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Podcast K44

Cronaca

  • Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno sottoposto a sequestro preventivo 33mila litri di benzina di contrabbando, dichiarata come solvente nei documenti di trasporto, e l'autoarticolato utilizzato. Denunciato per contrabbando di prodotti petroliferi il conducente ungherese del mezzo, fermato al valico di Tarvisio.

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  • Raid russi su Odessa isolano il porto

    Raid russi su Odessa isolano il porto

    Nella prima decade di agosto la Russia ha intensificato gli attacchi contro il porto di Odessa e le infrastrutture energetiche della regione, lasciando senza elettricità 300mila famiglie e spingendo la Turchia a proporre una moratoria sugli attacchi alle navi nel Mar Nero. La siccità del Danubio aggrava la situazione.

Autotrasporto

    Logistica italiana tra intelligenza artificiale e geopolitica

    • Il 51% delle imprese manifatturiere del Nord Italia utilizza o sta valutando l'adozione dell'intelligenza artificiale, contro il 19% del 2024. Il 62% prevede di aumentare gli investimenti digitali nei prossimi cinque anni, mentre i principali ostacoli restano la resistenza al cambiamento e la carenza di competenze interne.
    • Solo l'11% delle imprese ha utilizzato il trasporto intermodale tra azienda e porto nel periodo 2019-2025. La strada resta dominante per ragioni di costo, abitudine e affidabilità percepita, ma il 21% delle imprese prevede di aumentare il ricorso all'intermodalità nei prossimi due anni.
    • Il 43% delle aziende dichiara impatti sulla propria logistica a causa delle tensioni geopolitiche. Tra le imprese che esportano container negli Usa, il 52% ha registrato un calo delle esportazioni per effetto delle politiche protezionistiche americane.

     

    Sono stati presentati a Milano, il 25 marzo 2026, i risultati dell'ottava edizione della Survey "Corridoi ed efficienza logistica dei territori", realizzata da Contship Italia e da Srm, centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo. L'indagine ha coinvolto 400 imprese manifatturiere di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna — tre regioni che rappresentano circa il 41% del Pil italiano e il 51% dell'import-export nazionale — con l'integrazione, per il secondo anno consecutivo, del punto di vista di cento operatori logistici. La presentazione è avvenuta nell'ambito della seconda edizione del Contship Logistics Forum, che ha riunito oltre 120 partecipanti e 20 panelist tra rappresentanti di istituzioni, operatori della supply chain e portatori d'interesse commerciale.

    Lo studio analizza tre grandi temi che stanno ridisegnando la logistica e le catene di fornitura globali: l'adozione dell'intelligenza artificiale e la digitalizzazione, l'intermodalità e l'impatto della geopolitica. In uno scenario segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dall'instabilità dei corridoi tra Europa e Asia, questi temi non sono più solo questioni di efficienza operativa, ma leve di competitività sistemica per il Paese.

    Nella digitalizzazione, il quadro che emerge è di un'industria manifatturiera in accelerazione. Il 53% delle imprese dichiara un livello di digitalizzazione alto o molto alto, e il 67% investe tra l'1% e il 5% del fatturato in tecnologie digitali, mentre il 28% supera la soglia del 5%. Il 62% prevede di aumentare gli investimenti nei prossimi cinque anni. I principali freni restano la resistenza al cambiamento, indicata dal 35% delle aziende, il budget limitato (31%) e la carenza di competenze interne (31%).

    L'intelligenza artificiale registra una crescita marcata. Il 51% delle imprese la utilizza già o ne sta valutando l'adozione — erano il 19% nell'edizione 2024 della stessa indagine — e il 68% prevede di mantenere o aumentare gli investimenti nel settore. Tra le tecnologie più diffuse figurano la Supply Chain Risk Intelligence, adottata dal 32% delle aziende, la blockchain (28%) e l'intelligenza artificiale generativa per l'assistenza ai clienti (23%). Nei prossimi tre anni è atteso un ulteriore aumento dell'adozione per tutte le tecnologie analizzate.

    Un quadro analogo emerge dall'indagine sulle imprese logistiche: il 48% di queste sta già esplorando o implementando soluzioni di intelligenza artificiale, e il 66% prevede di aumentare gli investimenti. Tra gli operatori, il 55% ritiene che l'intelligenza artificiale migliorerà le proprie prestazioni, il 59% che ridurrà i costi e il 65% che favorirà lo sviluppo dell'intermodalità.

    L'intermodalità resta invece il capitolo più problematico. Nel periodo 2019-2025, in media solo l'11% delle imprese manifatturiere ha utilizzato il trasporto intermodale tra la propria sede e il porto. La preferenza per la strada è motivata principalmente dai costi inferiori, indicati dal 43% delle aziende, dall'abitudine consolidata (35%) e da una maggiore affidabilità percepita (31%). Tuttavia, un segnale di cambiamento è visibile: il 21% delle imprese prevede di aumentare il ricorso all'intermodalità nei prossimi due anni. Gli operatori logistici mostrano un utilizzo più diffuso del trasporto combinato rispetto alle industrie: il 23% dichiara di ricorrervi, e il 58% di questi lo utilizza per una quota compresa tra il 20% e il 60% della merce trasportata. Il 24% sta valutando un aumento nei prossimi due anni.

    Il Forum ha presentato anche i risultati di uno studio sui principali corridoi internazionali a carico completo tra Italia, Benelux, Germania e Regno Unito, che ha evidenziato come, su alcune direttrici, l'intermodale possa risultare competitivo rispetto al trasporto esclusivamente su strada. La prospettiva condivisa dai partecipanti al Forum è quella di un sistema integrato in cui il camion e il treno non sono in contrapposizione, ma elementi complementari di una filiera logistica più efficiente.

    Le tensioni geopolitiche si confermano un fattore strutturale nelle strategie delle imprese. Il 43% delle aziende coinvolte nella ricerca dichiara di aver subito impatti sulla propria logistica a causa di conflitti internazionali e tensioni commerciali, che stanno modificando rotte e strategie di approvvigionamento. Un caso rilevante riguarda le politiche protezionistiche degli Stati Uniti: tra le imprese che esportano container verso quel mercato, il 52% ha registrato un calo delle esportazioni. Per rispondere ai dazi, le aziende stanno adottando strategie differenziate: il 39% punta al rafforzamento dei rapporti con i clienti statunitensi, il 24% sta valutando la localizzazione della produzione negli Usa o in Paesi con accordi commerciali favorevoli e il 23% lavora sul miglioramento dell'efficienza produttiva per contenere i costi.

    L'Europa si conferma il principale mercato di destinazione dell'export via mare, indicata dal 46% delle imprese, seguita dal Nord America (37%) e dal Far East (15%). Tra i singoli mercati, gli Stati Uniti guidano con il 34%, davanti al Regno Unito (24%) e alla Cina (12%). Genova resta il porto più utilizzato per l’esportazione, seguita da Ravenna, Venezia e La Spezia. Nelle importazioni, l'Asia mantiene una posizione dominante: l’Estremo Oriente è citato dal 62% delle imprese e la Cina dal 58%.

    Il Forum ha anche ospitato la presentazione in anteprima di Synlog Alliance, il primo consorzio dati dedicato alla logistica e alla portualità in Italia. L'iniziativa si propone di costruire un ecosistema collaborativo basato su algoritmi avanzati e standard condivisi, per supportare decisioni strategiche e operative attraverso lo scambio continuo di informazioni tra logistica, porti e trasporti.

    Antonio Illariuzzi

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