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Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • Undici associazioni firmano l’agenda dell’autotrasporto

    Undici associazioni firmano l’agenda dell’autotrasporto

    Agli Stati Generali di Roma le associazioni rappresentate nel Comitato Centrale per l'Albo degli autotrasportatori hanno firmato un documento unitario che chiede controlli di regolarità estesi al fisco, lettera di vettura elettronica obbligatoria anche nei trasporti nazionali, più flessibilità sui tempi di guida e una Cqc più semplice.

    Gli Houthi si avvicinano allo stretto di Bab el-Mandeb

    Dopo avere riacceso il conflitto con il Governo di Aden dello Yemen, quello ritenuto legittimo a livello internazionale, i miliziani Houthi avrebbero preso il controllo della città portuale di Al-Makha, nota anche come Mocha, posta sulla costa del Mar Rosso a meno di 80 chilometri dallo stretto di Bab el-Mandeb. Lo hanno riferito alla Reuters il 10 settembre 2026 tre funzionari dello stesso Governo yemenita. Finora i canali di comunicazione degli Houthi non hanno fornito conferme, mentre le Forze di resistenza nazionale guidate da Tareq Saleh, alleate del governo di Aden, affermano che un comandante Houthi avrebbe effettivamente condotto un contingente militare a Mocha giovedì mattina, ma la riorganizzazione delle difese cittadine proseguirebbe in coordinamento con la coalizione anti-Houthi. Le stesse fonti governative precisano che le proprie truppe si stanno ritirando verso il distretto di Dhubab, più vicino allo stretto, per rinforzare lo schieramento nella zona.

    L'episodio arriva al culmine di un'offensiva terrestre Houthi avviata nei primi giorni di settembre lungo i fronti di Taiz occidentale e dell'Hodeidah meridionale, condotta con fanteria, missili balistici, droni e artiglieria. Il Governo di Aden ha risposto impiegando la propria aviazione, con oltre quindici attacchi contro postazioni Houthi nelle due province. Le vittime dall'inizio dell'offensiva superano le 190, secondo un bilancio ripreso da agenzie regionali, mentre il governo yemenita segnala oltre 20mila sfollati nelle ultime due settimane nelle province di Taiz e Hodeidah.

    Mocha era già stata in mano Houthi fino al 2017, quando le forze governative riuscirono a occuparla grazie anche al supporto di una coalizione a guida saudita. Il controllo della città è strategicamente importante non solo per il suo porto, ma anche perché la fascia costiera e montuosa circostante offre accesso al distretto di Dhubab, punto più vicino allo stretto di Bab el-Mandeb e all'isola di Perim, nota anche come Mayyun, che sorveglia il passaggio più stretto di Bab el-Mandeb. Le alture occidentali di Taiz consentirebbero inoltre di osservare e colpire infrastrutture e traffico costiero con maggiore precisione. Il possesso di Mocha non è però sufficiente per un pieno controllo dello stretto, che dipende anche dalla sponda di Gibuti ed Eritrea, dall'isola di Perim, dalla presenza navale internazionale e dalla capacità missilistica e d’intelligence delle parti in campo. Però, un consolidamento della presa degli Houthi della città portuale ridurrebbe la distanza territoriale dai punti più sensibili della costa. Il porto fu già duramente colpito ad agosto quindi la sua operatività era già gravemente compromessa prima della presunta presa della città.

    Per il trasporto marittimo il rischio non dipende solo da un'eventuale occupazione fisica delle rive dello stretto, perché gli Houthi hanno già dimostrato di condizionare il rischio assicurativo attraverso missili, droni e minacce selettive alle navi. L'ultimo aggiornamento congiunto Jmic-Ukmto, relativo al periodo tra il primo marzo e il 6 settembre, mostra che il traffico attraverso Bab el-Mandeb si è stabilizzato sotto la media precedente al blocco navale annunciato dagli Houthi il 20 luglio, soprattutto per effetto del reindirizzamento delle petroliere, almeno di quelle che non nel mirino degli Houthi. Il vero rischio attualmente è per le navi legate all'Arabia Saudita, che subiscono premi assicurativi in crescita e possibili deviazioni sulla rotta del Capo di Buona Speranza, con maggiori consumi di carburante e minore rotazione.

    Mentre avanzano nel territorio gestito da Aden, gli Houthi intensificano gli attacchi contro l'Arabia Saudita. Nei giorni scorsi missili e droni hanno colpito le città meridionali di Khamis Mushait, Abha e Najran, oltre a impianti energetici a Jizan. La raffineria Aramco di Jizan, che produce 400mila barili al giorno, è stata colpita due volte in un mese, il 9 agosto e il 7-8 settembre, restando temporaneamente fuori servizio in entrambe le occasioni.

    M.L.

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