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  • Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Dal 28 ottobre 2026 le proteste degli autisti turchi contro le regole Schengen sui soggiorni interrompono a tratti i transiti dei camion verso Bulgaria e Grecia. A Kapıkule l'attesa superava già i quattro giorni. Ankara ha avviato contatti con Sofia e la Commissione Europea.

    Droni ucraini affondano la portacontainer russa Yanina

    Due droni navali ucraini hanno affondato, nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto 2026, la portacontainer russa Yanina, di proprietà della compagnia Fesco, controllata dall'agenzia statale per l'energia nucleare Rosatom. L'attacco è avvenuto in acque internazionali, a circa 130 miglia nautiche (240 chilometri circa) al largo del porto di Novorossijsk, sulla costa orientale del Mar Nero. Tutti i diciassette membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo, senza feriti.

    Secondo quanto dichiarato dall'amministratore delegato di Rosatom, Alexei Likhachev, i due droni hanno colpito lo scafo intorno alle 22.00 (ora di Mosca), provocando falle che hanno portato all'affondamento della nave nelle ore successive. L'equipaggio ha abbandonato la nave "in modo organizzato e coordinato" mentre iniziava a imbarcare acqua, ha precisato la compagnia, che ha definito l'episodio un atto di pirateria e rapina in mare. La Yanina, ha aggiunto Likhachev, trasportava esclusivamente merci civili, tra cui alimenti surgelati e materiali edili e di finitura. Non risultano indicazioni, secondo quanto riportato da agenzie internazionali, che la nave fosse impegnata in attività collegate al comparto nucleare di Rosatom o che trasportasse materiale nucleare.

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l'attacco in un messaggio pubblicato sui social, definendo la Yanina una portacontainer russa "sotto sanzioni" con una capacità di carico superiore alle 100mila tonnellate, colpita "grazie alla precisione delle forze di difesa" ucraine. L'azione contro la nave rientra in un'operazione coordinata più ampia condotta dalle forze ucraine nella stessa notte, che con droni a lungo raggio hanno colpito tre raffinerie del gruppo Bashneft a Ufa, nella regione russa del Baschkortostan, a circa 1.600 chilometri dal confine, insieme a postazioni radar nelle aree di Krasnodar e in Crimea.

    Fesco è una delle principali compagnie russe di trasporto e logistica marittima, passata sotto il controllo di Rosatom nel 2023. L'Agenzia statale per l'energia nucleare ha progressivamente ampliato le proprie attività logistiche, gestendo rotte e catene di approvvigionamento che vanno oltre il comparto energetico in senso stretto. Novorossijsk, davanti alle cui coste è avvenuto l'attacco, ha assunto negli ultimi due anni un ruolo crescente come hub logistico e militare russo nel Mar Nero, anche in seguito al parziale ridispiegamento della Flotta russa da Sebastopoli verso porti ritenuti più sicuri. L'attacco alla Yanina rientra nella campagna condotta da Kiev contro il naviglio commerciale e logistico collegato all'economia russa nel bacino, che nelle ultime settimane ha visto intensificarsi le azioni con droni di superficie contro petroliere, unità di appoggio e imbarcazioni ausiliarie della Federazione Russa. Secondo alcune stime, non confermate ufficialmente, le forze ucraine avrebbero colpito oltre novanta imbarcazioni in meno di una settimana nel solo Mar d'Azov..

    Nello stesso periodo la battaglia navale del Mar Nero ha registrato anche episodi di segno opposto. Il 19 luglio la nave mercantile Golden Leo, gestita da un armatore turco e battente bandiera Guinea-Bissau, è stata colpita da tre missili da crociera russi al largo di Odessa mentre trasportava un carico di mais ed è affondata il 26 luglio dopo giorni di allagamento progressivo, con vittime tra l'equipaggio secondo la marina ucraina. Il giorno successivo a quell'attacco, la petroliera Gpl Gas Lisbon, battente bandiera liberiana e diretta al porto ucraino di Reni, ha preso fuoco nella notte tra il 20 e il 21 luglio dopo essere stata colpita nella zona economica esclusiva della Romania. I diciassette membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo, tre di loro feriti. Il presidente rumeno Nicușor Dan ha definito l'episodio riconducibile, molto probabilmente, alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina.

    Antonio Illariuzzi

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