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    Nove camion con centraline AdBlue alterate scoperti a Villorba

    A Villorba, nel Trevigiano, nove camion avevano le centraline riprogrammate per eludere i controlli sulle emissioni. Nel bilancio dei tre giorni della Polizia Locale anche un cronotachigrafo manomesso, altri non funzionanti, carte di conducenti altrui e sanzioni per oltre 20mila euro.

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    Raid russi su Odessa isolano il porto

    Tra il 1° e il 10 agosto 2026 lo scalo ucraino di Odessa, sul Mar Nero, è tornato al centro della campagna russa contro la logistica marittima di Kiev, con un’intensificazione culminata nella notte tra il 9 e il 10 agosto, quando un nuovo attacco missilistico ha danneggiato edifici residenziali e ferito almeno quattordici persone, undici delle quali ricoverate. La sequenza s’inserisce in settimane di colpi ravvicinati su depositi di carburante, impianti energetici e naviglio civile, con l'obiettivo dichiarato da Mosca di colpire la logistica militare ucraina e, secondo Kiev, di tagliare fuori il Paese dal commercio marittimo.

    Il primo agosto il ministero della Difesa russo ha rivendicato colpi contro i depositi di carburante nel porto di Odessa e contro un rimorchiatore nel porto di Mykolaiv, mentre sul fronte opposto, droni navali ucraini affondarono nello stesso periodo la portacontainer russa sanzionata Yanina, nell'ambito della campagna di Kiev contro la cosiddetta flotta ombra di Mosca. Il 3 agosto la Russia ha dichiarato di aver colpito tre navi da carico che trasportavano rifornimenti militari nel Mar Nero e una nave cargo nel porto di Mykolaiv. Tra il 5 e il 6 agosto le forze russe hanno rivendicato l'attacco a due mercantili con collegamenti tedeschi al largo di Odessa: la Emil, battente bandiera liberiana, è stata colpita da droni a 21 miglia dal porto, con un incendio a bordo ma senza feriti e un'altra nave, con bandiera Guinea-Bissau e carica di grano ucraino, è stata invece colpita causando un morto e tre feriti, secondo quanto riferito dal governatore regionale Oleh Kiper.

    Il 7 agosto un attacco missilistico ha colpito lo stadio Chornomorets della città, ferendo alcune persone. Il giorno successivo Mosca ha rivendicato un attacco con drone contro una nave cargo ucraina al largo di Odessa, sostenendo trasportasse armi per le forze di Kiev, mentre le Forze ucraine per i sistemi senza equipaggio hanno reso noto di aver colpito altre dodici imbarcazioni della flotta ombra russa nella prima settimana del mese, portando - secondo la loro versione, non verificata in modo indipendente - il totale dall'avvio della campagna MoLoChka il 6 luglio a 218 imbarcazioni.

    L'attacco più esteso del periodo è arrivato nella notte tra l'8 e il 9 agosto: missili balistici Iskander-M e S-400, missili antinave Oniks e missili anti-radar Kh-31P, insieme a circa cento droni tra cui munizioni vaganti Banderol, hanno colpito Odessa e l'intera regione. La contraerea ucraina ha intercettato il 72% dei droni ma un solo missile su 11. L'agenzia russa Tass ha riferito che le forze di Mosca hanno colpito depositi di carburante, lubrificanti ed equipaggiamento militare nel porto. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di fare guerra alla sicurezza alimentare mondiale colpendo lo scalo, arteria delle esportazioni agricole del Paese: nell'attacco sono rimaste ferite 6-8 persone e circa 90mila utenze sono rimaste temporaneamente senza corrente.

    La notte successiva, tra il 9 e il 10 agosto, un nuovo attacco ha colpito ancora una volta le infrastrutture energetiche e alcuni edifici residenziali. Zelensky ha parlato di 300mila famiglie rimaste senza elettricità in città e in regione, con interruzioni anche nella fornitura idrica legate ai danni alla rete elettrica segnalati dall'operatore Dtek; entro la serata di domenica un terzo delle utenze era già stato riallacciato, mentre i lavori di ripristino proseguivano. Il porto resta l'obiettivo ricorrente della campagna russa volta a isolare l'Ucraina dal Mar Nero. La governatrice regionale Kiper ha ricordato che nelle sole prime tre settimane di luglio gli attacchi allo scalo avevano causato 28 morti. Il ministero dell'Energia ucraino ha inoltre segnalato un aumento marcato, nei giorni precedenti il 9 agosto, degli attacchi paralleli agli impianti della compagnia Naftogaz nella regione.

    La crisi marittima ha spinto la Turchia a un intervento diplomatico. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha reso noto l'8 agosto che Ankara ha proposto a Kiev e Mosca d’istituire un meccanismo di moratoria sugli attacchi al naviglio commerciale nel Mar Nero, dopo che due navi civili turche erano state danneggiate da droni con membri dell'equipaggio feriti. La richiesta, partita da Kiev e trasmessa da Ankara a Mosca, non ha ancora ricevuto risposta russa. Nei giorni immediatamente successivi la Turchia aveva limitato temporaneamente il transito di alcune navi commerciali dirette al Mar Nero attraverso i Dardanelli, per motivi di sicurezza legati all'escalation degli attacchi. Il transito è tornato regolare domenica 9 agosto, con la ripresa dei passaggi verso il Mar Nero attraverso lo stretto turco.

    Alla pressione degli attacchi su Odessa si somma la crisi idrica del Danubio, sceso a livelli record dopo settimane di siccità: le chiatte utilizzate per l'export imbarcano oggi tra il 30% e il 60% di merce in meno rispetto alla portata abituale, con tempi di rotazione della flotta allungati e code ai terminal fluviali. I porti danubiani di Izmail e Reni hanno movimentato circa 3,8 milioni di tonnellate dall'inizio del 2026, contro oltre 42 milioni transitati per gli scali di Odessa nello stesso periodo, un divario che misura quanto la rotta fluviale resti marginale rispetto a quella marittima nonostante gli sforzi di potenziamento coordinati da Kiev con Unione Europea, Romania e Moldova. Anche la logistica dei carburanti ne risente: le piccole imbarcazioni che in condizioni normali trasportano fino a 4mila tonnellate di prodotti petroliferi sul fiume sono ora limitate a uno o duemila tonnellate. Kiev riconosce che, anche nello scenario più favorevole, le rotte danubiane, ferroviarie e stradali insieme possono coprire al massimo il 45-50% dell'export agricolo annuale, mentre secondo le stime del centro di analisi Gmk Center la crisi del 2026 per la siderurgia ucraina rischia di rivelarsi più pesante di quella del 2022.

    M.L.

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