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    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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    Camion fermi allo Stretto di Messina sono un disagio cronico

    La Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionale denuncia attese fino a sei ore per l'imbarco a Tremestieri e al Porto Storico di Messina durante l'esodo estivo. Non è un caso isolato: il problema si trascina da anni, tra proteste, esposti e promesse rimaste in gran parte sulla carta.

    Dati di stivaggio container verso uno standard comune

    Foto: Porto Trieste
    • L'industria marittima sta lavorando a nuove specifiche comuni per i dati di stivaggio dei container - ossia le informazioni strutturate su posizioni, pesi, tipologie e fissaggio del carico a bordo delle navi - con l'obiettivo di renderle interoperabili tra vettori, terminal e Autorità portuali.
    • La creazione di standard risponde a tre esigenze: ridurre gli incidenti legati a dichiarazioni errate di pesi o errori di collocazione, migliorare l'integrazione con sistemi digitali avanzati come i port community system e le piattaforme di logistica 4.0, e abbattere i costi operativi legati a ritardi e rilavorazioni.
    • Allo stato attuale non esiste ancora un documento normativo unico e definitivo: il settore si trova in una fase di definizione dei set minimi di campi dati, standard per le nomenclature e integrazione nei flussi digitali esistenti, con una base tecnica che si appoggia agli standard Iso già consolidati sull'identificazione dei container.

    Una nuova iniziativa industriale creare uno standard per i dati di stivaggio dei container, cioè l'insieme strutturato di informazioni che descrive come i contenitori vengono caricati, posizionati e fissati a bordo delle navi portacontainer. La notizia, riportata da Splash247, segnala che diversi operatori del settore marittimo stanno lavorando alla definizione di specifiche comuni per la rappresentazione di questi dati, con l'obiettivo di renderli interoperabili tra i sistemi dei vettori, dei terminal e delle Autorità competenti. Per dati di stivaggio s'intendono tutte le informazioni che descrivono la configurazione del carico a bordo: le posizioni in baia, fila e tier, il peso lordo per unità, la tipologia del contenuto (merci refrigerate, merci pericolose, fuori sagoma), il piano di impilamento, la sequenza di carico e scarico e le modalità di fissaggio. Oggi questi dati sono gestiti con formati spesso proprietari o scarsamente armonizzati, una situazione che genera errori, ritardi e difficoltà d’integrazione con i sistemi di pianificazione e tracciamento più avanzati.

    La spinta verso nuovi standard nasce da tre elementi: sicurezza, efficienza e digitalizzazione. Sul fronte della sicurezza, diversi incidenti riconducibili a dichiarazioni errate dei pesi o a errori nel posizionamento e nel fissaggio dei container hanno reso evidente la necessità di avere informazioni più affidabili e condivise lungo l'intera filiera. Su quelli dell'efficienza e della digitalizzazione, i sistemi di tracciamento intelligente, i port community system e le soluzioni di logistica 4.0 richiedono un livello dati coerente per poter automatizzare i controlli, ottimizzare i piani di stivaggio e alimentare modelli previsionali su rischi e congestione.

    L'iniziativa coinvolge diversi attori industriali e probabilmente associazioni di settore, in modo analogo a quanto già avvenuto per altri standard nella catena marittimo-portuale. Il perimetro riguarda la definizione di quali campi dati debbano essere sempre presenti - peso, dimensioni, tipo di merce, pericolosità - come debbano essere codificati e in quali formati debbano essere scambiati tra i sistemi dei terminal operativi portuali, delle compagnie di navigazione, delle piattaforme doganali e degli operatori dell'hinterland. L'obiettivo è costruire un linguaggio comune a livello globale.

    L'esperienza storica degli standard fisici dei container, con norme Iso come la 668 e le successive, ha già dimostrato come un insieme condiviso di specifiche possa generare forti effetti di rete nella logistica globale, riducendo i costi di transazione e aumentando la compatibilità tra attrezzature e infrastrutture. L'iniziativa sui dati di stivaggio si colloca su un piano diverso, informativo anziché fisico, ma la logica è analoga: creare una base comune che consenta a tutti gli attori di operare con le stesse informazioni, anche in vista di possibili future richieste regolatorie su sicurezza, tracciabilità e rendicontazione digitale.

    Esistono già alcuni riferimenti tecnici e normativi su cui le nuove proposte possono appoggiarsi. Gli standard Iso sull'identificazione dei container, in particolare la norma 6346 e i successivi aggiornamenti, definiscono in modo strutturato codici e marcature relativi a proprietario, numero di serie, dimensioni e tipo, costituendo la base di qualsiasi omologazione successiva delle informazioni operative. Le linee guida sul riempimento e sulla sicurezza nel caricamento dei container definiscono invece ruoli, catena di responsabilità e requisiti operativi, tracciando un riferimento per i dati che dovrebbero essere sempre disponibili e condivisi lungo la catena logistica.

    Per i vettori una maggiore omologazione potrebbe tradursi in minori errori nei piani di carico, riduzione dei costi legati a rilavorazioni o ritardi e migliore capacità di sfruttare algoritmi di ottimizzazione di peso, stabilità e consumo di carburante, soprattutto su flotte di grandi dimensioni. Per i porti e i terminal, dati di stivaggio più uniformi possono migliorare la qualità delle informazioni disponibili prima dell'arrivo della nave, rafforzando le capacità di pre-pianificazione delle operazioni, l'allocazione delle risorse - gru, slot di piazzale, personale - e la gestione delle interfacce con gli operatori ferroviari e stradali, con benefici sui tempi di sosta nave e sulla fluidità complessiva dell'hub.

    Il collegamento con la digitalizzazione dell’intera logistica è diretto. Analisi sul tracciamento intelligente dei container mostrano come l'integrazione tra dati fisici (sensori, dispositivi Iot, sistemi di bordo) e quelli amministrativi e operativi (prenotazioni, manifesti, piani di stivaggio) sia fondamentale per aumentare la trasparenza e la capacità di gestione in tempo reale. Rendere omogenei i dati di stivaggio significa combinare più facilmente queste informazioni con quelle provenienti dagli altri segmenti della filiera logistica.

    Allo stato attuale, il settore si trova ancora in una fase d’iniziativa più che di standard consolidato. Non risultano pubblicamente disponibili documenti comparabili a una norma Iso già pubblicata o a linee guida dettagliate di un organismo come l'Imo specificamente dedicate ai dati di stivaggio. La sensazione che emerge dall'insieme delle fonti tecniche disponibili è però che si stiano definendo set minimi di campi dati, si stia lavorando sulla omologazione delle nomenclature e delle codifiche e si stia ragionando su come incorporare queste informazioni nei flussi digitali esistenti, senza che tutto ciò sia ancora cristallizzato in un unico documento normativo definitivo.

    M.G.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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