- Lo sciopero d’avvertimento dei portuali proclamato dal sindacato tedesco Ver.di si è concluso martedì 18 agosto 2026 nei porti di Amburgo, Bremerhaven, Wilhelmshaven, Brema, Brake ed Emden. Secondo la sigla si sono fermati circa cinquemila addetti su una platea contrattuale di 11mila, con rallentamenti parziali nella movimentazione delle merci.
- Il direttore generale dell’associazione datoriale Zds, Florian Keisinger, ha giudicato l'azione sproporzionata rispetto allo stato del negoziato, sostenendo che compromette l'affidabilità degli scali tedeschi e aggiunge pressione su catene di fornitura già tese, con possibili ricadute su importazioni ed esportazioni tedesche.
- Le posizioni restano distanti: Ver.di chiede aumento dell’8,2% su dodici mesi o almeno 2,50 euro l'ora in più, lo Zds offre il 5,1% su 19 mesi con retroattività al 1° agosto 2026 e scadenza a fine febbraio 2028. La terza sessione di trattativa si terrà ad Amburgo lunedì 24 e martedì 25 agosto.
Ventiquattr'ore di sciopero dei portuali nei sei principali porti tedeschi si sono chiuse martedì 18 agosto 2026 senza che le parti abbiano trovato un’intesa sulla questione che ha fatto saltare il negoziato: la durata del contratto. L'astensione proclamata dal sindacato Ver.di ha colpito gli scali di Amburgo, Bremerhaven, Wilhelmshaven, Brema, Brake ed Emden, dalle 22.00 del 17 agosto alla stessa ora del giorno successivo, coinvolgendo - secondo fonti sindacali - circa cinquemila addetti – su un totale di 11mila lavoratori interessati - e causando forti rallentamenti nelle operazioni di movimentazione.
Lo sciopero ha colpito soprattutto i tre scali più importanti per il traffico di container. Eurogate - che gestisce terminal a Bremerhaven, Amburgo e Wilhelmshaven - ha comunicato la sospensione di gran parte dell'attività, con squadre di emergenza che hanno attuato solo movimentazioni sporadiche nei piazzali, mentre le operazioni sulle navi sono rimaste ferme. Nell'avviso alla clientela l'operatore di Brema aveva anticipato l'assenza di movimentazione al terminal di Amburgo nel periodo dello sciopero, invitando gli spedizionieri a informare autisti e appaltatori, mentre a Wilhelmshaven è stata sospesa anche l'accettazione dei veicoli industriali ai varchi. Più selettiva è stata la ricaduta sui terminal della Hamburger Hafen und Logistik, che ne controlla tre dei quattro presenti nel porto di Amburgo. Un portavoce della società ha comunicato una riduzione delle attività al terminal Burchardkai, con ritardi conseguenti, precisando che Altenwerder e Tollerort non hanno subito interruzioni. Nei tre scali minori interessati dall'astensione - Brema, Emden e Brake, dove prevalgono merci varie e rinfuse - J. Müller Weser ha concluso con Ver.di un'intesa sui servizi minimi per Brake e Brema.
Dopo lo sciopero, il fronte datoriale ha annunciato la ripresa del confronto. Florian Keisinger, direttore generale di Zentralverband der deutschen Seehafenbetriebe (Zds) - l'associazione con sede ad Amburgo che rappresenta le imprese portuali tedesche - ha comunicato che la terza tornata di trattativa si svolgerà lunedì 24 e martedì 25 agosto nel capoluogo anseatico. Keisinger ha accompagnato la convocazione con una forte critica all'azione sindacale, che ha definito "sproporzionata" rispetto allo stato del negoziato. Lo ha fatto con due argomenti. Il primo riguarda la reputazione degli scali: le agitazioni, sostiene il direttore generale, intaccano l'affidabilità dei porti tedeschi, fattore competitivo nel traffico marittimo internazionale. Il secondo guarda alla catena logistica a valle, con le forniture d’industria e commercio poste sotto ulteriore pressione in una fase in cui i flussi globali sono già tesi e con possibili ricadute su importazioni ed esportazioni della Germania. Sul merito dell'offerta datoriale respinta, Keisinger ha espresso rammarico e l'ha difesa come "buona, ai limiti superiori" nel confronto con altri comparti, richiamando come termine di paragone il rinnovo firmato nell'industria chimica.
I numeri mettono bene in risalto la distanza tra le posizioni. Ver.di chiede un aumento delle retribuzioni orarie dell'8,2% con durata di dodici mesi, e comunque non meno di 2,50 euro l'ora in più, richiesta calibrata per sostenere i livelli retributivi inferiori. L’offerta di Zds si limita al 5,1%, con decorrenza retroattiva al 1° agosto 2026, aggiungendo 300 euro d’indennità ferie per tutti a partire da gennaio 2027 e un aumento di 460 euro dell'indennità riservata agli addetti dei terminal container a maggiore volume, le cosiddette imprese di categoria A. La scadenza sarebbe fissata a fine febbraio 2028. La durata del contratto è uno degli elementi che ha messo in crisi il negoziato, insieme col fatto che secondo il sindacato l'indennità ferie maggiorata sarebbe erogata una sola volta l'anno, con effetto limitato sui redditi più bassi rispetto a un aumento orario stabile.
Antonio Illariuzzi






































































