Maersk e Hapag-Lloyd hanno spostato sul canale di Suez il servizio AE19, denominato SE4 dal vettore tedesco, che collega Asia, Arabia Saudita, Mediterraneo ed Europa. La decisione, comunicata il 10 agosto 2026, ha effetto immediato: la Berlin Maersk inaugura la nuova rotta con la traversata westbound 628W e la successiva eastbound 637E. Le due compagnie motivano il cambio con un'"attenta valutazione della situazione di sicurezza" e lo definiscono un passo verso un graduale ritorno al corridoio trans-Suez. La rotazione prevede scali a Xingang, Qingdao, Busan, Ningbo, Shanghai, Tanjung Pelepas e Jeddah, l'attraversamento del canale di Suez, Port Said, Tangeri, di nuovo Port Said e il canale di Suez, quindi Jeddah, Singapore e il rientro a Xingang.
L'AE19/SE4 è il quarto servizio che la Gemini Cooperation riporta su Suez in meno di otto mesi, e i precedenti non sono andati tutti lisci. Il primo tentativo, il servizio Mecl tra Medio Oriente e costa orientale degli Stati Uniti, è scattato a metà gennaio ed è proseguito senza intoppi. È andata diversamente al secondo: il servizio ME11, affidato alla Albert Maersk a metà febbraio, è stato sospeso quasi subito per il conflitto tra Stati Uniti e Iran esploso a fine mese. Il terzo tentativo, l'AE15/SE3 tra Asia, Mediterraneo e Turchia, ha preso il mare con la Majestic Maersk il 24 luglio ed è tuttora attivo. Le due compagnie hanno sempre insistito sulla natura graduale e per fasi del processo, senza sbilanciarsi su una tempistica per l'intero network AE12.
Il nuovo passaggio arriva mentre la sicurezza nel Mar Rosso peggiora piuttosto che stabilizzarsi, proprio sul tratto saudita attraversato dall'AE19 con lo scalo di Jeddah. Da luglio gli Houthi hanno dichiarato un blocco marittimo contro le navi legate all'Arabia Saudita e hanno colpito petroliere saudite nella regione. Il 9 e il 10 agosto, negli stessi giorni dell'annuncio Maersk, i miliziani yemeniti hanno rivendicato un attacco alla raffineria Aramco di Jizan e al porto di Mokha, con undici morti riportati dalle fonti locali. Alcune fonti segnalano inoltre un attacco missilistico contro la petroliera saudita Ncc Wafa l'8 agosto. Resta aperta l'ipotesi che la valutazione di sicurezza citata dal comunicato riguardi soprattutto il tratto israelo-yemenita di Bab el-Mandeb, oppure che le due compagnie stiano assumendo un rischio calcolato per ragioni commerciali.
A motivare la scelta concorre anche il quadro economico di Maersk, reduce da un primo trimestre pesante: l'utile è sceso da 1,2 miliardi di dollari (circa 1,04 miliardi di euro) a 100 milioni di dollari (circa 87 milioni di euro) su base annua, per effetto del calo delle tariffe di trasporto. Il ritorno a Suez riduce i tempi di transito e i consumi di carburante rispetto alla circumnavigazione del Capo di Buona Speranza: una strategia di recupero di efficienza alla vigilia della trimestrale del secondo trimestre.
Il panorama della concorrenza è diviso su Suez. Hapag-Lloyd, pur cointestataria del servizio, resta storicamente il vettore più cauto e richiede almeno tre mesi consecutivi di stabilità prima di riconsiderare Suez. Msc mantiene invece tutti i servizi sulla rotta del Capo, giudicando la sicurezza ancora insufficientemente definita. Diversa la scelta di Cma Cgm, che a gennaio ha riportato sul Capo di Buona Speranza i servizi Fal 1, Fal 3 e Mex per un "contesto internazionale complesso e incerto", mantenendo su Suez solo il servizio Indamex. Cosco offre invece transiti settimanali nel Mar Rosso dal marzo 2026 e ha programmato per fine luglio il primo passaggio da Bab el-Mandeb del servizio Res4 in oltre due anni.
M.L.









































































