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Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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    Confetra ricorre al Tar contro la tassa sui pacchi

    Confetra ha deciso d’impugnare davanti al Tar i provvedimenti che hanno dato attuazione al contributo di due euro applicato ai pacchi in importazione provenienti da Paesi extra europei con valore fino a 150 euro. La decisione, annunciata il 4 marzo 2026 dalla confederazione, arriva dopo i primi effetti registrati sul mercato e sui traffici aeroportuali, in particolare nello scalo di Malpensa. Il presidente di Confetra, Carlo De Ruvo, spiega che il ricorso è stato presentato per tutelare il comparto e garantire il corretto funzionamento del mercato: “I dati parlano chiaro: a Malpensa si è perso oltre il 50% del traffico d’importazione legato al commercio elettronico e, fino a pochi giorni fa, risultano cancellati 81 voli tutto merci rispetto alla programmazione”. Per la confederazione, l’introduzione di un contributo non armonizzato a livello europeo genera distorsioni nei traffici e nella concorrenza, favorendo lo spostamento dei flussi logistici verso altri Paesi membri con regimi differenti.

    La scelta di procedere con il ricorso è stata anche dettata da ragioni procedurali. Confetra spiega che i termini per l’impugnazione dei provvedimenti stavano per scadere e che, nonostante il confronto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, i correttivi annunciati alla misura non sono ancora stati introdotti. Nel frattempo è terminato il periodo transitorio concesso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la sospensione del pagamento del contributo e dei relativi adempimenti amministrativi, scaduto il 28 febbraio. In assenza di un intervento normativo, secondo la confederazione il settore rimane esposto a incertezze operative e regolatorie oltre agli effetti già registrati sui traffici.

    Confetra sottolinea comunque di apprezzare l’ordine del giorno accolto dal Governo durante la conversione del decreto Milleproroghe, che impegna l’esecutivo a valutare la sospensione dell’applicazione della norma nel primo provvedimento utile. Se il Governo dovesse effettivamente intervenire con un rinvio o una sospensione della disposizione, allineandola alla normativa europea e garantendo condizioni omogenee tra gli Stati membri, verrebbero meno le ragioni del contenzioso. In questo caso, osserva l’associazione, si potrebbe superare l’attuale fase di conflitto nell’interesse della certezza del diritto e della stabilità del sistema logistico.

    Il contributo da due euro riguarda le spedizioni di commercio elettronico provenienti da Paesi extra-europei con valore dichiarato fino a 150 euro, soglia al di sotto della quale le merci beneficiano di procedure doganali semplificate. La misura è stata introdotta con l’obiettivo di compensare i costi amministrativi e di controllo generati dall’elevato numero di piccoli invii e, allo stesso tempo, riequilibrare la concorrenza con le imprese europee della moda e della distribuzione. Secondo Confetra, tuttavia, il provvedimento sta producendo effetti opposti rispetto alle finalità dichiarate. In una nota diffusa il 20 gennaio 2026 la Confederazione aveva già definito la misura “un boomerang sotto tutti i punti di vista”. L’imposizione del contributo non avrebbe ridotto i flussi di merci legati al commercio elettronico, ma ne avrebbe modificato le rotte di ingresso in Europa, penalizzando in particolare il sistema logistico italiano.

    Il tema è stato affrontato anche durante un incontro con il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi. Il direttore generale di Confetra Andrea Cappa ha spiegato che i produttori cinesi hanno reagito rapidamente dirottando le spedizioni verso aeroporti di altri Paesi europei dove il contributo non è applicato. Le merci entrano poi comunque nel mercato italiano attraverso il trasporto stradale, senza versare il prelievo previsto dalla normativa nazionale.

    Questo meccanismo comporterebbe un duplice effetto. Da un lato si registra un trasferimento dei traffici aerei verso hub esteri, con una perdita di attività per gli scali italiani. Dall’altro aumentano i movimenti su strada lungo i corridoi alpini, con maggiori pressioni sulla viabilità e un impatto ambientale più elevato. Secondo Confetra, lo spostamento dei flussi logistici rischia inoltre di consolidarsi nel medio periodo, rendendo difficile recuperare i traffici una volta trasferiti verso altri hub europei.

    P.R.

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