La Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali ha denunciato in un comunicato del 22 giugno 2026 una drastica riduzione del contributo unitario del Sea Modal Shift (ex Marebonus), il programma che incentiva il trasferimento del traffico merci dalla strada al mare. Secondo quanto riferito dall'associazione, che richiama una nota del ministero dei Trasporti datata 15 giugno 2026, le risorse disponibili per la prima annualità della misura sarebbero state pari a 52,9 milioni di euro a fronte di un fabbisogno stimato di circa 240 milioni: una copertura del 22% del bisogno effettivo. La conseguenza, secondo Fiap, è stata una riduzione proporzionale di quasi l'80% del contributo riconosciuto a ogni impresa beneficiaria: dal massimo teorico di 30 centesimi di euro per veicolo-chilometro evitato, previsto dal regolamento quinquennale 2023-2027 (Decreto ministeriale 166/2023), il contributo effettivo si sarebbe attestato a poco più di 6 centesimi. In termini concreti, per ogni cinque euro potenzialmente riconoscibili alle imprese ne sarebbe stato versato poco più di uno.
Per le imprese di trasporto siciliane e sarde, sottolinea Fiap, la riduzione del contributo assume un peso particolare: il collegamento marittimo con il continente non rappresenta un'alternativa modale ma l'unica via di accesso disponibile. Quando il sostegno pubblico scende a poco più di un quinto del massimale, mentre i noli marittimi continuano a salire anche per effetto dei costi Ets (Emissions Trading System) trasferiti dagli armatori sulle tariffe, la differenza di costo resta in larga parte a carico della filiera del trasporto. Le imprese di autotrasporto, spiega l'associazione, si trovano a comprimere i margini o a trasferire i costi aggiuntivi sulla committenza, con ricadute dirette sulle piccole e medie imprese industriali e sulle filiere agroalimentari insulari, in particolare sulle produzioni fresche e deperibili per le quali la frequenza e la regolarità dei collegamenti incidono sulla possibilità stessa di raggiungere i mercati nei tempi richiesti.
La Legge 49 del 10 aprile 2026 ha inserito il Sea Modal Shift e il Ferrobonus tra le finalità finanziabili attraverso i proventi dell'Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione. La norma abilita la destinazione di queste risorse ma non le quantifica né le ripartisce: mancano ancora gli atti attuativi che ne definiscano l'ammontare e l'assegnazione effettiva ai programmi di incentivo. Alessandro Peron, segretario generale di Fiap, ha dichiarato che la prima annualità ha dimostrato una sottodimensionamento grave della misura, ricordando che per un'impresa siciliana o sarda il passaggio marittimo non è una scelta ma una condizione imposta dalla geografia.
Peron ha aggiunto che a perdere competitività non è soltanto l'autotrasporto ma l'intero sistema produttivo insulare, dalle piccole e medie imprese alle filiere agroalimentari, e ha chiesto al Governo di quantificare e assegnare i proventi Ets individuati dal Parlamento, introducendo un correttivo specifico per le rotte insulari. Il segretario generale di Fiap ha inoltre sollecitato le Regioni Sicilia e Sardegna a promuovere con urgenza un tavolo di filiera, richiamando l'articolo 119 della Costituzione, che impegna la Repubblica a rimuovere gli svantaggi derivanti dalla condizione d’insularità.










































































