Assarmatori chiede all’Unione Europea una revisione "coraggiosa" del regime Ets applicato al trasporto marittimo. La richiesta è stata formulata a Bruxelles il 7 maggio 2026 dal presidente Stefano Messina, al termine della missione annuale del Consiglio direttivo dell’associazione, articolata in due giornate di incontri con istituzioni europee, rappresentanti italiani e funzionari della Commissione Europea. L’associazione considera l’attuale impostazione dell’Ets una tassazione strutturale che incide in modo permanente su comparti ritenuti esposti e strategici: collegamenti con le isole, autostrade del mare e trasbordo di container. Messina ha paragonato gli effetti economici del meccanismo europeo a quelli prodotti da grandi crisi internazionali, come l’aumento dei prezzi dell’energia legato al blocco dello Stretto di Hormuz, distinguendo però tra una scossa congiunturale e un costo regolatorio destinato a rimanere.
Il punto principale sollevato dall’associazione riguarda la natura orizzontale dell’imposizione. Per Assarmatori, l’Ets applicato al mare non tiene conto delle differenze tra segmenti di traffico, modelli operativi e funzioni territoriali dei servizi. Il tema è particolarmente sensibile per i collegamenti insulari, dove il trasporto marittimo svolge una funzione di continuità logistica e sociale, e per il combinato strada-mare, che compete con il trasporto solo stradale su rotte nelle quali il costo finale può orientare le scelte degli operatori.
Messina ha richiamato anche la questione della destinazione delle risorse. Secondo Assarmatori, una tassazione climatica sproporzionata sui servizi marittimi con le isole rischia di alterare un equilibrio già fragile se non ritorna al comparto sotto forma d’investimenti per la sostenibilità ambientale. La questione rientra nella preparazione della futura "Strategia europea per le isole", in corso di elaborazione sotto la guida del vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, al quale l’associazione ha rappresentato le proprie priorità sui collegamenti marittimi insulari.
La posizione dell’associazione arriva dopo una fase in cui alcune priorità dell’armamento nazionale sono state incluse nelle strategie europee dedicate al settore marittimo. Per Assarmatori, tuttavia, il passaggio decisivo riguarda la trasformazione di questi indirizzi in misure operative. Nel caso dell’Ets, secondo Messina, la consapevolezza delle criticità dell’attuale assetto normativo sarebbe ormai acquisita, mentre resterebbe insufficiente la chiarezza sugli strumenti correttivi che l’Unione Europea intende adottare.
Il calendario indicato dall’associazione guarda alla revisione di luglio 2026. Messina ha chiesto che l’intervento sia tale da consentire al comparto industriale marittimo di conservare competitività in uno scenario globale complesso. La richiesta riguarda in particolare i servizi che, per caratteristiche tecniche e funzione economica, hanno margini limitati per trasferire o assorbire nuovi costi senza conseguenze sulla rete dei collegamenti e sulle catene logistiche.







































































