Il rapporto trimestrale sul mercato dell'autotrasporto merci in Europa relativo al secondo trimestre del 2026 - realizzato in modo congiunto da Iru, Upply e TransportIntelligence - mostra un'accelerazione delle tariffe: l'indice dei noli a contratto sale a 148,0 punti, in aumento di 7,9 punti rispetto al trimestre precedente, mentre quello degli spot balza a 146,8 punti, con un aumento di 14,6 punti nello stesso periodo.
Il testo sottolinea che la crescita del mercato spot, quasi doppia rispetto a quella del segmento a contratto, segnala le crescenti difficoltà dei caricatori nell’acquisire capacità a prezzi stabili, con un conseguente spostamento della domanda verso il mercato a pronti per gestire le urgenze. Analizzando le singole rotte, appaiono però andamenti contrastanti: mentre alcuni corridoi storici mostrano segnali di flessione (la tratta Germania-Francia arretra del 3,9%, quella Spagna-Francia del 3,6%), altri crescono, come quello Germania-Polonia dove si rileva un aumento dell'1,5% e in aprile, per la prima volta in due anni, la bilancia commerciale tra i due Paesi si è invertita, con la Germania che esporta verso Varsavia più di quanto importi.
La pressione sui costi operativi nasce soprattutto dal prezzo del carburante. L'indice del Comité National Routier, che rileva i costi di esercizio del trasporto a lungo raggio in Francia, ha segnato un aumento del 10% su base annua, trainato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. In aprile il greggio Brent ha toccato i 117 dollari al barile e il gasolio ha raggiunto un picco di 2,19 euro al litro, mentre a giugno, complici alcuni accordi temporanei, il petrolio è sceso a 85 dollari al barile, ma la volatilità si mantiene elevata e i rincari si sono già riversati sui committenti. Sui costi incidono anche i rincari dei pedaggi, attuati in diversi Paesi europei.
La carenza di autisti si conferma come il vincolo strutturale più importante: il tasso di posizioni vacanti si attesta al 13% in Europa, pari a circa 502mila autisti. Ancor più grave è il fatto che solo il 5% degli autisti in attività ha meno di 25 anni, a fronte di 660.500 pensionamenti attesi entro il 2030. Le immatricolazioni di autocarri nell'Unione Europea sono cresciute del 10% nel primo semestre 2026, a quota 170.163 unità, ma ciò non si traduce in un aumento reale della capacità disponibile, vincolata dal capitale umano più che dal parco mezzi. Questo contesto si riflette nell'European Road Freight Rates Sentiment Index, salito a 28,3 punti: il livello più alto mai registrato dall'avvio della rilevazione. La quota di operatori che si attende un aumento sostanziale delle tariffe nel prossimo trimestre è passata dal 4,9% al 31,9%, mentre chi prevede un calo si è ridotto al 4,3%.





































































