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Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • Tregua sui noli container mentre Shanghai è congestionata

    Tregua sui noli container mentre Shanghai è congestionata

    I noli medi spot del trasporto marittimo di container rilevati da Drewry alla fine di agosto 2026 mostrano una settimana di stasi. Intanto la congestione al porto di Shanghai sale a 96 ore mentre restrizioni interessano Reno, Suez e Canale di Panama.

Autotrasporto

    Il 2019 è peggior anno del cargo aereo del decennio

    Dopo la crisi macroeconomica del 2008, il trasporto aereo globale delle merci è riuscito a riprendere quota, seppure in maniera incostante. Ma nel 2019 il comparto ha vissuto il peggior calo da quell’anno, come mostrano i dati della Iata: il traffico in termini di tonnellate-chilometri è calato del 3,3% rispetto all’anno precedente, mentre la capacità è aumentata del 2,1%. “Questo è stato il primo anno di calo dei volumi di trasporto merci dal 2012 e la prestazione più debole dalla crisi finanziaria globale del 2009 (quando i mercati del trasporto aereo di merci hanno subito una contrazione del 9,7%)”, spiega l’associazione delle compagnie aeree. Le cause del declino, secondo la Iata, sono soprattutto nella crescita debole del commercio internazionale, che nel 2019 è stata dello 0,9%, aggravata dal rallentamento della crescita del Pil nelle aree ad alta intensità produttiva, dal calo della fiducia d’imprese e consumatori e dalla contrazione degli ordini in esportazione.

    A livello regionale, l’Asia Pacifico si conferma la principale area per volumi, ma anche quella che registra la maggiore percentuale di calo, pari al 5,7%, con un aumento della capacità di carico dell’1,1%. Qua hanno pesato molto le tensioni commerciali internazionali e soprattutto la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Nella sola Asia il traffico è calato dell’otto percento. Segue, per calo del traffico, il Medio Oriente, che registra una flessione del 4,8% con una stiva sostanzialmente stabile (+0,7%). È un risultato pesante per l’area che fino a pochi anni fa macinava una crescita a doppia cifra. Ma proprio il commercio globale, che aveva determinato la crescita degli anni scorsi, ha provocato la perdita del 2019, aggravata dalla ristrutturazione delle compagnie aree della regione.

    Europa e America del Nord mostrano un andamento molto simile. Il Vecchio Continente ha subito un calo del traffico dell’1,8%, mentre l’offerta di stiva è aumentata dell’1,6%. La Iata ritiene che la flessione europea sia causata dalle tensioni commerciali e dal raffreddamento dell'attività economica statunitense nell'ultima parte dell'anno, ma anche dall’incertezza provocata dalla Brexit e dal rallentamento della produzione tedesca. Il traffico nel Nord America è calato dell’1,5%, a fronte di un aumento di capacità dell’1,6%. Le cause sono simili a quelle dell’Europa, Brexit a parte. Cala meno l’America Latina (-0,4%), che però aumenta l’offerta di stiva del 4,7%. Unico segno positivo per i traffici viene dall’Africa, che mostra un crescita del 7,4%, con un incremento della capacità del 10%, grazie all'aumento dei collegamenti con l’Asia.

    Per il 2020, la Iata non si sbilancia. Da un lato vede segnali d’incremento della fiducia e degli ordini, dall’altro crescono le incertezze dell’impatto sull’economia globale dell'epidemia cinese di coronavirus, che potrebbe influire anche sul medio e lungo termine. Le attuali restrizioni, che colpiscono in modo rilevante il trasporto aereo, saranno un freno alla crescita economica, anche se nessuno può prevedere oggi in che misura. “Il 2020 sarà un altro anno impegnativo per il cargo aereo", conclude Alexandre de Juniac, Direttore Generale e Ceo di Iata.

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    Il 24 agosto 2026 è morto a 89 anni Klaus-Michael Kühne, uno degli uomini più potenti della logistica europea. Senza figli, aveva destinato l'intero patrimonio imprenditoriale alla Kühne Foundation, che attraverso Kühne Holding controlla il 60,1% di Kühne+Nagel, il 30% di Hapag-Lloyd e oltre il 20% di Lufthansa.
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