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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • Petroliera diretta in Texas ha subito un attacco informatico

    Petroliera diretta in Texas ha subito un attacco informatico

    Secondo Bloomberg, gli investigatori di Fbi e Guardia Costiera statunitense avrebbero trovato prove di un accesso temporaneo al sistema di propulsione della superpetroliera VL Prosperity, ancora alla fonda davanti a Galveston. Le Autorità confermano un attacco di soggetti stranieri, ma nessun dato pubblico dimostra il controllo dei motori.

    L’autotrasporto sardo denuncia un aumento dei costi a inizio 2026

    Dal 1° gennaio 2026 il costo del trasporto merci da e per la Sardegna ha registrato un aumento netto e immediato. L’incremento riguarda le tariffe d’imbarco dei veicoli industriali sui traghetti e colpisce direttamente gli autotrasportatori, che garantiscono circa il 98% dei flussi di merci dell’isola. L’aumento è stato applicato dalle principali compagnie di navigazione sulle rotte tra i porti sardi e il continente, in particolare verso Toscana e Lazio, ed è legato soprattutto all’entrata a regime del sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO2 e all’aggiornamento dei supplementi carburante.

    L’elemento centrale alla base dei rincari è l’applicazione al 100% del sistema Ets al trasporto marittimo a partire dal 2026, come previsto dalla Direttiva UE 2023/959. Dopo una fase transitoria nel 2024 e nel 2025, le compagnie devono ora restituire quote di emissione per l’intero volume di CO2 verificato. Il costo delle quote, che a inizio 2026 oscilla intorno agli 88 euro per tonnellata, viene trasferito sui clienti attraverso voci dedicate in fattura, spesso indicate come costi Ets, cui si sommano gli adeguamenti legati al prezzo dei combustibili.

    Le associazioni dell’autotrasporto stimano che ogni impresa sarda possa sostenere decine di migliaia di euro di costi aggiuntivi all’anno per ciascun mezzo impiegato sulle rotte marittime. Cna Fita Sardegna ha segnalato che l’aumento incide in modo particolare sulle piccole imprese artigiane, già penalizzate dall’assenza di economie di scala e dall’impossibilità di accedere a meccanismi di compensazione automatica. A questo si aggiungono criticità strutturali come la difficoltà di reperire cabine per gli autisti nei periodi di alta stagione e l’incertezza sulle prenotazioni degli imbarchi.

    L’effetto dei rincari non si limita al settore del trasporto, ma si estende all’intero sistema economico regionale. Confagricoltura Sardegna ha quantificato aumenti dei costi logistici compresi tra l’8% e l’11% per alcune produzioni agricole, con una perdita stimata di circa 300 euro per ettaro nel comparto risicolo e aumenti superiori al 6% per il settore vinicolo. Nel lattiero-caseario, dopo un 2024 già segnato da rialzi tra il 5% e il 12%, il 2026 potrebbe portare un ulteriore aumento intorno al 10%. Secondo le organizzazioni di categoria, questi maggiori oneri riducono la competitività delle produzioni sarde sui mercati nazionali e incidono sui prezzi finali dei beni distribuiti nella grande distribuzione e nel commercio elettronico.

    Il contesto nazionale contribuisce ad aggravare il quadro. Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore anche l’aumento delle accise sul gasolio di 4,05 centesimi al litro e un adeguamento medio dei pedaggi autostradali pari all’1,5%. Le associazioni dell’autotrasporto sottolineano come la somma di questi fattori stia comprimendo ulteriormente i margini operativi, in particolare per i vettori che operano prevalentemente su tratte insulari e non possono diversificare i servizi.

    Sul piano istituzionale, il tema è stato portato all’attenzione del Parlamento e della Regione Sardegna. Diverse interrogazioni hanno evidenziato come il maggior costo del trasporto merci possa superare i 100 milioni di euro annui, in contrasto con il principio di insularità inserito nell’articolo 119 della Costituzione nel 2022. Confindustria Sardegna ha chiesto l’attivazione di misure compensative strutturali e una reale continuità territoriale delle merci, con tariffe certe e prenotazioni garantite. Secondo l’associazione, l’applicazione uniforme dell’Ets senza correttivi per le isole crea una disparità competitiva rispetto alle imprese localizzate sul continente.

    Il confronto con altre realtà europee rafforza questa posizione. In Corsica, ad esempio, gli oneri di servizio pubblico destinati ai collegamenti marittimi ammontano a oltre 850 milioni di euro nel periodo 2023-2030, contro circa 504 milioni assegnati alla Sardegna nello stesso arco temporale, con una dotazione annua sensibilmente più elevata. Gli operatori sardi evidenziano come l’assenza di un analogo livello di sostegno renda l’economia isolana particolarmente esposta agli effetti delle politiche ambientali europee applicate al trasporto.

    Nel frattempo, le compagnie di navigazione difendono l’introduzione dei supplementi Ets come conseguenza diretta di obblighi normativi e dei costi della transizione energetica. Tuttavia, secondo le imprese di autotrasporto, il trasferimento integrale di tali oneri lungo la filiera logistica rischia di compromettere la tenuta del sistema, soprattutto in un territorio dove il trasporto marittimo non ha alternative operative.

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