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Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • La Golden Week frena i noli container

    La Golden Week frena i noli container

    Il World Container Index di Drewry scende del 2% a 4.351 dollari per feu, trascinato dal calo sul transpacifico e sull'Asia-Europa durante le festività cinesi. Sulla rotta verso il Nord Europa i noli container arretrano per la tredicesima settimana consecutiva, mentre Genova resta stabile.

Autotrasporto

  • Undici associazioni firmano l’agenda dell’autotrasporto

    Undici associazioni firmano l’agenda dell’autotrasporto

    Agli Stati Generali di Roma le associazioni rappresentate nel Comitato Centrale per l'Albo degli autotrasportatori hanno firmato un documento unitario che chiede controlli di regolarità estesi al fisco, lettera di vettura elettronica obbligatoria anche nei trasporti nazionali, più flessibilità sui tempi di guida e una Cqc più semplice.

    Il raccordo Orbassano-Avigliana nelle proteste No Tav

    Non c’è pace per la tratta italiana della ferrovia Torino-Lione. Dopo gli aspri scontri nel luglio 2026 culminati con l’assalto al cantiere di Chiomonte, ora le proteste rischiano di coinvolgere anche i progetti che si riferiscono alla tratta italiana, quella prevista tra Torino Orbassano e Avigliana. Il commissario straordinario Calogero Mauceri, preposto alla realizzazione dell’opera, non si scompone e sembra deciso a tirare dritto puntando a chiudere la parte istruttoria con il via libera definitivo entro l’anno e la conclusione dei lavori tra il 2033 e il 2034. In questo modo la variante tra Orbassano e Avigliana rispetterebbe lo stesso cronoprogramma della ferrovia transfrontaliera di 65 chilometri tra Chiomonte/Susa e Saint-Jean-de-Maurienne, in avanzata fase di costruzione, che comprende il tunnel di base sotto il Moncenisio.


    Ma è forte l’opposizione a livello locale, tra le amministrazioni dei Comuni interessati dal tracciato di 24 chilometri compreso un tunnel sotto la collina di Avigliana lungo 17 chilometri. Più che l’eventuale impatto ambientale dell’opera, la contestazione appare quasi un pretesto perché di fronte a un investimento previsto nell’ordine dei tre miliardi di euro (in parte finanziato con fondi europei), si contrappone la mancanza di risorse per completare la metropolitana di Torino, e precisamente una settantina di milioni per concludere i cantieri in corso oltre a poco più di trecento per estendere il tracciato fino a Rivoli.


    Chi contesta la nuova Torino Orbassano-Avigliana parla di un impegno economico eccessivo di fronte alla dubbia utilità dell’opera. Questo raccordo ferroviario, invece, ha lo scopo di valorizzare la piattaforma logistica di Torino e in particolare lo scalo di Orbassano con l’interporto Sito, una struttura che ha sempre fatto fatica a trovare un proprio ruolo nell’intermodalità ferro-strada e che verrebbe invece rilanciato come polo nelle relazioni Italia-Francia. E tutto questo ovviamente mettendo a disposizione due binari in più, utili per meglio suddividere il traffico ferroviario per tipologia di trasporto.


    La Torino Orbassano-Avigliana è l’unica tratta italiana della nuova direttrice ferroviaria di cui è prevista la realizzazione, in quanto tra Avigliana e Orbassano/Susa è previsto solo l’adeguamento in sede della linea storica fino all’imbocco del tunnel di base del Moncenisio, stralciando e rinviando nel tempo la realizzazione di un’ulteriore galleria, conosciuta come tunnel dell’Orsiera.


    Il progetto del raccordo Orbassano-Avigliana è il frutto di una scelta adottata nel 2018 in alternativa al quadruplicamento con la posa di due nuovi binari accanto a quelli esistenti tra Grugliasco e Collegno. L’ipotesi originale venne scartata per le difficoltà ad adeguare il nodo ferroviario torinese del bivio Pronda, ma soprattutto per il forte impatto dei cantieri sulla viabilità esistente. Inoltre l’Osservatorio, che era stato un punto di confronto con tutti i soggetti interessati, aveva calcolato che l’opera avrebbe comportato l’abbattimento di almeno 130 edifici residenziali, con 450 famiglie e 1.400 abitanti coinvolti. Al contrario invece la variante scelta tocca in modo del tutto marginale gli immobili esistenti. Ma ai contestatori della Orbassano-Avigliana, evidentemente questa motivazione non rappresenta una ragione di sostegno del progetto di variante, decisamente meno impattante sul territorio.


    A proposito di linea ferroviaria storica, Rfi a settembre 2026 ha avviato le procedure che precedono gli espropri delle aree interessate per i lavori di soppressione di due passaggi a livello nei comuni di Sant’Antonino Vaie, Borgone e Bruzolo, gli ultimi due attraversamenti stradali rimasti tra Torino e Bussoleno. Questo intervento rientra tra quelli previsti per l’adeguamento e il potenziamento della linea esistente tra Avigliana e Bussoleno, integrata nella futura bretella tra Orbassano e l’accesso al tunnel di base del Moncenisio.

    Piermario Curti Sacchi

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