Fino a sei ore di coda per imbarcarsi a Tremestieri o al Porto Storico di Messina: lo denuncia della Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionale (Laaisn) in una nota del 19 agosto 2026. L’associazione spiega che nei giorni dell'esodo ferragostano ha raccolto decine di segnalazioni da autisti bloccati nei due scali senza alcun servizio accessorio, precisando che questo problema non è attribuito alla sola stagionalità turistica, bensì a una carenza strutturale nella pianificazione dei flussi verso gli scali dello Stretto.
"Gli errori si ripetono, e anche per il 2026 si registrano gravi disservizi nei servizi offerti a operatori logistici e turisti", ha dichiarato la presidente della Laaisn, Tania Andreoli. Il vicepresidente Giuseppe Neri attribuisce il fenomeno a scelte di fondo mai affrontate: "Manca completamente una pianificazione efficiente dei flussi e, con il pretesto del Ponte sullo Stretto, si continua da anni senza investimenti e senza un potenziamento oggettivo delle infrastrutture esistenti. Si finisce per sequestrare ore di veicoli e conducenti, che esauriscono così le ore di guida disponibili prima ancora d’imbarcarsi". La Laaisn punta il dito anche contro le compagnie di navigazione, accusate di "estrema leggerezza" nella gestione del problema, e minaccia un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e alla Commissione Europea.
Le lunghe attese dell’estate 2026 non sono però un episodio isolato. TrasportoEuropa se ne occupa da anni: già nel 2017 l'autotrasportatore siciliano Angelo Spalletta segnalò al giornale una fila di almeno 150 autoarticolati in attesa di imbarco al terminal ro-ro di Tremestieri, denunciando la riduzione delle corse verso quello scalo a vantaggio del traffico turistico sul Porto Storico. Nel 2022, durante il contro-esodo di fine agosto, le attese ai varchi di imbarco avevano già superato le due ore e nel 2024 una lettera della categoria al ministro Matteo Salvini parlava apertamente di "infrastrutture da quarto mondo" e chiedeva di rivedere gli investimenti sui porti siciliani. A dicembre 2025 il Comitato 3S ha definito il mancato completamento di Tremestieri "il più grande fallimento infrastrutturale degli ultimi anni".
La protesta si è fatta più insistente nella primavera del 2025, quando la stessa Lega, allora ancora regionale, aveva già parlato di Tremestieri e Boccetta come di "una trappola per topi", imputando i disservizi a un presunto insabbiamento legato ai cantieri del futuro Ponte. In quell'occasione Neri quantificava in tre-cinque ore al giorno il tempo perso dagli autisti, "come perdere un frammento della nostra vita". Nel 2026 il fronte si è allargato: a febbraio un comitato distinto, quello degli Autotrasportatori Libera Concorrenza dello Stretto di Messina, ha presentato un esposto alla Procura di Messina su concessioni e obblighi di manutenzione del porto, ad aprile un altro sciopero, promosso stavolta dal comitato trasportatori siciliani contro il caro gasolio e le tariffe di traghettamento, ha raggiunto un'adesione vicina al 90% delle imprese e a giugno lo stesso comitato ha segnalato alla Corte dei Conti un possibile trasferimento sul pubblico dei costi di dragaggio dei fondali, in precedenza a carico del concessionario.
Sul potenziamento di Tremestieri, intanto, un passo è arrivato pochi giorni prima del comunicato della Laaisn: il 4 agosto il Cipess ha dato parere favorevole a un fondo da 357,65 milioni di euro per 14 interventi in nove porti italiani nell'arco 2025-2035, che comprende nuove opere anche nello scalo siciliano, nell'ambito del più ampio pacchetto di finanziamenti per l'accessibilità marittima, ferroviaria e stradale degli scali collegati alla rete Ten-T.
Antonio Illariuzzi







































































