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Il trasporto aereo deve prepararsi al vaccino della Covid-19

La ricerca di un vaccino contro la Covid-19 è solo uno degli aspetti critici nel contrasto a questa malattia, perché quando il vaccino sarà disponibile bisognerà distribuirlo in tutto il mondo e, come è noto, il trasporto e lo stoccaggio di questo tipo di farmaci richiede precauzioni particolari e operatori specializzati. Il trasporto aereo sarà un elemento importante di questa catena logistica e per questo motivo la Iata, l’associazione delle compagnie aeree, sta già muovendosi per non trovarsi impreparata. All’inizio di settembre 2020, l’associazione ha esortato i Governi ad avviare un’attenta pianificazione del trasporto con gli operatori e li ha avvertiti che potrebbero esserci limiti alla capacità di trasporto.

"La consegna sicura dei vaccini contro la Covid-19 sarà la missione del secolo per il trasporto aereo”, ha dichiarato Alexandre de Juniac, direttore generale e Ceo di Iata. “Ma ciò non potrà avvenire senza un'attenta pianificazione. E il momento per farlo è adesso. Esortiamo i Governi ad assumere un ruolo guida nel facilitare la cooperazione lungo tutta la catena logistica, in modo che le strutture, gli accordi di sicurezza e le pratiche di confine siano pronti per il gigantesco e complesso compito che ci attende".

Si parla di trasportare miliardi di dosi in tutto il mondo e bisognerà farlo seguendo le normative internazionali, probabilmente a temperatura controllata e senza ritardi. Oggi le incognite sono numerose, per esempio non si sa dove saranno prodotti e non si conosce la sensibilità alla temperatura, ma è chiaro che si tratterà di un lavoro di grandi dimensioni. La Iata ha già elaborato un primo elenco di priorità per la distribuzione dei vaccini.

La lista comprende la disponibilità di strutture e attrezzature per stoccare e muovere prodotti a temperatura controllata, ottimizzando gli impianti esistenti o riconvertendone altri. Bisognerà anche avere il personale formato per queste attività e capacità di controllare in tempo reale l’integrità dei vaccini lungo la catena logistica. Non bisogna dimenticare l’aspetto della sicurezza, perché i vaccini – e maggior ragione quelli contro la Covid-19 – sono prodotti di valore elevato e quindi soggetti a furti o rapine. La Iata affronta anche l’aspetto burocratico, soprattutto per quanto riguarda i passaggi di confine, che prevedono procedure di sdoganamento e controlli sanitari.

Per quanto riguarda in specifico il trasporto aereo, l’associazione ha elaborato una lista di richieste: procedure accelerate per i permessi di sorvolo e di atterraggio; esonero dei membri dell'equipaggio di volo dai requisiti di quarantena; diritti di traffico temporaneo; rimozioni di eventuali restrizioni negli orari di atterraggio e decollo degli aerei; priorità all'arrivo per evitare possibili escursioni termiche dovute a ritardi; sgravi tariffari.

C’è poi il grave problema della carenza di stiva causato dalla drastica riduzione dei voli passeggeri e quindi della capacità belly. Un problema già emerso, perché l’Oms, l’Unicef e il Gavi hanno riscontrato gravi difficoltà nel mantenere i loro attuali programmi di vaccinazione dall’inizio della pandemia di Covid-19, proprio per la riduzione di capacità di trasporto aereo. Basti pensare che la fornitura di una singola dose di vaccino a tutti gli abitanti del pianeta, ossia 7,8 miliardi di persone, richiederebbe ottomila aerei cargo B747.

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