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Podcast K44

Cronaca

  • Patente ritirata a camionista Adr per estintori scaduti

    Patente ritirata a camionista Adr per estintori scaduti

    La Polizia Locale di Monfalcone ha fermato un autoarticolato immatricolato in Croazia che trasportava resina liquida soggetta all'Adr che aveva gli estintori scaduti da tempo. Sanzioni per oltre 400 euro, mentre Prefettura e Motorizzazione stabiliranno da due a sei mesi di sospensione della patente.

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Mare

  • Grimaldi affronta le sfide con nuove navi e rotte

    Grimaldi affronta le sfide con nuove navi e rotte

    All'apertura della ventisettesima Euromed Convention di Pula, Emanuele Grimaldi ha annunciato i progetti di due nuove generazioni di navi con-ro e multipurpose, un investimento da 1,5 miliardi di dollari in nove ro-pax a metanolo e trenta navi schierate sulle linee da e per l'Asia.

Autotrasporto

  • Accordo nell’autotrasporto in Sicilia ma con riserva

    Accordo nell’autotrasporto in Sicilia ma con riserva

    Il Comitato dei trasportatori siciliani ha raggiunto un'intesa con la Regione sul caro gasolio, ma mantiene lo stato di agitazione. Il fermo, ipotizzato dal 15 al 20 ottobre 2026, resta subordinato agli sviluppi sul Decreto regionale e al confronto con il ministero sul Sea Modal Shift.

    Logistica italiana tra intelligenza artificiale e geopolitica

    • Il 51% delle imprese manifatturiere del Nord Italia utilizza o sta valutando l'adozione dell'intelligenza artificiale, contro il 19% del 2024. Il 62% prevede di aumentare gli investimenti digitali nei prossimi cinque anni, mentre i principali ostacoli restano la resistenza al cambiamento e la carenza di competenze interne.
    • Solo l'11% delle imprese ha utilizzato il trasporto intermodale tra azienda e porto nel periodo 2019-2025. La strada resta dominante per ragioni di costo, abitudine e affidabilità percepita, ma il 21% delle imprese prevede di aumentare il ricorso all'intermodalità nei prossimi due anni.
    • Il 43% delle aziende dichiara impatti sulla propria logistica a causa delle tensioni geopolitiche. Tra le imprese che esportano container negli Usa, il 52% ha registrato un calo delle esportazioni per effetto delle politiche protezionistiche americane.

     

    Sono stati presentati a Milano, il 25 marzo 2026, i risultati dell'ottava edizione della Survey "Corridoi ed efficienza logistica dei territori", realizzata da Contship Italia e da Srm, centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo. L'indagine ha coinvolto 400 imprese manifatturiere di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna — tre regioni che rappresentano circa il 41% del Pil italiano e il 51% dell'import-export nazionale — con l'integrazione, per il secondo anno consecutivo, del punto di vista di cento operatori logistici. La presentazione è avvenuta nell'ambito della seconda edizione del Contship Logistics Forum, che ha riunito oltre 120 partecipanti e 20 panelist tra rappresentanti di istituzioni, operatori della supply chain e portatori d'interesse commerciale.

    Lo studio analizza tre grandi temi che stanno ridisegnando la logistica e le catene di fornitura globali: l'adozione dell'intelligenza artificiale e la digitalizzazione, l'intermodalità e l'impatto della geopolitica. In uno scenario segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dall'instabilità dei corridoi tra Europa e Asia, questi temi non sono più solo questioni di efficienza operativa, ma leve di competitività sistemica per il Paese.

    Nella digitalizzazione, il quadro che emerge è di un'industria manifatturiera in accelerazione. Il 53% delle imprese dichiara un livello di digitalizzazione alto o molto alto, e il 67% investe tra l'1% e il 5% del fatturato in tecnologie digitali, mentre il 28% supera la soglia del 5%. Il 62% prevede di aumentare gli investimenti nei prossimi cinque anni. I principali freni restano la resistenza al cambiamento, indicata dal 35% delle aziende, il budget limitato (31%) e la carenza di competenze interne (31%).

