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Podcast K44

Cronaca

  • Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno sottoposto a sequestro preventivo 33mila litri di benzina di contrabbando, dichiarata come solvente nei documenti di trasporto, e l'autoarticolato utilizzato. Denunciato per contrabbando di prodotti petroliferi il conducente ungherese del mezzo, fermato al valico di Tarvisio.

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Mare

  • Nhava Sheva snodo instabile per il Golfo

    Nhava Sheva snodo instabile per il Golfo

    Il porto indiano di Nhava Sheva è diventato il principale hub di trasbordo verso il Golfo dopo la crisi del Mar Rosso, ma nel 2026 lo scontro tra Israele e Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno reso instabile l'assetto costruito dai vettori regionali.

Autotrasporto

  • Pronta la graduatoria per l’esodo volontario autotrasporto

    Pronta la graduatoria per l’esodo volontario autotrasporto

    Il Comitato Centrale dell'Albo nazionale degli Autotrasportatori ha pubblicato l'elenco delle 133 imprese monoveicolari ammesse agli incentivi da 15mila euro per l'uscita volontaria dal mercato, nell'ambito del bando finanziato con 2 milioni di euro per il 2026.

    Reno in magra precoce, allarme per la logistica del centro Europa

    • Il Pegel Kaub, punto cruciale del Reno mediano, segnava circa 104-107 centimetri al 20 giugno 2026, ben sotto la media storica di circa 224 centimetri nel periodo 2000-2010, con previsioni Bafg che indicano un'ulteriore discesa nei giorni successivi.
    • L'ondata di caldo che dal 20 maggio interessa l'Europa occidentale, con temperature fino a 10-15 gradi sopra le medie stagionali, si somma a una primavera tra le tre più calde mai registrate in Svizzera dal 1864, aggravando l'evaporazione e la magra fluviale.
    • Settori industriali come chimica, acciaio ed energia attivano protocolli di "modalità prudenziale": navi a basso pescaggio, aumento delle frequenze, costituzione di scorte cautelative, in vista di un possibile peggioramento nei mesi di luglio e agosto.

     

    A fine giugno 2026 il Reno è in una fase di magra precoce, con livelli in calo sia in Germania sia in Svizzera. La navigazione commerciale non si è ancora bloccata, ma l'ondata di caldo in corso e le scarse precipitazioni previste fino a inizio luglio fanno temere un ulteriore deterioramento nelle prossime settimane. Il dato più allarmante arriva dal Pegel Kaub, la stazione che la Zentralkommission für die Rheinschifffahrt considera decisiva per la navigazione sul Reno mediano: è qui che si concentra il tratto più superficiale del fiume, che deve essere attraversato dalle imbarcazioni merci che dai porti del Mare del Nord risalgono verso il sud-ovest industriale della Germania. Il 20 giugno, secondo il servizio idrologico del Land Renania-Palatinato, il livello a Kaub si attestava tra 104 e 107 centimetri, contro una media storica 2000-2010 di circa 224 centimetri, mentre le previsioni della Bundesanstalt für Gewässerkunde, aggiornate al 23 giugno, indicano un'ulteriore tendenza al calo nei prossimi giorni.

    Le cause risalgono ai mesi precedenti. La primavera 2026 è stata tra le tre più calde mai registrate in Svizzera dal 1864, con un'anomalia media di circa 1,5 gradi e precipitazioni inferiori alla norma tra marzo e maggio. Dal 20 maggio l'Europa occidentale è sotto un'alta pressione persistente, con temperature fino a 10-15 gradi sopra le medie stagionali tra fine maggio e giugno: condizioni che aggravano l'evaporazione e accelerano la magra fluviale.

    Nel tratto svizzero, a monte, la situazione resta meno critica. Il 23 giugno l'Hafenpegel di Basilea segnava 464 centimetri e il punto di misurazione Basel-Rheinhalle 521 centimetri: valori inferiori alle medie primaverili ma sufficienti a un esercizio ordinario delle operazioni portuali. Più importante è il dato sulla temperatura dell'acqua, che a Rheinfelden segnava circa 23,4 gradi alla stessa data, un riscaldamento marcato del Reno superiore, con possibili conseguenze sulla fauna ittica e sugli usi industriali di raffreddamento. Comunque, al 23 giugno nessuna restrizione formale alla navigazione risulta in vigore a Basilea.

