- Il gruppo Contship eroga soluzioni intermodali terrestri attraverso cinque società integrate: Hannibal (Mto commerciale), Oceanogate (trazione ferroviaria nazionale), Rail Hub Milano (inland terminal e movimentazione), Sts (gestione doganale) e driveMybox (trasporto su strada, con circa cento mezzi diretti e 350 coordinati).
- Il trasporto ferroviario di semirimorchi non accompagnati è in forte espansione: dal 2021 il gruppo opera su Rotterdam (attualmente su tre terminal, ai quali si aggiungerà a breve un quarto) e questa presenza permette la gestione di volumi importanti verso il Regno Unito e La Scandinavia grazie ai rilanci tramite i collegamenti ro-ro. Entro il 2026 è previsto il lancio di connessioni dirette sulla Germania, mercato giudicato ad alto potenziale per il cambio modale. Sul corridoio nazionale, la relazione ferroviaria Marcianise–Melzo trasporta tank, container e casse mobili.
- Il gruppo è inoltre tra i soci fondatori del consorzio dati Synlog Alliance, che ha lo scopo di condividere informazioni tra operatori della supply chain e aumentare l’efficienza operativa tramite l’intelligenza artificiale. Internamente, Contship sviluppa algoritmi per il bilanciamento dei treni e l'ottimizzazione dei flussi. In linea con la strategia di sostenibilità aziendale - Moves That Matter - il Gruppo ha avviato sperimentazioni concrete sull'utilizzo di carburanti a basse emissioni nel trasporto stradale.
Quando Angelo Ravano fondò nel 1969 Contship (dalla crasi tra container e shipping) rivolse l’attenzione al crescente trasporto marittimo di contenitori, che in Europa stava facendo i primi passi e solo due anni dopo realizzò alla Spezia il primo terminal portuale privato in Italia. Il gruppo crebbe nell’ottica marittima e nel 1993 Ravano gettò le basi per il più grande hub di transhipment italiano e uno dei più grandi del Mediterraneo, quello di Gioia Tauro, aperto nel 1995. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1994, la sua opera fu portata avanti da Cecilia Eckelmann Battistello, che nei decenni successivi sviluppò l’attività guardando anche al trasporto terrestre, dando il suo personale tocco di colore con la caratteristica livrea rosa per camion e treni.
Oggi, il gruppo si presenta sul mercato con un ventaglio di servizi integrati che servono i container dallo sbarco in banchina fino al destinatario finale, con un modello costruito attorno al controllo diretto degli assetti lungo la catena logistica. “Avere questo controllo diretto ci permette di essere competitivi e di creare valore nei punti di connessione tra le varie modalità di trasporto", spiega a TrasportoEuropa Cristiano Pieragnolo, Chief Commercial Officer di Contship, in questa intervista che vuole approfondire la componente terrestre della società.
Pieragnolo illustra l'architettura di Contship, che si articola su quattro società con ruoli distinti e al contempo complementari. Hannibal è l’operatore che progetta, sviluppa e commercializza le soluzioni intermodali (Mto). Oceanogate è la società del gruppo che svolge la trazione ferroviaria e che opera esclusivamente sulla rete nazionale, fornendo i propri servizi sia ad aziende dirette sia ad altri Mto integrandoli con i servizi terminalistici di Rail Hub Milano, che gestisce il terminal di Melzo e le attività di movimentazione per terzi.

Integra l'offerta driveMybox, nata dalla GoTrans acquisita nel 2023, che serve il primo e l'ultimo chilometro su strada con una flotta di circa cento veicoli industriali propri e un totale di circa 350 veicoli coordinati. A completamento del modello integrato del Gruppo, le attività doganali rappresentano un elemento chiave e servizio a valore aggiunto offerto. Attraverso le società Sts e Rhm, Contship presidia direttamente i processi di sdoganamento e le attività connesse alla gestione documentale e regolatoria delle merci. Ciò consente di ottimizzare i tempi di gestione e garantire maggiore integrazione tra la gestione nei terminal marittimi e il trasporto intermodale e terrestre. “Con questa struttura, Contship offre un servizio end-to-end, dal porto al magazzino del cliente finale o da un punto “A” a un punto “B” nel continente, con lo sguardo rivolto verso il Nord Europa", precisa Pieragnolo.
In ambito terrestre, la capacità stradale si distribuisce per poco più della metà su veicoli propri, con il resto affidato ad autotrasportatori terzi selezionati e fidelizzati: "Il reale beneficio di avere una parte di flotta interna e una parte di fornitori esterni è poter gestire in maniera strategica la flessibilità", spiega Pieragnolo, precisando che la società seleziona i vettori in base a sostenibilità economica e ambientale, storicità e affidabilità. L’accesso a questa rete di fornitori è regolato da un processo di qualificazione rigoroso, che privilegia operatori strutturati e con operatività consolidata, limitando il ricorso a realtà monoveicolari o microimprese. La pianificazione giornaliera dei viaggi - sia stradali puri, sia integrati all'intermodale - è centralizzata attraverso la Control Tower di driveMybox, che riceve gli ordini e organizza l'intera movimentazione della flotta.

