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Cronaca

  • Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Un autotrasportatore italiano di 63 anni è stato bloccato dalla Polizia cantonale dei Grigioni sull'autostrada svizzera A13 dopo aver eluso ripetutamente il cronotachigrafo digitale, nascondendo settimane di violazioni sui tempi di guida e di riposo.

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  • Portuali di Livorno scioperano per l’eccessivo caldo

    Portuali di Livorno scioperano per l’eccessivo caldo

    Il sindacato di base Usb ha proclamato un nuovo sciopero dal 2 al 9 agosto nel porto di Livorno, dopo l'astensione del 31 luglio di Asa e Giunti Carlo Alberto, per denunciare la mancanza di misure omogenee contro il rischio da calore nelle lavorazioni più esposte.

Autotrasporto

  • Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    In questo video di K44, Laura Broglio affronta la questione della dispersione del carico dei veicoli industriali, un problema che colpisce soprattutto il trasporto di materiali sfusi su cassone. Rischi per la sicurezza stradale, ma anche di pesanti sanzioni.

    Confetra chiede l’abolizione della tassa italiana sui piccoli pacchi

    Confetra ha inviato l’11 giugno 2026 al ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, una lettera formale in cui chiede la cancellazione immediata della tassa italiana da 2 euro applicata alle piccole spedizioni provenienti da Paesi extra-europei. Firma la missiva Carlo De Ruvo, presidente della confederazione, che quantifica in almeno il 50% la perdita di traffici già registrata nei primi mesi del 2026 e in 25,5 milioni di euro il saldo negativo per l'Erario nel solo periodo luglio-novembre, rispetto allo scenario in cui la tassa venisse eliminata.

    La misura, prorogata al 1° luglio 2026 dopo le prime tensioni emerse a inizio anno, aveva già prodotto effetti prima ancora di entrare a regime: secondo i dati dell'Agenzia delle Dogane, citati da Confetra, nei primi due mesi del 2026 (ossia nella fase precedente al rinvio) le spedizioni sdoganate in Italia sono calate di oltre il 50%, con una contestuale riallocazione delle operazioni di importazione verso altri Stati membri dell'UE che non applicano oneri analoghi: Belgio, Paesi Bassi e Ungheria sono diventati i principali hub alternativi verso i quali si stanno spostando i flussi merci. De Ruvo sottolinea che questo spostamento non ha carattere temporaneo: "Il pericolo reale è l'indebolimento strutturale della competitività di tutto il sistema logistico del Paese". La confederazione teme che la riallocazione dei traffici verso altri hub europei tenda a consolidarsi nel tempo, diventando difficilmente reversibile se non si interviene prima dell'entrata in vigore definitiva della tassa.

    Al centro della della lettera c’è un'analisi comparativa tra due scenari che si articolano nel periodo di cinque mesi compreso tra luglio e novembre 2026. Il punto di partenza è la stima del gettito annuo previsto dalla tassa: 245 milioni di euro, cifra che implica l'assoggettamento di circa 122,5 milioni di spedizioni all'anno. Su questo volume, Confetra calcola anche l'effetto del dazio temporaneo europeo di 3 euro per articolo, ricordando che il 25% del relativo gettito spetta allo Stato membro in cui avviene l'importazione. Applicando questa percentuale all'intero flusso di 122,5 milioni di spedizioni, l'Italia potrebbe incassare circa 367,5 milioni di euro annui dalla sola quota del dazio europeo. Sommando quest'importo ai 245 milioni della tassa italiana, il gettito teorico complessivo raggiungerebbe i 612,5 milioni di euro annui, che riproporzionati ai cinque mesi luglio-novembre corrispondono a circa 255,2 milioni di euro. La confederazione, tuttavia, definisce questo scenario "irrealistico", proprio perché i dati empirici già disponibili dimostrano che l'applicazione della tassa italiana provoca la fuga di almeno metà del traffico.

    Nel primo scenario - mantenimento la tassa italiana con conseguente perdita del 50% dei traffici - le entrate complessive per lo Stato, sommando tassa nazionale e quota del dazio europeo, scenderebbero a 127,6 milioni di euro nel periodo considerato. Nel secondo scenario – con l’eliminazione della tassa nazionale e recupero integrale dei traffici - lo Stato italiano azzererebbe la tassa nazionale, ma incasserebbe per intero la quota del dazio europeo, pari a 153,1 milioni di euro. La differenza tra i due scenari è di 25,5 milioni di euro a favore dell'abolizione della tassa. "Il mantenimento della tassa non determina un incremento delle entrate pubbliche, ma si traduce in un saldo negativo" nei soli cinque mesi considerati, scrive De Ruvo, che parla esplicitamente di "paradosso fiscale": l'handling fee, anziché aumentare il gettito, lo riduce, penalizzando al tempo stesso le imprese della logistica e le casse dello Stato.

    Antonio Illariuzzi

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