Da giovedì 24 luglio 2026 le spedizioni postali dirette negli Stati Uniti hanno perso le agevolazioni doganali di cui hanno beneficiato per anni. Lo ha stabilito la Cbp (Us Customs and Border Protection), l'agenzia federale che presidia le frontiere doganali statunitensi, sospendendo l'esenzione de minimis per i pacchi di valore pari o inferiore a 800 dollari (circa 700 euro) e sostituendola con un processo di sdoganamento formale, esteso a tutti i rivenditori e agli operatori del commercio elettronico che spediscono merce oltreoceano attraverso la rete postale internazionale.
Il nuovo impianto richiede la trasmissione di dati aggiuntivi sulla spedizione, il ricorso a un intermediario doganale abilitato e l'applicazione dei dazi ordinari sulle importazioni, al posto del regime agevolato finora in vigore. Le dichiarazioni doganali dovranno essere presentate dall'importatore, dall'acquirente o da uno spedizioniere doganale autorizzato: molti rivenditori, di conseguenza, dovranno affidarsi a un intermediario specializzato per conformarsi ai nuovi obblighi. Resta comunque una via semplificata per le spedizioni di valore pari o inferiore a 2.500 dollari (circa 2.200 euro), che potranno continuare a beneficiare di una procedura di sdoganamento informale, pur restando soggette al pagamento dei dazi.
Per la trasmissione elettronica delle dichiarazioni, la Cbp ha avviato un test volontario denominato Entry Type 13 (Informal Mail Entry), che entrerà in funzione dal 22 settembre 2026 e consentirà a importatori e intermediari di inviare in formato digitale, tramite il sistema Ace, dati come il numero di tracciamento postale e le informazioni sul destinatario. Il 22 ottobre 2026 entrerà invece in vigore un'altra scadenza, distinta dal test Ace: da quella data cadranno le esclusioni temporanee riservate alle merci soggette ai controlli delle Partner Government Agencies (Pga) e a quelle comprese nei capitoli 98 e 99 della tariffa doganale armonizzata, che dovranno passare attraverso l'entrata formale o attraverso lo stesso Entry Type 13.
Quando previsto, le spedizioni restano soggette ai controlli delle Pga. Per alcune categorie di prodotti può essere richiesta documentazione supplementare, come quella prevista dalla Fda (Food and Drug Administration) o dalla Cpsc (Consumer Product Safety Commission), condizione necessaria per completare le operazioni di sdoganamento. "Ad affrontare al meglio questi cambiamenti saranno soprattutto le aziende che si muoveranno in anticipo", osserva Gabriele Bavera, Managing Director di Spring Gds Italia, secondo cui informazioni di prodotto accurate, dati completi ai fini doganali e una visibilità chiara sui dazi già in fase di acquisto online saranno determinanti per garantire consegne affidabili.
Per i rivenditori che spediscono negli Stati Uniti, Spring Gds indica quattro priorità operative. La prima riguarda la qualità dei dati di prodotto, che devono includere i codici HS, il Paese di origine e il peso di ogni articolo. La seconda è la verifica preventiva dei prodotti soggetti ai requisiti Pga, in particolare quelli previsti da Fda e Cpsc. Segue la revisione delle procedure doganali e delle modalità di calcolo del costo complessivo a destino, indispensabile per comunicare i dazi in modo trasparente prima dell'acquisto. Chiude l'elenco la scelta di fornitori logistici capaci di gestire i nuovi adempimenti doganali, l'intermediazione obbligatoria e la trasmissione elettronica delle dichiarazioni senza introdurre discontinuità nell'esperienza del cliente.
La riforma resta comunque un passaggio intermedio. Il quadro normativo statunitense prevede infatti l'eliminazione strutturale dell'esenzione de minimis a partire dal 1° luglio 2027, per effetto della legge nota come "One Big Beautiful Bill Act": una scadenza che rende la procedura attuale una fase transitoria verso un regime doganale permanente, senza più soglie di valore esenti per la posta internazionale in arrivo negli Stati Uniti.






































































