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  • La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    Il 28 ottobre 2026 Boluda Shipping ha firmato l'accordo per rilevare l'intero gruppo Samskip, a un valore non reso noto. La chiusura è prevista per il 1° gennaio 2027, dopo il via libera delle Autorità competenti. La rete unita conterà 32 navi su 18 rotte in 28 Paesi.

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  • Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Dal 28 ottobre 2026 le proteste degli autisti turchi contro le regole Schengen sui soggiorni interrompono a tratti i transiti dei camion verso Bulgaria e Grecia. A Kapıkule l'attesa superava già i quattro giorni. Ankara ha avviato contatti con Sofia e la Commissione Europea.

    In Germania più fondi per i carri singoli, ma la ferrovia costa di più

    La Germania con una mano dà e con l’altra toglie. Il ministero dei Trasporti tedesco ha aumentato di 84 milioni di euro i fondi disponibili per il sostegno al trasporto merci a carro singolo, ma contestualmente il gestore della rete ferroviaria DB InfraGo ha chiesto un aumento delle tariffe di accesso alla rete del 12,6% per il 2027. Partiamo dalla notizia che rappresenta una boccata d’ossigeno per le imprese che si avvalgono del servizio di trasporto a carro singolo, un segmento che rappresenta il 18% del traffico ferroviario totale in Germania e sul quale le Autorità tedesche confidano per incentivare il trasferimento dalla strada alla rotaia. Gli 84 milioni di euro di fondi aggiuntivi si aggiungono ai 300 milioni di euro già resi disponibili in precedenza per tutto il 2026.

    Secondo il ministero dei Trasporti, il servizio a carro singolo (identificato in Germania con la sigla Swl, Single wagon load) è particolarmente indirizzato alle industrie chimiche, siderurgiche e automobilistiche e può contare su una rete diffusa in circa duemila scali abilitati. Questa formula consente il trasporto anche di quantitativi ridotti e offre alle imprese un accesso alla rete ferroviaria che in caso contrario sarebbe preclusa vista l’impossibilità di garantire la formazione di treni completi. Per il gestore della rete, il servizio a carro singolo è un sistema complesso e costoso, per questo motivo per ridurre i costi e renderlo competitivo è indispensabile sostenerlo economicamente con incentivi mirati.

    Ma se il trasporto a carro singolo si avvantaggia e guarda al futuro con maggiore tranquillità grazie a questi sostegni, per il servizio ferroviario merci in generale le notizie non solo altrettanto positive. Tra riduzione delle sovvenzioni e minacce di nuovi rincari, la situazione è tutt’altro che promettente. Il piano delle Autorità tedesche prevede una riduzione dei sussidi per sostenere i pedaggi di accesso alla rete ferroviaria: nel 2027 le imprese potranno contare su un fondo di 200 milioni contro i 345 milioni previsti nel 2026. Immediata la reazione dell’associazione tedesca a favore del trasporto merci ferroviario Die Güterbahnen che parla di un “segnale sbagliato” da parte del Governo tedesco perché vanifica tutti gli sforzi per garantire tariffe di accesso alla rete competitive nel confronto con il tutto strada.

    E come se non bastasse, il gestore della rete DB InfraGo ha chiesto alle Autorità federali un incremento del 12,6% dei pedaggi per il 2027. L’ultima parola spetta però al ministero dei Trasporti. Ma se questa richiesta fosse accolta per le imprese ferroviarie sarebbe stimata una maggiore spesa di oltre cento milioni di euro rispetto alle tariffe tuttora in vigore. L’associazione Die Güterbahnen contesta a DB InfraGo la volontà di perseguire una politica di rigore economico del tutto scollegata con l’esigenza di non penalizzare il trasporto su rotaia e soprattutto calibrare le tariffe ferroviarie con la valutazione dei margini di competitività della ferrovia. Inoltre, le imprese ferroviarie, oltre a essere economicamente svantaggiate dall’aumento delle tariffe, vivrebbero nell’incertezza perché normalmente la prenotazione delle tracce orarie avviene con mesi di anticipo, senza conoscere quindi i costi finali effettivi. Al contrario, secondo gli operatori, spetterebbe al ministero dei Trasporti pianificare senza fughe in avanti la politica tariffaria a lunga scadenza in modo da assicurare le imprese.

    Piermario Curti Sacchi

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