    Gli effetti per il trasporto delle merci si misurano già in termini di capacità di carico. Una chiatta container di grandi dimensioni viaggia a pieno carico solo con livelli intorno a 250-260 centimetri a Kaub; a 135 centimetri la capacità scende già al 50%, a 75 centimetri al 25%. Sotto i 40 centimetri la navigazione merci diventa di fatto impraticabile, salvo l'impiego di unità progettate per pescaggi minimi. Con il range attuale di 104-107 centimetri, le compagnie di navigazione fluviale caricano meno per nave, aumentando le frequenze e i costi unitari, senza però un blocco generalizzato del traffico.

    L'industria chimica renana dipende in modo strutturale dal fiume per il trasporto di materie prime liquide e solide e di prodotti intermedi, ed è tra i comparti più esposti agli episodi di magra prolungata secondo la Zentralkommission für die Rheinschifffahrt. Nel 2018 Basf aveva quantificato perdite per circa 200 milioni di euro per le interruzioni logistiche, il minore utilizzo degli impianti e i costi aggiuntivi dei trasporti alternativi. Covestro applica protocolli già consolidati: imbarcazioni addizionali a pescaggio ridotto, frequenze aumentate, scorte preventive di materie prime e smaltimento accelerato dei prodotti finiti per liberare capacità di stoccaggio. Per ora questi piani restano attivati in modalità prudenziale, con scorte leggermente più elevate nei parchi serbatoi e alcune partite sensibili trasferite su ferrovia.

    Anche siderurgia ed energia registrano le prime conseguenze. Thyssenkrupp Steel riduce il carico per chiatta quando i livelli del Reno calano, compensando con più viaggi per garantire un fabbisogno giornaliero stimato in circa 60mila tonnellate di minerale e carbone, produzione che si mantiene, ma con maggiore complessità operativa e spesa logistica. Lo stesso vale per il trasporto di carbone per le centrali e di prodotti petroliferi: ogni riduzione di capacità sul Reno obbliga a un maggior ricorso a ferrovia e strada, a costi per tonnellata molto superiori a quelli dell'idrovia.

    Gli studi sul caso del 2018 quantificano l'impatto macroeconomico potenziale. Un mese intero di magra può ridurre la crescita dei volumi trasportati via chiatta di oltre 20 punti percentuali rispetto a un mese normale, con un calo della produzione industriale tedesca fino a circa l'1,5-1,7% nel picco dell'evento. Ifw, Rwi e Commerzbank convergono sulla stima secondo cui ogni periodo in cui il Pegel Kaub resta sotto i 78 centimetri per più di 30 giorni può sottrarre circa un punto percentuale alla produzione industriale tedesca, una soglia che gli operatori temono di poter sfiorare se l'estate 2026 dovesse ricalcare gli anni peggiori.

    Le Camere di Commercio regionali tedesche, tra cui la Ihk Rhein-Neckar, raccomandano alle imprese diversificazione dei vettori, contratti ferroviari di riserva e investimenti in magazzini dedicati alla gestione dei flussi in caso di crisi. Si discutono anche soluzioni più strutturali: imbarcazioni fluviali progettate per le acque basse, interventi infrastrutturali selettivi sulla via d'acqua e terminal intermodali rafforzati per assorbire rapidi spostamenti modali quando il Reno scende sotto determinate soglie.

    Operatori tedeschi e svizzeri puntano ora sulla prevenzione: adeguare i piani di produzione, il calendario delle manutenzioni impiantistiche e il mix modale dei trasporti per evitare uno shock improvviso come quello del 2018. Resta il nodo di fondo evidenziato da economisti e associazioni industriali: la magra del Reno è diventata un rischio ricorrente, non più un'eccezione, da integrare nella pianificazione logistica e finanziaria delle imprese che operano lungo il corridoio Reno-Alpi.

    Antonio Illariuzzi

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