    L'intelligenza artificiale registra una crescita marcata. Il 51% delle imprese la utilizza già o ne sta valutando l'adozione — erano il 19% nell'edizione 2024 della stessa indagine — e il 68% prevede di mantenere o aumentare gli investimenti nel settore. Tra le tecnologie più diffuse figurano la Supply Chain Risk Intelligence, adottata dal 32% delle aziende, la blockchain (28%) e l'intelligenza artificiale generativa per l'assistenza ai clienti (23%). Nei prossimi tre anni è atteso un ulteriore aumento dell'adozione per tutte le tecnologie analizzate.

    Un quadro analogo emerge dall'indagine sulle imprese logistiche: il 48% di queste sta già esplorando o implementando soluzioni di intelligenza artificiale, e il 66% prevede di aumentare gli investimenti. Tra gli operatori, il 55% ritiene che l'intelligenza artificiale migliorerà le proprie prestazioni, il 59% che ridurrà i costi e il 65% che favorirà lo sviluppo dell'intermodalità.

    L'intermodalità resta invece il capitolo più problematico. Nel periodo 2019-2025, in media solo l'11% delle imprese manifatturiere ha utilizzato il trasporto intermodale tra la propria sede e il porto. La preferenza per la strada è motivata principalmente dai costi inferiori, indicati dal 43% delle aziende, dall'abitudine consolidata (35%) e da una maggiore affidabilità percepita (31%). Tuttavia, un segnale di cambiamento è visibile: il 21% delle imprese prevede di aumentare il ricorso all'intermodalità nei prossimi due anni. Gli operatori logistici mostrano un utilizzo più diffuso del trasporto combinato rispetto alle industrie: il 23% dichiara di ricorrervi, e il 58% di questi lo utilizza per una quota compresa tra il 20% e il 60% della merce trasportata. Il 24% sta valutando un aumento nei prossimi due anni.

    Il Forum ha presentato anche i risultati di uno studio sui principali corridoi internazionali a carico completo tra Italia, Benelux, Germania e Regno Unito, che ha evidenziato come, su alcune direttrici, l'intermodale possa risultare competitivo rispetto al trasporto esclusivamente su strada. La prospettiva condivisa dai partecipanti al Forum è quella di un sistema integrato in cui il camion e il treno non sono in contrapposizione, ma elementi complementari di una filiera logistica più efficiente.

    Le tensioni geopolitiche si confermano un fattore strutturale nelle strategie delle imprese. Il 43% delle aziende coinvolte nella ricerca dichiara di aver subito impatti sulla propria logistica a causa di conflitti internazionali e tensioni commerciali, che stanno modificando rotte e strategie di approvvigionamento. Un caso rilevante riguarda le politiche protezionistiche degli Stati Uniti: tra le imprese che esportano container verso quel mercato, il 52% ha registrato un calo delle esportazioni. Per rispondere ai dazi, le aziende stanno adottando strategie differenziate: il 39% punta al rafforzamento dei rapporti con i clienti statunitensi, il 24% sta valutando la localizzazione della produzione negli Usa o in Paesi con accordi commerciali favorevoli e il 23% lavora sul miglioramento dell'efficienza produttiva per contenere i costi.

    L'Europa si conferma il principale mercato di destinazione dell'export via mare, indicata dal 46% delle imprese, seguita dal Nord America (37%) e dal Far East (15%). Tra i singoli mercati, gli Stati Uniti guidano con il 34%, davanti al Regno Unito (24%) e alla Cina (12%). Genova resta il porto più utilizzato per l’esportazione, seguita da Ravenna, Venezia e La Spezia. Nelle importazioni, l'Asia mantiene una posizione dominante: l’Estremo Oriente è citato dal 62% delle imprese e la Cina dal 58%.

    Il Forum ha anche ospitato la presentazione in anteprima di Synlog Alliance, il primo consorzio dati dedicato alla logistica e alla portualità in Italia. L'iniziativa si propone di costruire un ecosistema collaborativo basato su algoritmi avanzati e standard condivisi, per supportare decisioni strategiche e operative attraverso lo scambio continuo di informazioni tra logistica, porti e trasporti.

    Antonio Illariuzzi

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