Il 31 agosto 2026 un autista della Afs Service, che svolge la distribuzione per Brt, è morto mentre stava scaricando dei pacchi da un furgone e subito dopo il sindacato Usb ha indetto uno sciopero, sostenendo che “non si tratta né di casualità, né d’incidente”. Il primo settembre la società ha risposto, affermando che le ricostruzioni sindacali sono “fuorvianti” e che aveva già completato le pratiche per l’assunzione di Pasquale Andriotta - l’autista deceduto - considerato un “valido dipendente”. In una nota, Afs Service precisa che: ”proprio lo scorso 24 agosto, l'azienda gli aveva comunicato l'imminente conferma a tempo indeterminato, dopo aver provveduto ad effettuare la comunicazione Unilav di trasformazione a tempo indeterminato del suo precedente contratto a tempo determinato, con effetti a partire dal primo settembre. La trasformazione avrebbe previsto un aumento di livello e una mansione superiore. Le formalità, compresa la relativa visita medica, erano state praticamente tutte espletate".
Il comunicato aggiunge che le ricostruzioni sindacali “sfociano in accuse puramente strumentali all'azienda. Afs ritiene fondamentale attenersi esclusivamente agli elementi oggettivi che emergono dall'accertamento concreto dei fatti, anche per rispetto nei confronti del signor Andriotta e dei suoi familiari”. La società conclude la nota dichiarando che “l'amministratore unico di Afs ha già garantito personalmente il totale supporto alla famiglia del lavoratore, con un preciso impegno sia economico che morale".


























































