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  • La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    Il 28 ottobre 2026 Boluda Shipping ha firmato l'accordo per rilevare l'intero gruppo Samskip, a un valore non reso noto. La chiusura è prevista per il 1° gennaio 2027, dopo il via libera delle Autorità competenti. La rete unita conterà 32 navi su 18 rotte in 28 Paesi.

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  • Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Dal 28 ottobre 2026 le proteste degli autisti turchi contro le regole Schengen sui soggiorni interrompono a tratti i transiti dei camion verso Bulgaria e Grecia. A Kapıkule l'attesa superava già i quattro giorni. Ankara ha avviato contatti con Sofia e la Commissione Europea.

    Notizie dal trasporto e dalla logistica – 18 marzo 2026

    Ritorno cauto delle navi a Suez

    Il ritorno dei servizi container nel Mar Rosso e attraverso Suez è in atto ma resta parziale e condizionato al quadro di sicurezza Secondo aggiornamenti Maersk e analisi di Kuehne Nagel, il rientro riguarda alcuni servizi importanti mentre il mercato non sconta ancora una normalizzazione completa Nel dettaglio, a fine 2025 Maersk ha avviato transiti di prova con Maersk Sebarok e Maersk Denver per verificare passaggi scortati in un contesto ancora rischioso. A metà gennaio 2026 è stato annunciato il primo rientro strutturale via Suez con il servizio Mecl con le prime rotazioni Cornelia Maersk 603W e Maersk Detroit 602E. A fine gennaio 2026 Cma Cgm ha riattivato via Suez il servizio Indamex con ritorno graduale a partire dalla direzione eastbound. A inizio febbraio 2026 Maersk e Hapag Lloyd nell’ambito della Gemini Cooperation hanno riportato Mar Rosso il servizio Me11 con transiti strutturali da metà febbraio. A marzo 2026 Cma Cgm ha ripreso il passaggio in Suez per il servizio Phoex Bex2 dopo una sospensione di 10 giorni. Il ritorno è motivato da maggiore efficienza di flotta e riduzione dei tempi con Maersk che indica la possibilità di passare da 14 a 12 navi sul Mecl liberando capacità. I rientri restano selettivi e spesso su singole direzioni mentre altri servizi continuano via Capo di Buona Speranza, secondo Xeneta. La sicurezza nel Bab el Mandeb e le scorte navali restano condizioni operative essenziali e rendono reversibili le decisioni.

    Dsv cede assetti in Svezia

    Dsv ha concluso un’operazione di vendita e leaseback in Svezia, cedendo a Logistea sei assetti logistici per 587 milioni di corone svedesi (circa 63 milioni di dollari), mantenendone l’utilizzo tramite contratti di locazione decennali triple net. L’operazione riguarda cinque proprietà e un diritto di superficie detenuti da Dsv Road Ab, tutti integralmente locati con una superficie complessiva di circa 41.500 metri quadrati. Gli immobili sono distribuiti in città regionali come Karlstad, Gävle, Skara, Växjö, Östersund e Halmstad e svolgono funzioni di terminal di cross docking all’interno della rete nazionale. Gli immobili sono stati progettati per le esigenze operative del conduttore e includono spazi a temperatura controllata per merci sensibili. La struttura triple net trasferisce su Dsv la maggior parte degli oneri operativi, garantendo flussi di cassa stabili per l’investitore immobiliare. Il closing è previsto entro il 30 marzo 2026, con una porzione subordinata all’approvazione dell’Inspectorate for strategic products. L’operazione si inserisce in una strategia più ampia già avviata nel 2025, quando Dsv cedette quattro assetti a Swedish Logistic Property. Queste operazioni riflettono un modello asset light volto a liberare capitale e sostenere investimenti nel core business logistico. La trasformazione degli immobili in costi operativi consente maggiore flessibilità nella gestione della rete e nell’integrazione delle attività. Per Logistea, l’acquisizione rafforza un portafoglio caratterizzato da contratti di lungo periodo con conduttori solidi e posizionamento in mercati locali strategici. Nel breve periodo non sono previsti impatti operativi, ma nel medio termine restano possibili razionalizzazioni della rete legate alle strategie industriali del gruppo.

