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Podcast K44

Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • Iran annuncia intesa con Oman su Hormuz

    Iran annuncia intesa con Oman su Hormuz

    Il portavoce dei Pasdaran comunica un accordo con l’Oman sulla ripartizione delle acque e dei ricavi dello Stretto, ma il ministero degli Esteri iraniano non conferma. Il quadro bilaterale più solido riguarda un corridoio marittimo provvisorio e lo sminamento, mentre Washington rivendica la rotta già aperta e intensifica le sanzioni.

Autotrasporto

  • Camion fermi allo Stretto di Messina sono un disagio cronico

    Camion fermi allo Stretto di Messina sono un disagio cronico

    La Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionale denuncia attese fino a sei ore per l'imbarco a Tremestieri e al Porto Storico di Messina durante l'esodo estivo. Non è un caso isolato: il problema si trascina da anni, tra proteste, esposti e promesse rimaste in gran parte sulla carta.

    Le ferrovie in Ucraina cercano un ruolo

    Prima della guerra in Ucraina, solo l’11% di tutte le esportazioni erano basate sulla ferrovia. Lo scenario è profondamente cambiato in seguito al conflitto. Da marzo a luglio 2022, la ferrovia ha movimentato il 41% del flusso di merci, eguagliando la quota dei porti marittimi attestata al 45%. Ma in seguito alla riapertura degli scali portuali, è tornata alla ribalta la modalità marittima che prima della guerra rappresentava il 70% dei trasporti globali (il 90% per i prodotti agricoli).

    L’interscambio con l’Ucraina è dunque a un bivio. E gli operatori si interrogano su quale fronte indirizzare gli investimenti, anche perché non si programmano da un giorno all’altro e non sono immediatamente reversibili. Lo sviluppo dei collegamenti ferroviari tra l’Ucraina e la Polonia resta un aspetto positivo da perseguire, ma per alcune tipologie di trasporti, come grano e acciaio, la modalità marittima appare ancora quella vincente.

    Anche senza considerare la capacità ferroviaria ancora limitata, soprattutto alla frontiera, e la penuria di materiale rotabile adeguato, sono le distanze da percorrere a penalizzare le ferrovie. E poiché si tratta di trasporti a lunga distanza, i costi sono direttamente proporzionati. Gli operatori stimano che mettendo insieme tutti i vari fattori, legati anche all’infrastruttura attuale e alle carenze della logistica, l’onere della modalità ferroviaria vada moltiplicato per quattro.

    Bisogna considerare anche i tempi di carico. Per il trasporto del grano, il principale prodotto agricolo ucraino, si ricorre a carri tramoggia che vanno caricati singolarmente con una lunga operazione che può richiedere da quattro a cinque volte il tempo che serve a predisporre un container. La soluzione sarebbe quella di ricorrere alla containerizzazione anche per il trasporto di cereali, ma in questo caso nessun operatore è disposto a fare investimenti senza una prospettiva assicurata e di lungo periodo.

    Ci si chiede se la ferrovia è dunque destinata a perdere in breve tempo le quote di trasporto conquistate in seguito a circostanze del tutto impreviste e imprevedibili, come un conflitto armato. Gli operatori restano ottimisti anche se prudenti, perché comunque una via è stata tracciata e soprattutto si stanno investendo risorse economiche così come cresce l’attenzione delle istituzioni.

    Lo sviluppo dei collegamenti ferroviari tra l’Ucraina e la Polonia è in corso e nuovi investimenti sono già pianificati. Si punta soprattutto sul trasporto dei container anche grazie a una serie di terminal sia in Ucraina, Mostyska a ovest di Leopoli, sia in Polonia come Zamość vicino alla frontiera e Sosnowiec alle porte di Katowice. Inoltre la Commissione europea nel nuovo regolamento dei corridoi Ten-T tra la rete dei trasporti dell’Europa centrale ha ricompreso l’Ucraina e la Moldova, relegando invece in un secondo piano la Bielorussia.
    Piermario Curti Sacchi

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