Un corriere di 42 anni è morto lunedì 31 agosto a Piacenza dopo essere stato colto da un arresto cardiaco mentre scaricava alcuni pacchi in vicolo del Guazzo. Si chiamava Pasquale Andriotta e proprio quel giorno gli scadeva il contratto a temine. Secondo alcuni suoi colleghi, egli temeva che la società per cui lavorava, la Afs Service (che gestisce l'appalto Brt di Piacenza-Caorso), non lo avrebbe rinnovato. Dopo il malore sono giunti i soccorsi, che hanno trasportato l’uomo in ospedale, ma purtroppo non hanno potuto salvarlo. Le cause del decesso non sono state rese note, così come restano da chiarire gli orari e le condizioni operative del turno. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte di Brt o di Afs Service sull'accaduto.
Proprio il 31 agosto la Filt-Cgil aveva indetto uno sciopero dei lavoratori di questo appalto, dopo lo stato di agitazione proclamato il venerdì precedente. Il sindacato denuncia carichi di lavoro crescenti, carenza di personale e un'organizzazione dei turni giudicata insostenibile. Lo stesso giorno Usb Logistica ha indetto uno sciopero per l’intera giornata il primo settembre, in conseguenza dell’incidente, e in una nota afferma che “numerose testimonianze provenienti dal magazzino di Caorso confermano che la vittima fosse oggetto di continui cambi di zona di lavoro e di consegne plurime”, aggiungendo che “non si tratta né di casualità, né di incidente, quello che è avvenuto; è conseguenza dello sfruttamento brutale dei lavoratori addetti alle consegne cosiddette dell'ultimo miglio". Insieme allo sciopero, Usb ha indetto lo stato di agitazione nazionale nell'intera filiera Brt con assemblee autoconvocate.
L’incidente del 31 agosto richiama un precedente avvenuto due mesi prima, sempre nell’ambito degli appalti Brt: il 26 giugno un corriere di 64 anni, Antonio Gala, morì schiacciato tra due veicoli industriali nel deposito di Settimo Torinese, episodio seguito da uno sciopero nazionale proclamato da Si Cobas e Filt-Cgil e da una nota dell'azienda che ribadiva l'impegno sulla sicurezza nei centri logistici. Afs Service ha già subito vertenze sindacali in altri appalti Brt, tra cui quello di Pisa, nel novembre 2025, quando i lavoratori scioperarono per la mancata riconferma di alcuni contratti interinali.
Il settore dei trasporti e dello stoccaggio appare fra i più esposti al rischio d’infortunio mortale. Secondo l'Inail, nella sezione Ateco H - che comprende trasporto terrestre, magazzinaggio e attività di supporto, servizi postali e corrieri - tra il 2020 e il 2024 sono apparse 923 denunce d’infortunio con esito mortale e di queste 351 riguardano eventi riconosciuti e avvenuti in occasione di lavoro, mentre gli altri sono in itinere. La maggior parte dei decessi riguarda gli uomini, dato che non sorprende vista la preminenza maschile in questo comparto, e la fascia di età tra 40 e 54 anni. Quasi il 60% degli infortuni in occasione di lavoro si concentra nel Nord Italia.
L’Inail sottolinea che negli incidenti mortali è determinante il coinvolgimento di un mezzo di trasporto, mentre in quelli non mortali contribuiscono soprattutto la movimentazione dei carichi sotto sforzo e l'uso di attrezzature (come i carrelli elevatori) la cui visibilità ridotta dal carico e le manovre improprie restano fra i fattori di rischio più ricorrenti nei magazzini. Il quadro europeo elaborato da Eurostat conferma la centralità della componente stradale: nel 2022 il 65% degli infortuni mortali del settore trasporti e magazzinaggio con luogo noto è avvenuto in una postazione occasionale o mobile oppure durante uno spostamento per conto del datore di lavoro, e il 41,1% degli eventi è stato classificato come urto da oggetto in movimento o collisione.
Per il 2025, anno di rilevazione più recente, l'Inail registra 1.093 incidenti mortali per l’intero mondo del lavoro, 798 delle quali in occasione di lavoro e 295 in itinere. Nel comparto trasporti e magazzinaggio i decessi durante il lavoro sono stati 110, terzo valore nazionale dopo costruzioni e attività manifatturiere. I dati relativi ai primi mesi del 2026 sono ancora provvisori: nei primi cinque mesi le denunce mortali in occasione di lavoro nel trasporto e magazzinaggio sono state 34, contro le 33 dello stesso periodo del 2025.
Antonio Illariuzzi



































