Sulla rotaia, Pieragnolo indica il trasporto di semirimorchi non accompagnati come uno dei mercati in maggior crescita: "Il cliente sceglie sempre la possibilità di gestire un trasporto intermodale col semirimorchio perché non crea rottura del carico". In tale contesto, i collegamenti su Rotterdam - iniziati nel 2021 - hanno progressivamente consolidato l’operatività e oggi interessano tre terminal, con un quarto in fase di avvio. Pieragnolo indica questo snodo come chiave per rilanciare il traffico verso il Regno Unito e la Scandinavia. Il terminal di Melzo (Rail Hub Milano) rappresenta il principale hub terrestre del sistema Contship e attualmente gestisce container e semirimorchi gruabili perché - precisa Pieragnolo - le flotte stanno progressivamente virando su questa modalità di trasporto.
Per Pieragnolo, "i margini di crescita per lo shift modale modale restano significativi. In numerosi corridoi logistici e contesti industriali, l’intermodalità non ha ancora espresso il proprio pieno potenziale e rappresenta una leva strategica per aumentare l’efficienza della supply chain. Chiaramente ciò richiede solidità infrastrutturale e probabilmente anche di un cambio di cultura e di approccio. È necessario favorire una maggiore apertura verso soluzioni logistiche integrate e multimodali rispetto al modello prevalente tutto-strada, rafforzando competenze e capacità di pianificazione. Solo così sarà possibile bilanciare in modo efficace transit time, efficienza economica e sostenibilità complessiva delle soluzioni intermodali”. Egli aggiunge che nell’intermodalità strada-rotaia, il gruppo fornisce servizi di trazione di primo e ultimo miglio sia in partenza dall'Italia, sia a destino, su qualunque destinazione, anche se i principali clienti del segmento continentale sono grandi autotrasportatori, che nella maggior parte dei casi dispongono già di trazione propria.

Ma non mancano nodi da sciogliere, soprattutto nel traffico terrestre legato al marittimo, dove il gruppo si trova spesso al limite nella gestione dei picchi di capacità: "Cerchiamo di spingere la cooperazione tra strada e rotaia, non la competizione, perché se non pensiamo a un servizio integrato, cadremo negli stessi errori del passato, quando nei momenti di congestione non si potevano soddisfare le richieste del mercato". A ciò si aggiunge una tendenza strutturale che Pieragnolo descrive con chiarezza: "La capacità totale, soprattutto in ambito stradale, sta progressivamente calando, un fenomeno che riteniamo possa ulteriormente accentuarsi nei prossimi anni per effetto della carenza di autisti legata all’elevata età media della categoria e a un ricambio generazionale insufficiente”.
Sul corridoio nazionale, è attiva la relazione ferroviaria da e per Marcianise, in provincia di Caserta, con l'hub di Melzo, con funzione di rilancio verso il Nord Europa. La linea trasporta oggi tank, container e casse mobili, ma non semirimorchi per un motivo infrastrutturale: infatti, il profilo della linea tirrenica, nel tratto Firenze–Bologna, non è ancora adeguato per le unità alte quattro metri. L'adeguamento, precisa Pieragnolo, non è atteso prima del 2028, mentre la linea adriatica è già idonea al trasporto di semirimorchi da quattro metri.

Il gruppo sta lavorando anche a progetti di digitalizzazione e intelligenza artificiale sia a livello interno, sia di filiera. In ambito intermodale, sta sviluppando algoritmi per migliorare la pianificazione e il miglioramento dei flussi ferroviari, con particolare attenzione al bilanciamento dei viaggi: "Il treno deve essere per prima cosa sostenibile e stiamo lavorando con il nostro dipartimento IT per sviluppare soluzioni di ottimizzazione dei carichi e trovare sinergie per rendere sempre più efficiente il trasporto ferroviario".
Contship sta collaborando anche con altre realtà e ha contribuito alla creazione di Synlog Alliance, il primo consorzio dati nel settore della logistica e presentato al Contship Logistics Forum a marzo 2025. Pieragnolo spiega che l’iniziativa vuole riunire gli operatori della catena di fornitura con l'obiettivo di condividere dati operativi - nel rispetto della reciproca riservatezza - e abilitare, attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, un miglioramento dell’efficienza operativa, dell’affidabilità dei processi e della capacità decisionale lungo l’intera catena logistica: "Oggi tutti gli attori coinvolti parlano con sistemi e linguaggi differenti, hanno dati frammentati e l'utente finale non riesce a usufruire delle potenzialità di un consolidamento di questi dati. Il consorzio si pone l’obiettivo di superare queste discontinuità, rendendo più efficiente l’intera catena logistica dei container”.
In linea con la strategia di sostenibilità aziendale Moves That Matter, il Gruppo ha già avviato sperimentazioni concrete sull'utilizzo di carburanti a basse emissioni nel trasporto stradale, in particolare l'Hvo, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2. La trazione elettrica è seguita con interesse, ma al momento non è ancora considerata matura per le esigenze operative del settore, soprattutto nel contesto infrastrutturale italiano. “Se lo scenario continuerà a evolversi, noi saremo pronti a cogliere ogni opportunità che consenta di generare valore sia sul piano economico sia su quello ambientale, anche nell'ottica del raggiungimento dei nostri obiettivi Net Zero al 2050”, conclude Pieragnolo.
M.L.







































































