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  • A Hormuz l’Iran annuncia tre petroliere colpite da mine

    A Hormuz l’Iran annuncia tre petroliere colpite da mine

    I Pasdaran annunciano due petroliere incendiate da mine il 17 ottobre 2026 e una terza il 19, sulla rotta meridionale non autorizzata dello Stretto. Washington smentisce il primo annuncio e nessuna nave è stata identificata. Teheran rilancia la proposta di riapertura in sette giorni.

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  • Gli autotrasportatori siciliani revocano il fermo

    Gli autotrasportatori siciliani revocano il fermo

    Dopo il confronto con il ministro dei Trasporti del 20 ottobre 2026, il Comitato Trasportatori Siciliani revoca il fermo dell’autotrasporto, ma resta in stato di agitazione su credito d'imposta e traghetti dello Stretto. In Campania proseguono i presidi: a Valle di Maddaloni sarebbe stato investito un camionista investito.

    Il cargo aereo ai tempi del coronavirus

    Il coronavirus comprime sempre più il trasporto aereo delle merci. Un primo colpo è venuto dalla sospensione dei voli passeggeri, che ha portato una sostanziale riduzione anche dei traffici belly, ma ne risente alche il trasporto con apparecchi full frieght perché alcune compagnie, tra cui per esempio la Lufthansa, hanno riorganizzato orari e rotte. Anche l’Italia sta subendo le conseguenze di questa situazione, nonostante il Governo abbia escluso gli aerei cargo dalla sospensione dei voli da e per la Cina. La settimana scorsa, l’associazione degli agenti Anama ha scritto una nota per denunciare che nonostante il permesso di decollo e atterraggio, i collegamenti per la Cina non hanno ripreso la frequenza del periodo precedente all'epidemia. Perciò l’Anama ha chiesto alla federazione internazionale Fiata di tenere sotto controllo la situazione, anche per quanto riguarda i surcharge sulle spedizioni rimaste bloccate negli scali per la sospensione o riduzione dei voli.

    La situazione attuale appare come una (relativa) calma prima della tempesta. La riduzione di stiva è per ora compensata dalla riduzione della domanda di trasporto, perché il coronavirus ha ridotto il flusso delle merci in uscita dalla Cina. Ma l'emergenza non potrà durare a lungo e le fabbriche cinesi riapriranno progressivamente. Allora potrà scatenarsi la tempesta sulla supply chain, perché la domanda di trasporto aereo supererà di molto l'offerta di stiva e qualche analista stima che quando i flussi torneranno alla normalità i noli aerei potrebbe balzare fino al 300-400%. Ma nella migliore delle ipotesi, la produzione cinese non tornerà a pieno ritmo prima di aprile.

    Un altro fronte su cui le compagnie si stanno impegnando è la protezione degli equipaggi che volano in Cina dall’epidemia. Le principali compagnie cargo – come Atlas Air, Lufthansa, Ups – hanno reso volontario il servizio sulle rotte che toccano la Cina. Al personale viaggiante che decide di volare in Cina, le compagnie stanno fornendo un kit per la prevenzione, che comprende maschere filtranti e disinfettanti, oltre a provvedere alla disinfezione nelle aree di sosta degli aerei. Un’altra misura di prevenzione in Cina è il controllo della temperatura corporea degli addetti a terra e dei fornitori esterni che operano nelle cargocity. Inoltre, si cerca di evitare il pernottamento degli equipaggi nelle città città cinesi.

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