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Podcast K44

Cronaca

  • Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Un autotrasportatore italiano di 63 anni è stato bloccato dalla Polizia cantonale dei Grigioni sull'autostrada svizzera A13 dopo aver eluso ripetutamente il cronotachigrafo digitale, nascondendo settimane di violazioni sui tempi di guida e di riposo.

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Mare

  • Droni ucraini affondano la portacontainer russa Yanina

    Droni ucraini affondano la portacontainer russa Yanina

    Due droni navali ucraini hanno colpito e affondato nel Mar Nero la nave Yanina di Fesco, controllata da Rosatom. L’equipaggio di 17 persone è in salvo. L'azione, condotta al largo di Novorossijsk, s’inserisce in una notte di attacchi coordinati che ha raggiunto anche raffinerie e postazioni radar russe.

Autotrasporto

  • Sosta sicura di Enilive in Austria col primo parcheggio Gold

    Sosta sicura di Enilive in Austria col primo parcheggio Gold

    Enilive Austria ha aperto a St. Marienkirchen bei Schärding, lungo l'autostrada A8 Innkreis, il primo parcheggio per veicoli industriali del Paese certificato Gold secondo lo standard Sstpa. La struttura da 74 posti rientra in un progetto dell'Unione Europea per l'ammodernamento di cinque aree di sosta tra Austria, Italia e Germania.

    Il Governo rinvia la tassa sui piccoli pacchi

    In una nota diffusa il 12 marzo 2026 su “un provvedimento legislativo di prossima emanazione”, il ministero dell’Economia e Finanze annuncia il rinvio fino al 30 giugno dell’applicazione dell’imposta di due euro sui pacchi provenienti dall’extraUE con valore fino a 150 euro. Il testo spiega che “il differimento dell'efficacia della norma risponde alla necessità di consentire l’adeguamento informativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. Se fosse vera questa giustificazione, non si capisce perché non sia stato possibile prevedere in anticipo tempi così lunghi per l’adeguamento.

    È invece più probabile che il rinvio sia dovuto alle conseguenze dell’applicazione, seppur ancora parziale, del provvedimento: lo spostamento di elevati flussi di pacchi dagli scali italiani a quelli europei, proprio per evitare il pagamento dell’imposta. Un fenomeno messo immediatamente in evidenza dalle associazioni di categoria, secondo cui è diminuito il traffico merci a Malpensa e aumentato quello stradale da altri Paesi comunitari.

    Ma anche questo rinvio rischia di non essere efficace, perché l’imposta italiana dovrebbe essere applicata in concomitanza con quella comunitaria, che prevede 3 euro per ogni pacco con valore fino a 150 euro proveniente da Paesi extra-comunitari. A tale proposito, Confetra mette in evidenza il rischio della sovrapposizione dell’imposta europea con quella italiana.

    Il presidente della confederazione, Carlo De Ruvo, spiega che “dobbiamo evitare che il contributo italiano di 2 euro finisca per sommarsi ai 3 euro previsti dall'Europa. Se così fosse, ci ritroveremmo punto e a capo: una perdita secca di competitività che spingerebbe i traffici verso altri scali europei. In questo scenario, l'Italia perderebbe due volte: non incasserebbe i 2 euro della norma nazionale per via del calo dei volumi e perderebbe anche la quota del 25% dei dazi europei che spetta al Paese d'ingresso delle merci”.

    La dichiarazione di Confetra si conclude in modo diplomatico: “Continueremo a collaborare con il Governo e con il Parlamento affinché si ristabilisca una situazione di equilibrio precedente all'introduzione del contributo. L'obiettivo deve essere consentire alla logistica italiana di competere ad armi pari con gli altri Paesi europei, evitando fughe di volumi che danneggerebbero l'intera economia nazionale”.

    Il tono diplomatico di Confetra è comprensibili, quindi chiariamo noi: c’è solo una soluzione, ossia l’abolizione dell’imposta italiana. Introdurla è stato un errore dovuta all’ignoranza su come funzionano i flussi di trasporto internazionali, ma mantenerla sarebbe segno di stupidità.

    M.L.

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