    Voci di rinvio per Rail Baltica

    La ferrovia Rail Baltica rischia di non rispettare la scadenza del 2030 fissata dalla Commissione Europea e, secondo quanto riferito dal Financial Times, per il completamento della linea potrebbe essere necessario attendere fino al 2040. A sollevare il tema è stato il vice-ministro polacco alle infrastrutture Piotr Malepszak, che ha definito irrealistico il termine del 2030 e ha indicato come possibile alternativa il potenziamento della rete esistente invece della costruzione integrale da zero. Secondo la società Rail Baltica, alla fine del 2025 il 43% del progetto risultava pronto per la costruzione, ma il passaggio al completamento totale entro cinque anni viene descritto nel testo come poco credibile. Sul cronoprogramma pesano anche i costi, saliti da 5,8 miliardi di euro a quasi 24 miliardi di euro, insieme con la carenza di fondi e ai requisiti tecnici richiesti dall’Unione Europea. Il progetto mantiene una rilevanza strategica per il trasporto merci ferroviario, perché la nuova linea rappresenta un’occasione storica per modificare l’assetto logistico dei Paesi baltici, finora legato alla Russia sul piano commerciale e infrastrutturale. Le criticità non riguardano solo la Polonia: già nel 2025 il parlamentare estone Andris Kulbergs, presidente della commissione Rail Baltica, indicò un possibile rinvio al 2035, con particolare riferimento alla tratta lettone. La Lettonia, infatti, viene indicata come il segmento più in difficoltà, sia per la ricerca dei finanziamenti sia per il ridimensionamento già imposto al progetto.

    Ucraina confisca carri russi

    Dal 10 marzo 2026, 1.592 carri merci russi sequestrati dall’Ucraina sono diventati parte della flotta di Ukrainian Railways, secondo quanto dichiarato dalla prima ministra Yulia Svyrydenko. La decisione riguarda mezzi considerati operativi e utilizzabili fino alla fine della loro vita tecnica per il trasporto merci, anche per esigenze di difesa. Il valore dei carri confiscati è pari a 43,3 milioni di euro. I carri appartenevano a società e persone russe colpite da sanzioni. Tra i soggetti indicati figurano Veb-leasing, Jsc State Transport Leasing Company e Jsc Nord, oltre ad altre aziende russe attive nella finanza e nella logistica. La misura s’inserisce nella gestione dei beni sequestrati dall’inizio dell’invasione russa, periodo nel quale il Governo ucraino ha preso possesso di un numero rilevante di carri ferroviari russi.

    Mezzago Park verso la saturazione

    Mileway ha annunciato il perfezionamento di due nuovi contratti di locazione al Mezzago Park, in Lombardia, per una superficie complessiva di circa 9.000 mq. Negli ultimi 12 mesi presso l’impianto sono stati sottoscritti o rinegoziati contratti per circa 31mila mq, dato che ha portato il parco vicino alla piena occupazione. I nuovi conduttori operano nella produzione di sistemi di sicurezza industriale e nel pre-trattamento di giunti filettati, rafforzando il posizionamento del sito come polo per attività light industrial e logistiche avanzate a supporto del manifatturiero del Nord Italia. Il complesso si trova a Mezzago, a circa 15 km da Monza e 30 km da Milano, con accesso diretto all’autostrada A4 Torino Trieste. Le unità locate sono state progettate con altezze utili elevate, numerosi portoni di carico a raso e ampi spazi di manovra per veicoli commerciali. Restano disponibili ulteriori spazi di circa 1.800 mq e 2.300 mq, che possono sostenere nuove esigenze di espansione nell’area. Michele Lodigiani, Country director Italy di Mileway, ha indicato che la domanda di spazi last mile di qualità e ben collegati alle infrastrutture resta sostenuta. Per le due operazioni, Mileway è stata assistita da Gianluca Frigerio, d’Immobiliare Frigerio.

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