L'Interporto di Trieste ha chiuso il 2025 con il miglior risultato economico della propria storia recente: 14 milioni di euro di valore della produzione e 1,8 milioni di euro di utile ante imposte, un risultato che segna un balzo sia rispetto al 2024, anno in cui la società registrò 12,3 milioni di euro di valore della produzione e 634mila euro di utile ante imposte, sia rispetto al 2023, chiuso con un utile di 442mila euro su un valore della produzione di circa 10,6 milioni di euro. Una crescita continua nel quadriennio, con un'accelerazione marcata negli ultimi due esercizi.
Però il quadro è più articolato se analizziamo il volumi. Nel 2025 l'Interporto ha movimentato 395.303 tonnellate di merce, in flessione rispetto alle 408.852 tonnellate del 2024, ma nello stesso tempo, i container hanno segnato una forte crescita: i teu movimentati sono passati da 17.607 a 22.085, mentre i treni intermodali e general cargo allestiti sono saliti a 275. I passaggi di veicoli industriali sono stati 114.447, restando sostanzialmente stabili rispetto all'anno precedente. Il calo del tonnellaggio complessivo, accompagnato dalla crescita dei teu e dei treni, indica una ricomposizione del mix di traffico verso la componente intermodale e ferroviaria, più integrata nelle catene logistiche europee.
A guidare la crescita societaria è soprattutto la piattaforma FREEeste, nell'area di Bagnoli della Rosandra, che nel 2025 ha gestito il 76% dei volumi totali della società, in aumento rispetto a oltre il 64% registrato nel 2024. Questo impianto opera in regime di punto franco e integra stoccaggio, lavorazioni leggere, servizi intermodali e attività connesse alle catene internazionali di approvvigionamento, un assetto che spiega la crescita dei teu e dei treni anche in presenza di un calo del tonnellaggio complessivo.
Risultati positivi arrivano anche dalla controllata Interporto di Cervignano, che ha chiuso il 2025 con 6,4 milioni di euro di valore della produzione e 533mila euro di utile, confermando il ruolo di nodo retroportuale e ferroviario complementare nel sistema logistico regionale. Da questo impianto è partita il 15 giugno 2026 una navetta ferroviaria verso il terminal Hhla Plt Italy del porto di Trieste, che nella fase iniziale ha due viaggi settimanali. Il treno è dedicato soprattutto ai semirimorchi che usano il terminal portuale come imbarco e sbarco dalle navi ro-ro per Grecia e Turchia.
Il piano degli investimenti per il 2025 ammonta a 3,6 milioni di euro e comprende il completamento dei magazzini, l'ottimizzazione della viabilità e della rete ferroviaria interna, la digitalizzazione dei terminal e l'ammodernamento degli impianti fotovoltaici. La società ha inoltre migliorato il proprio rating ambientale Esg, passato al livello S2-, in linea con la strategia di rafforzamento della sostenibilità energetica e ambientale.
L'elemento più importante del 2025 è l'accordo con Shindan, la joint-venture tra il gruppo italiano Danieli e la giapponese Shinagawa. Il progetto prevede l'insediamento, nell'area di FREEeste, di un nuovo polo produttivo dedicato alla fabbricazione di polveri di colata per la siderurgia di nuova generazione e a basse emissioni, con un investimento di circa venti milioni di euro, su una superficie di circa 3mila metri quadrati nella zona franca di Bagnoli della Rosandra. Questo accordo indica un possibile cambio di funzione per l'interporto, che da nodo di transito, stoccaggio e dogana potrebbe evolvere verso un polo logistico-industriale capace di attrarre investimenti manifatturieri direttamente sulla piattaforma.

































































