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    Il trasporto marittimo dei container tocca un nuovo record

    Immagine: TrasportoEuropa
    • Il trasporto globale di container ha raggiunto a luglio 2026 quota 17,3 milioni di teu, circa 25mila in più del precedente massimo di maggio. Il confronto con lo stesso mese dell’anno precedente segna +4,5%, mentre nei primi sette mesi dell'anno è cresciuto del +5,1%.
    • L'indice globale dei noli elaborato da Cts è salito a luglio a 115 punti, sette in più rispetto a giugno: +47% dall'inizio del 2026 e +37% su luglio 2025, il livello più alto dall'agosto 2024. La salita è cominciata a febbraio, in coincidenza con l'aggravarsi della crisi del Golfo Persico e della guerra con l'Iran.
    • I porti statunitensi seguiti dal Global Port Tracker movimenteranno a settembre 2,31 milioni di teu in importazione, +9,6% sul 2025 e mese più intenso dell'anno. Intanto Drewry conta 47 partenze cancellate sulle grandi rotte Est-Ovest fra il 7 settembre e l'11 ottobre, su 729 programmate.

     

    Il traffico mondiale di container mondiale ha stabilito a luglio 2026 un nuovo massimo mensile, con 17,3 milioni di teu movimentati: circa 25mila teu sopra il precedente primato di maggio 2026, secondo le rilevazioni di Container Trades Statistics. Rispetto a luglio 2025 la crescita è del 4,5%, mentre il cumulato dei primi sette mesi segna +5,1% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Molto più rapida è però la corsa dei noli, il cui indice globale - elaborato sempre da Cts - ha chiuso luglio a 115 punti, sette in più su giugno, con un progresso del 47% dall'inizio dell'anno e del 37% sul luglio 2025, livelli che non si vedevano dall'agosto 2024. L'accelerazione è partita a febbraio, con l'aggravarsi della crisi del Golfo Persico e della guerra con l'Iran, che ha spinto diverse compagnie marittime ad annunciare sovrapprezzi sul carburante per i rischi legati allo stretto di Hormuz. La sproporzione tra il +5,1% dei volumi e il +47% dell'indice indica che il prezzo incorpora soprattutto uno shock dal lato dell'offerta: deviazioni, minore produttività della flotta, maggiore consumo di combustibile e squilibri nell'allocazione di contenitori e stiva.

    La crescita del traffico non è omogenea. Per le importazioni, l'Africa subsahariana è al vertice con +14% da inizio anno, sostenuta da un contributo asiatico di quasi 700mila teu aggiuntivi rispetto al 2025 e da un flusso nordamericano cresciuto di quasi il 15%. L'Europa segue con +6,1%, con circa 1,5 milioni di teu in più originati dall’Estremo Oriente. L'unica regione importatrice in contrazione è quella formata dal subcontinente indiano e dal Medio Oriente, a -4,2%. Il quadro si ribalta sulle esportazioni: l’Estremo Oriente si avvicina a un incremento del 9% e traina il mercato, mentre l'Europa cede lo 0,7% e il subcontinente indiano-Medio Oriente arretra dell'8,5%. Fra i fattori della relazione Asia-Europa, c’è anche una quota crescente di veicoli di fabbricazione cinese spostata in container per i limiti di stiva e i noli crescenti delle car carrier.

    Negli Stati Uniti appare un picco stagionale che non è terminato secondo le attese. Il Global Port Tracker diffuso il 9 settembre da National Retail Federation e Hackett Associates stima per settembre 2,31 milioni di teu d'importazione nei principali terminal container statunitensi, con aumento del 9,6% su settembre 2025 e poco sopra i 2,30 milioni di luglio, risultando il mese più intenso del 2026 e per agosto c’è una stima di 2,29 milioni di teu (-1,3%). "Pensavamo che il picco fosse ormai in gran parte alle spalle, ma non è così", ha spiegato Jonathan Gold, vicepresidente Nrf per la politica della catena di fornitura e delle dogane. Parte dello spostamento, ha precisato, dipende dai ritardi delle navi provocati dal maltempo in Cina e da alcune deviazioni rispetto al Canale di Panama per il timore della siccità, mentre il resto viene dalla tenuta delle vendite al dettaglio, perché i consumatori continuano ad acquistare nonostante dazi, inflazione e prezzi elevati dei carburanti e i rivenditori continuano a rifornire le reti.

    Dopo settembre le previsioni indicano un rientro graduale: ottobre a 2,11 milioni di teu (+1,7%), novembre a 2 milioni (-0,9%), dicembre a 2,03 milioni (+1,1%) e gennaio 2027 a 2,09 milioni (1%). L'anno chiuderebbe così a 25,7 milioni di teu, +1% sui 25,4 milioni del 2025, con un primo semestre già a quota 12,7 milioni (+1,1%). Un mese fa la previsione annuale era ferma a 25,5 milioni.

    In questo contesto, le compagnie marittime mantengono una gestione stretta della stiva. La rilevazione delle partenze di portacontainer cancellate svolta da Drewry, aggiornata al 4 settembre 2026, ne conta 47 sulle principali direttrici Est-Ovest fra la settimana 37 (dal 7 al 13 settembre) e la settimana 41 (dal 5 all'11 ottobre) su 729 partenze programmate. La rilevazione del 28 agosto ne indicava 45 nelle cinque settimane fino al 4 ottobre, quella del 21 agosto 49 fino al 27 settembre. In tutti i casi la quota si ferma al 6% delle partenze pianificate, in calo rispetto all'8% registrato a fine luglio, quando le cancellazioni furono 57 su 726 partenze. Il baricentro resta il transpacifico verso oriente, che nella rilevazione di fine agosto assorbiva il 60% dei tagli, seguito dalle rotte Asia-Nord Europa e Mediterraneo al 21% e dal transatlantico al 19%.

    M.G.

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