Una settimana di stabilità che nasce da movimenti contrapposti per i noli medi spot del trasporto marittimo di container. Il World Container Index diffuso da Drewry il 3 settembre 2026 si è attestato a 4.465 dollari per container da 40 piedi, otto dollari sotto i 4.473 della settimana precedente: una variazione media globale praticamente nulla a livello settimanale, che è il risultato di due andamenti divergenti: l’aumento dei noli spot sulle rotte cinesi verso gli Stati Uniti e la flessione su quelle verso il Nord Europa e il Mediterraneo. Il confronto con dodici mesi mantiene l'indice composito in crescita del 112%.
Il segnale più marcato giunge dal Mediterraneo e va nella direzione opposta a quella del transpacifico. La tratta Shanghai-Genova ha perso il 10%, pari a 498 dollari, scendendo da 4.866 a 4.368 dollari per feu: la flessione settimanale più ampia dell'intero paniere. Sul corridoio nordeuropeo la contrazione è stata meno pronunciata ma comunque coerente, con Shanghai-Rotterdam a –5% (–195 dollari), da 4.287 a 4.092 dollari. Il ritorno da Rotterdam a Shanghai, che si muove su valori di un ordine di grandezza inferiore, ha guadagnato l'1% (sei dollari) portandosi a 594 dollari. Su base annua le tre relazioni restano comunque in territorio positivo: +65% la Shanghai-Genova, +72% la Shanghai-Rotterdam, +29% il ritorno verso l'Asia.
Alla base della debolezza europea c'è un incrocio sfavorevole fra domanda e offerta. Drewry rileva un indebolimento della domanda di stiva accompagnato da un rientro di capacità: secondo il Container Capacity Insight della stessa società di analisi, le partenze cancellate sul trade Asia-Europa scenderanno questa settimana a una sola, con un conseguente aumento dello spazio disponibile. Da qui la previsione degli analisti britannici di un ulteriore modesto arretramento dei noli spot nei prossimi giorni.
Sul Pacifico la dinamica è rovesciata proprio sul fronte della capacità. Le partenze cancellate annunciate per questa settimana sono sei, il doppio rispetto a quella precedente, e la contarzione dell'offerta si è già riversata sui noli: la rotta Shanghai-Los Angeles è salita del 5%, 367 dollari in più, fino a 7.185 dollari per feu, mentre la Shanghai-New York ha segnato un +3% (254 dollari) chiudendo a 9.587 dollari. È sulle rotte verso la costa occidentale statunitense che il confronto annuo raggiunge i valori più elevati dell'indice, con un +185%; la relazione verso New York si ferma a +161%. In direzione inversa, il collegamento Los Angeles-Shanghai ha ceduto il 3% (23 dollari) scendendo a 799 dollari, con un incremento annuo contenuto all'11%.
Decisamente più piatto il quadro transatlantico, dove la settimana non ha prodotto scostamenti di rilievo. Rotterdam-New York ha registrato un rialzo dell'1%, 42 dollari, arrivando a 3.052 dollari per feu (+57% su base annua), mentre la New York-Rotterdam è rimasta invariata allo 0%, passando da 1.126 a 1.122 dollari, con una variazione annua del 34%. Insieme al composito, è la seconda relazione del paniere a chiudere la settimana senza alcuna variazione percentuale.
Per questa settimana Drewry indica una sostanziale tenuta dell'indice, motivata dalla resilienza della domanda e dalla gestione della capacità da parte dei vettori. Un elemento che potrà pesare sull'equazione fra domanda e offerta è il ritorno delle navi nel Canale di Suez: le compagnie oceaniche stanno riattivando i transiti, con un'immissione di capacità attesa man mano che i servizi rientreranno sulla rotta storica. La circumnavigazione dell'Africa sulla tratta di andata comporta penalità di costo pesanti e tempi di consegna allungati, che collocano in svantaggio competitivo i vettori che continuano a percorrerla.
Restano sul tavolo i fattori di rischio esterni. Nel Medio Oriente il livello di esposizione geopolitica non si è ridotto e i ripetuti attacchi alle navi cargo continuano ad alimentare disservizi nello Stretto di Hormuz. In Cina i porti operano in condizioni di congestione, aggravata dall'impatto del tifone Saudel su una situazione già compromessa da altri eventi meteorologici recenti. Intanto, la siccità che interessa il Canale di Panama mantiene le restrizioni al passaggio a 34 transiti giornalieri nella prima parte di settembre, che potrebbero scendere a 32 nella seconda metà del mese, con la capacità riservata alle navi Neo-Panamax contingentata a un massimo di nove slot al giorno.
M.G.










































































