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Cronaca

  • Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Camionista spara a un collega con pistola scacciacani

    Un camionista di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Modena per minaccia aggravata dopo aver esploso un colpo con una pistola scacciacani contro un collega lungo l'A1, al culmine di una lite tra autotrasportatori nei pressi di Modena Nord.

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  • L’Austria annuncia i primi dosaggi camion in Tirolo del 2027

    L’Austria annuncia i primi dosaggi camion in Tirolo del 2027

    Il Land austriaco del Tirolo ha pubblicato ad agosto 2026 le date del primo trimestre 2027 per la regolazione del traffico dei veicoli industriali sull’autostrada A12 a Kufstein Nord, in ingresso dal confine tedesco verso Innsbruck e il Brennero.

    A Hormuz Trump prosegue il conflitto mentre si ritira dal pedaggio

    Ennesima giravolta del presidente Donald Trump, che in poche ore ha compiuto un rapido dietrofront sulla gestione economica dello stretto. Lunedì 13 luglio 2026 annunciò l'introduzione di un pedaggio del 20% su tutte le merci in transito, la cosiddetta United States Reimbursement Fee, presentata come corrispettivo per la protezione militare del traffico commerciale. Il giorno seguente ha ritirato la proposta, spiegando di aver avuto colloqui molto proficui con i leader del Golfo e annunciando che gli Stati dell'area - in primo luogo Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e Bahrein - realizzeranno invece massicci investimenti diretti negli Stati Uniti (senza precisarne l’entità e quando e come avverrebbero). L'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) aveva nel frattempo fatto sapere di opporsi all'introduzione di pedaggi sul transito negli stretti internazionali.

    Resta però il nodo politico, nato dall'intesa raggiunta a metà giugno, che prevedeva per l'Iran l'impegno a non applicare tariffe di transito per sessanta giorni senza però definire la gestione delle rotte di attraversamento, un'ambiguità che le due parti si accusano reciprocamente di aver violato. Trump ha comunque confermato il ripristino del blocco navale contro l'Iran, sospeso lo scorso aprile nell'ambito della tregua: da mezzanotte di mercoledì, ora di Dubai, il divieto si applica esclusivamente alle navi dirette o provenienti da porti iraniani, o che trasportano carichi riconducibili a Teheran, mentre per tutte le altre imbarcazioni lo stretto resta, secondo Washington, aperto al traffico.

    Intanto, la portacontainer Gfs Galaxy, colpita l'11 luglio da un ordigno non identificato mentre transitava lo Stretto di Hormuz, è ora sotto rimorchio verso il porto di Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti. Lo ha confermato la vice ministra della Navigazione di Cipro, Marina Hadjimanoli, precisando che il traino procede verso il primo ancoraggio sicuro disponibile per una valutazione dei danni. A bordo della nave, con bandiera cipriota e con una capacità di 6.966 teu, viaggiava un equipaggio multinazionale di 24 persone tra India, Ucraina, Sri Lanka, Indonesia e Filippine. Ventitré marittimi sono stati tratti in salvo dalla Marina Militare dell'Oman dopo l'abbandono della nave in scialuppa, mentre resta disperso il terzo ufficiale di macchina, di nazionalità indiana.

    Secondo il Comando Centrale statunitense (Centcom), l'attacco è stata opera delle forze della Guardia Rivoluzionaria Iraniana (Irgc), che avrebbero colpito la nave dopo che questa aveva deviato, spegnendo i propri sistemi di tracciamento, da una rotta approvata. Teheran ha sostenuto invece di aver sparato un colpo di avvertimento contro un'imbarcazione che ignorava i richiami, fermandola dopo l'impatto. È il quarto attacco al naviglio commerciale nello stretto dal 6 luglio, e ha spinto Washington a lanciare un terzo ciclo di raid contro obiettivi iraniani, portando a oltre 300 i bersagli colpiti in tre notti di operazioni. Nella stessa finestra Teheran ha colpito obiettivi a Bahrein e Giordania e almeno tre petroliere in transito nello stretto: le emiratine Mombasa e Al Bahiyah, con un marittimo ucciso e otto feriti, e la Stolt Magnesium, al largo dell'Oman, il cui equipaggio è rimasto illeso nonostante l'incendio scoppiato in sala macchine.

    Il traffico marittimo nello stretto ne ha risentito pesantemente. Tra il 10 e il 12 luglio i transiti tracciabili sono crollati del 52% rispetto alla settimana precedente, secondo i dati di MarineTraffic. Appena sei navi hanno attraversato lo stretto domenica, il dato più basso delle ultime cinque settimane secondo Kpler, mentre il 10 luglio i passaggi si fermavano a 22, contro le 130 del periodo precedente la crisi e le 60-70 registrate nelle settimane immediatamente successive all'accordo di giugno. Il passaggio meridionale, il più vicino alle coste omanite e protetto da Oman e Stati Uniti, ha visto un'attività quasi nulla: il traffico residuo si concentra ora sulla rotta settentrionale, che l'Iran considera l'unica autorizzata.

    Il Joint Information Centre della coalizione Combined Maritime Forces ha innalzato il livello di minaccia alla categoria "Severe", pur ribadendo che il transito resta tecnicamente possibile. Il Regno Unito, attraverso l'Ukmto, ha a sua volta alzato il livello di allerta, raccomandando agli armatori la massima prudenza e suggerendo agli equipaggi di ignorare gli avvertimenti radio iraniani, coordinando invece i passaggi con le forze della coalizione dove possibile. I premi assicurativi war-risk sono intanto in forte aumento. L'Iran ha ribadito il 12 luglio la chiusura dello stretto "fino alla fine dell'interferenza statunitense nella regione", posizione che Washington continua a respingere, sostenendo che le proprie forze siano pronte a garantire la libertà di navigazione.

    M.L.

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