Satech, azienda italiana specializzata nella produzione di sistemi di protezione perimetrale per macchinari ed entrata nel 2017 a far parte del gruppo svedese Troax, ha avviato nel 2024 una collaborazione con Customs Support Group, operatore indipendente europeo attivo nei servizi di sdoganamento e nelle soluzioni per il commercio internazionale. L'obiettivo è gestire in modo più strutturato le attività legate all'export, in un contesto in cui l'instabilità geopolitica e l'aumento dei controlli documentali hanno reso necessarie dichiarazioni doganali più precise e coerenti.
La dimensione internazionale di Customs Support Group ha pesato sulla scelta del partner: l'appartenenza di Satech al gruppo Troax dal 2017 richiedeva un interlocutore unico in grado di coordinare il supporto alle diverse realtà sparse in Europa. "Nel tempo, la gestione delle tematiche doganali è rimasta spesso subordinata ad altre priorità operative e commerciali, fino a quando l'evoluzione del contesto internazionale ha reso necessario un approccio più strutturato", racconta Alice Lovato, Shipping Officer di Satech. Il cambio di approccio, spiega Lovato, è arrivato dopo i primi corsi di formazione interni sugli Incoterms e sul reso Ex Works, quando in azienda si è compresa la reale portata della materia doganale.
Da quella consapevolezza è nata la scelta di affidarsi a consulenti specializzati, utili anche a risolvere impostazioni pregresse legate proprio al reso Ex Works. Negli anni, in Satech ci si è resi conto di come anche errori commessi in buona fede, senza alcun intento doloso, potessero generare sanzioni amministrative o ricadute reputazionali: con l'aumento delle esportazioni è diventato necessario un partner capace di individuare criticità che restano invisibili fino a quando non si incappa in controlli, blocchi o sanzioni.
Un episodio ha riguardato l'esportazione di pannelli fonoassorbenti prodotti da un fornitore di Satech, associati a un codice doganale generico già presente a sistema senza una verifica approfondita delle caratteristiche tecniche del prodotto, in un flusso in cui la spedizione era affidata al fornitore stesso. La criticità è emersa durante un controllo documentale, quando la dogana ha chiesto ulteriori informazioni sulla natura della merce: il materiale, spedito già imballato, era stato dichiarato come ferroso, ma l'analisi delle fotografie richieste dalle autorità ha mostrato una classificazione incoerente con le effettive caratteristiche del prodotto. L'episodio ha spinto Satech a rafforzare la formazione interna e a introdurre controlli già nella fase di acquisizione dell'ordine, anziché intervenire quando la spedizione è pronta a partire.
Un secondo caso, affrontato insieme a Customs Support Italia, ha riguardato la classificazione doganale dei kit di fissaggio per i sistemi di protezione Satech, prodotti da fornitori esterni e assemblati dall'azienda prima della spedizione. Il preassemblaggio non modificava formalmente natura e origine del prodotto ai fini doganali, e questo ha reso necessaria una verifica puntuale sia della classificazione tariffaria sia dell'origine di ogni singolo componente esportato. Customs Support Italia ha quindi gestito una richiesta di Informazione Tariffaria Vincolante (Itv), la classificazione ufficiale riconosciuta dalle autorità doganali, interfacciandosi direttamente con la dogana e coordinando la raccolta di funzione del prodotto, distinta base, composizione dei materiali, origine dei componenti, schede tecniche, fotografie e disegni dei diversi sistemi di fissaggio.
Il tentativo iniziale era ottenere un'unica Itv per diverse tipologie di kit, pur caratterizzate da componenti differenti come agganci in plastica, clip metalliche o viti. L'autorità doganale ha chiarito che queste differenze tecniche incidono sulla classificazione tariffaria e che ogni Itv deve riferirsi a una configurazione specifica: Satech ha quindi proceduto alla classificazione di una delle proprie linee, ottenendo una classificazione ufficiale valida solo per quella configurazione.
Customs Support Italia ha affiancato Satech anche nell'interpretazione operativa della documentazione rilasciata dalle autorità, operando come rappresentante delegato dell'azienda nei confronti della dogana e traducendo procedure e linguaggi normativi complessi in indicazioni operative per il team interno. "Molto spesso, senza il supporto di un consulente esterno specializzato, può risultare complesso valutare in modo completo le richieste dei clienti e comprenderne tutte le possibili implicazioni dal punto di vista doganale o legale", sottolinea Lovato. "Basta poco - un codice errato, una documentazione incompleta o una richiesta gestita superficialmente - per ritrovarsi con merce bloccata in dogana, ritardi nelle consegne, costi di giacenza elevati e un danno di immagine nei confronti del cliente finale."
Satech punta oggi a trasformare la competenza doganale in un elemento di servizio verso i clienti internazionali, offrendo spedizioni più fluide e strutturate. Tra gli obiettivi dell'azienda c'è l'acquisizione dello status di esportatore autorizzato, che consentirebbe di gestire con maggiore autonomia le procedure di sdoganamento delle spedizioni verso i mercati europei.








































































