    M.L.

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