Tutti gli indicatori mostrano che nell’intera Europa stanno aumentando i casi furti o rapine ai veicoli industriali: in Europa, nel 2025 si sono registrati in media 34 furti di carico per azienda, dato che sale a 36 per l'Italia, e dal 2022 le perdite economiche legate ai furti di merci sono aumentate del 438%. Il fenomeno è studiato da associazioni e imprese, tra cui Geotab, direttamente interessata alla questione in quanto fornisce all’autotrasporto strumenti e servizi per il controllo della flotta. Ad agosto 2026, la società ha diffuso una ricerca che vuole sfatare quattro convinzioni diffuse tra chi gestisce flotte aziendali, individuate confrontando le prassi di protezione più comuni con l'evoluzione delle tecniche criminali.
Le reti criminali organizzate, esordisce Geotab, studiano nel dettaglio i sistemi di protezione delle flotte, ne individuano i punti deboli e pianificano di conseguenza le proprie azioni. Viceversa, molte aziende continuano a impostare la propria strategia di sicurezza su presupposti pensati prima che le tecniche di furto si affinassero. Nascono da questa considerazione i quattro falsi miti individuati dalla ricerca.
Il primo riguarda l'idea che basti installare un dispositivo telematico per localizzare il veicolo per affrontare un furto. I disturbatori di frequenza, o jammer, sono oggi equipaggiamenti economici che si possono acquisire facilmente, e sono normalmente usati dalle organizzazioni coinvolte nella maggior parte dei furti di carichi di valore elevato. Il periodo che intercorre tra l'uscita di un camion dal deposito e la sua intercettazione da parte dei ladri è spesso più breve di quanto i gestori delle flotte immaginano e un singolo dispositivo di tracciamento, per quanto ben installato, può essere individuato e neutralizzato con relativa facilità. Ne conseguono, oltre alla perdita della merce e magari anche del camion, inadempienze contrattuali, richieste di risarcimento assicurativo e clienti privi del servizio.
Il secondo mito riguarda l'affidamento esclusivo al sistema di tracciamento offerto dal costruttore del veicolo. Le soluzioni telematiche di fabbrica, segnala Geotab, sono progettate soprattutto per controllare il funzionamento del camion e non per la sicurezza della flotta. Inoltre, su alcuni modelli l’autista può attivare una modalità "privacy" che interrompe la trasmissione dei dati, funzione legittima sul piano della riservatezza ma che i criminali sanno sfruttare come vulnerabilità. Per ridurre questo rischio, Geotab consiglia un secondo livello di tracciamento indipendente, installato separatamente e basato su un percorso di segnale diverso: la ridondanza che ne deriva è ancora difficile da neutralizzare in modo sistematico.
Il terzo falso mito è che i furti si possano solo subire, non prevedere. Ciò significa che nella pratica più diffusa la localizzazione del veicolo resta un processo reattivo, che inizia solo dopo la scomparsa del camion. Regole di geofencing (perimetro virtuale), rilevamento dei movimenti notturni e allarmi sui confini nazionali considerati a rischio permettono invece di scoprire comportamenti sospetti prima ancora che il furto sia confermato. Geotab porta l’esempio dei suoi algoritmi d’intelligenza artificiale, che segnalano pattern di movimento anomali nelle aree e nelle fasce orarie a maggiore rischio, spesso prima che sia lo stesso conducente a riferire la scomparsa della merce.
Il quarto mito riguarda l'idea che lo stesso approccio di sicurezza funzioni in tutti i mercati europei. Gli elementi alla base dei furti di veicoli variano in modo anche importante da Paese a Paese, così come le organizzazioni criminali, che agiscono lungo corridoi ben definiti e tendono a spostare rapidamente i camion rubati oltre i confini nazionali, verso giurisdizioni dove la localizzazione e il recupero risultano più complessi sul piano legale. Anche i tempi d’intervento delle Forze dell'ordine e i quadri normativi transfrontalieri cambiano da mercato a mercato. Così, una flotta attiva in otto Paesi europei si trova esposta a una mappa dei rischi più articolata rispetto a una che opera in un solo Stato.
"Ad accomunare tutti e quattro questi falsi miti è una convinzione di fondo: considerare la protezione dei veicoli una scelta di prodotto anziché una decisione di sistema", commenta Stefano Peduzzi, vice president Technology Solutions di Geotab. "Le reti criminali finiranno inevitabilmente per mettere alla prova ogni livello di protezione e, di conseguenza, la ridondanza non è un'opzione, ma un requisito necessario". Nella pratica, Geotab indica come necessari per un modello di sicurezza efficace il tracciamento multilivello basato su percorsi di segnale indipendenti, il rilevamento tramite intelligenza artificiale delle anomalie di movimento prima della conferma del furto e il coordinamento attraverso centri operativi di sicurezza dedicati.







































































