Il servizio Ltl di Amazon - concepito per spedizioni tipicamente da uno a sei pallet, fra le 150 e le 15mila libbre (da circa 68 a circa 6.900 chili) - venne avviato nell'aprile 2025 in modalità ristretta, accessibile solo per le spedizioni dirette ai fulfillment center del gruppo tramite un portale self-service. Il colosso del commercio elettronico (e ora anche della logistica) ha annunciato il 9 giugno 2026 l'espansione del servizio senza vincoli: le aziende clienti, di qualsiasi dimensione e non necessariamente venditori sulla piattaforma Amazon, possono ora instradare le proprie spedizioni verso qualunque destinazione negli Stati Uniti, inclusi magazzini di terzi, centri di distribuzione e punti vendita al dettaglio. Il servizio è accessibile attraverso la piattaforma Amazon Freight, parte della suite Amazon Supply Chain Services.
L'infrastruttura a supporto di questa comprende oltre 80mila semirimorchi e circa 24mila container, con terminal nelle principali aree metropolitane degli Stati Uniti e Amazon afferma che nell’ultimo anno la rete Ltl ha movimentato “milioni di pallet”. La società illustra anche i vantaggi del suo servizio: operatività sette giorni su sette, assenza di supplementi per le consegne nel fine settimana e nessuna tariffa aggiuntiva per le consegne residenziali. Sono condizioni che nel settore Ltl tradizionale costituiscono normalmente voci di costo separato. L'annuncio ha avuto effetti immediati sui mercati azionari: secondo Bloomberg, nella seduta del giorno dell'annuncio titoli di grandi operatori Ltl come Old Dominion, Saia e la nuova entità autonoma Freight di FedEx hanno registrato forti cali intraday, con chiusure tra −3% e −7%, poi parzialmente rientrati in chiusura.
Questo ribasso è arrivato a ridosso di un periodo di forte rivalutazione dei titoli Ltl: sempre secondo Bloomberg, Old Dominion aveva messo a segno un rialzo di quasi il 60% nell'arco dell'anno fino alla vigilia dell'annuncio, trattando a un multiplo di 43 volte gli utili stimati per l'anno successivo; Saia si posizionava su valutazioni comparabili, a fronte di un multiplo prezzo/utili di 19 per l'indice S&P 1500 Transportation. Il caso FedEx Freight aggiunge un'ulteriore variabile: il titolo aveva iniziato a trattare come società indipendente, in seguito dello scorporo da FedEx Corp, meno di due settimane prima, registrando un'ulteriore crescita del 25% fino alla vigilia dell'annuncio dopo un calo nel giorno dell'esordio.
Le reazioni degli analisti divergono sulla portata effettiva della minaccia. Morgan Stanley, nella nota firmata dall'analista Ravi Shanker, ha adottato una lettura più preoccupata per i vettori tradizionali: Amazon potrebbe "acquisire quote di mercato rilevanti anche senza offrire nell'immediato livelli di servizio di fascia alta", intaccando quella combinazione di rete fisica e qualità del servizio che rappresenta il principale vantaggio competitivo del settore Ltl. Di avviso diverso Lee Klaskow di Bloomberg Intelligence, secondo cui l'impatto concreto sull'operatività dei vettori tradizionali sarà probabilmente contenuto: gli spedizionieri che ricorrerebbero ad Amazon sarebbero principalmente quelli sensibili al prezzo, con merci a basso valore aggiunto e minore attenzione ai livelli di servizio.
In tutti i casi, questa mossa riposiziona Amazon nel mercato del trasporto merci statunitense in modo strutturale, confermando che non siamo più di fronte a un operatore che gestisce logistica internamente per migliorare i propri flussi, ma di un fornitore di servizi di trasporto per conto terzi in concorrenza diretta con i grandi vettori nazionali. L'integrazione con la suite Amazon Supply Chain Services - che comprende anche servizi di fulfillment per terzi, trasporto a carico completo e intermodale - consente agli spedizionieri di combinare più modalità attraverso un'unica piattaforma con visibilità end-to-end e tariffazione dinamica, un modello che i vettori Ltl tradizionali non offrono nella stessa forma.
M.L.






































































