DB Cargo ha confermato a giugno 2026 un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di circa 6.200 posti di lavoro in Germania entro il 2030, pari a quasi la metà dell'attuale organico nazionale di circa 14mila addetti. L'intervento è collegato agli obblighi imposti dall'Unione Europea in materia di aiuti di Stato e alla necessità di riportare in utile la divisione merci del gruppo ferroviario tedesco. L'obiettivo è completare il ridimensionamento entro il 2030, con una prima svolta già nel 2026 per soddisfare le condizioni poste da Bruxelles ed è già stata raggiunta una intesa con le rappresentanze dei lavoratori, il cosiddetto Interessenausgleich.
A guidare questa complessa e delicata è il nuovo amministratore delegato di DB Cargo, Bernhard Osburg, in carica da fine 2025, che ha più volte ribadito la necessità di tagliare quasi la metà della forza lavoro per ragioni di costo. Secondo le sue dichiarazioni, la riduzione coinvolgerà "quasi tutte le aree" dell'azienda: personale di condotta e manovra, dispacciamento, pianificazione, uffici centrali, vendite e IT. Lo farà tramite un misto di prepensionamenti, mancata sostituzione del turnover e tagli diretti, accompagnato da meccanismi di tutela sociale. Una quota rilevante della riduzione dovrebbe attuarsi già nei prossimi quattro anni. Nel 2025 circolarono ipotesi più drastiche, fino a ottomila posti a rischio, legate in particolare al ridimensionamento della rete di trasporto a carro singolo, ipotesi poi confluite nel piano annunciato in questi giorni.
DB Cargo è da anni in forte perdita e la Commissione Europea ha autorizzato un sostegno pubblico alla compagnia a condizione che diventi pienamente sostenibile e torni all'utile entro la fine del 2026, nel quadro delle regole sugli aiuti di Stato e della necessità di non distorcere la concorrenza nel trasporto ferroviario merci. Dal 2025 la società ha avviato una riorganizzazione interna basata su unità orientate al cliente con responsabilità di profitto, ad esempio la divisione Rail Logistics dedicata ad acciaio, automotive, liquidi e bulk, trasporti a carro completo e a carro singolo, abbandonando la precedente struttura produttiva integrata. La ristrutturazione comprende la dismissione dei trasporti non redditizi, la revisione degli schemi di servizio, l'aumento del tasso di utilizzo dei treni, rialzi mirati dei prezzi e nuovi concetti di "direct train".
La razionalizzazione preveder una possibile forte contrazione del trasporto a carro singolo, segmento storicamente rilevante in Germania per i settori dell'acciaio, della chimica, dell'automotive e delle costruzioni. Associazioni di categoria e sindacati hanno già segnalato il rischio di un taglio di collegamenti ferroviari fondamentali, con il conseguente trasferimento di una parte della merce su strada e ricadute su costi, congestione e obiettivi climatici tedeschi. La ristrutturazione, replica il Governo federale, serve a evitare uno smembramento della divisione merci o una sua completa privatizzazione.
Antonio Illariuzzi








































































