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Cronaca

  • Camionista denunciato per furto in logistica nel Reggiano

    Camionista denunciato per furto in logistica nel Reggiano

    Un autotrasportatore di 59 anni residente a Parma è stato denunciato per furto aggravato dopo aver nascosto capi Armani per circa 1.600 euro nel proprio camion durante un'operazione di carico in un'azienda di logistica di Castelnovo di Sotto, nel Reggiano.

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  • Cambio a Livorno nella gestione del Terminal Calata Orlando

    Cambio a Livorno nella gestione del Terminal Calata Orlando

    Il terminal Calata Orlando del porto di Livorno passa sotto il controllo diretto dei Gruppi Fratelli Neri e Nova Marine Carriers, che hanno acquisito la maggioranza dalla holding NR Investimenti. La quota restante rimane alla famiglia Alberti.

Autotrasporto

  • Ministero trasporti promette ristori gasolio a ottobre 2026

    Ministero trasporti promette ristori gasolio a ottobre 2026

    All'assemblea di Confartigianato Trasporti il viceministro dei Trasporti Rixi ha fissato al 20 ottobre 2026 l'avvio dei pagamenti del credito d'imposta sul gasolio. Il Governo promette altri 80-90 milioni, la firma del ministero dell'Economia sul fondo da 590 milioni per il rinnovo dei veicoli e l'insediamento della Consulta entro ottobre.

    Innoway avvia la cassa integrazione nello stabilimento di Trieste

    Dopo soli sei mesi dall’inizio della produzione di carri ferroviari nello stabilimento di di Bagnoli della Rosandra, a Trieste, Innoway (controllata in modo paritetico da Msc e Innofreight) ha avviato un periodo di otto giorni di cassa integrazione, iniziato il 28 gennaio 2026, con la possibilità di proroga. La società spiega la decisione con un’interruzione della catena di fornitura, collegata a un incendio presso un fornitore, che avrebbe determinato carenze di materiali e quindi la necessità di fermate produttive. L’impianto occupa 90 dipendenti, di cui 44 in produzione, 38 impiegati e otto dirigenti.

    Ciò ha assunto un peso politico e industriale perché è arrivato a ridosso del secondo tavolo di monitoraggio al ministero delle Imprese, che si è svolto il 22 gennaio 2026 per verificare lo stato di avanzamento dell’Accordo di Programma firmato il 29 luglio 2024 per la re-industrializzazione dell’ex sito Wärtsilä. Nel confronto ministeriale, secondo quanto riferito dai sindacati dei metalmeccanici, la direzione aziendale prospettò un impiego della cassa integrazione concentrato su quattro venerdì, legato a difficoltà di approvvigionamento, senza prefigurare un fermo continuativo di otto giornate.

    Le sigle confederali hanno contestato la mancata coerenza tra quanto discusso al tavolo e quanto comunicato alle rappresentanze interne, sottolineando l’impatto della cassa integrazione sul reddito dei dipendenti e sulla credibilità del percorso industriale. La Regione Friuli Venezia Giulia, tramite l’assessore al Lavoro, ha espresso disappunto per la scelta e soprattutto per la tempistica, evidenziando che, data la motivazione addotta, l’eventualità avrebbe dovuto essere almeno prefigurata durante l’incontro del 22 gennaio. Nel messaggio istituzionale è entrata anche una richiesta implicita di rafforzamento della filiera, con l’auspicio d’individuare fornitori affidabili e, ove possibile, coerenti con una maggiore connotazione nazionale del progetto.

    Il caso della cassa integrazione s’inserisce in un quadro che nel tavolo ministeriale del 22 gennaio ha comunque registrato annunci e numeri che delineano la traiettoria industriale della joint-venture tra Msc e Innofreight. Innoway Trieste ha confermato un investimento complessivo da 100 milioni di euro, articolato in due fasi da 70 e 30 milioni, con l’obiettivo di completare l’industrializzazione delle linee e dei processi entro il 2027 e sviluppare in seguito anche attività di manutenzione. Nella stessa sede è stata comunicata una revisione della dirigenza con l’affiancamento, al vertice, di Giorgio Bobbio a Johann Gruber, in un assetto coerente con la natura paritetica della società.

    L’azienda ha anche riportato i risultati dei primi sei mesi di attività: 170 carri ferroviari realizzati tra luglio e dicembre 2025. È un dato che certifica l’avvio operativo del sito dopo la crisi del 2022 e la firma dell’Accordo di Programma nel 2024, ma che allo stesso tempo evidenzia la fase ancora transitoria dell’assetto industriale, in cui l’assemblaggio si appoggia a componenti realizzati da fornitori esterni mentre si completano le linee interne. L’obiettivo dichiarato per il 2026 è superare quota 600 carri, un salto che richiede non solo volumi di commesse, ma soprattutto continuità di materiali, stabilità di processo e capacità di produzione interna in crescita mese su mese. La società ha anche divhiarato di voler raggiungere l’obiettivo occupazionale di 260-300 dipendenti entro giugno 2027.

    Accanto ai volumi, il tavolo ministeriale ha toccato due leve che incidono direttamente sulla capacità di scalare la produzione: investimenti e competenze. Da un lato, l’azienda ha indicato la presentazione della domanda per il Contratto di Sviluppo relativo agli investimenti 2026-2027, considerato uno snodo per finanziare l’avvio delle linee e delle dotazioni industriali previste nel piano. Dall’altro, è stato annunciato l’avvio di un corso di formazione per la saldatura destinato a 16 lavoratori a partire da febbraio 2026, tassello utile per sostenere l’internalizzazione progressiva di lavorazioni e controlli qualità. Il prossimo appuntamento di verifica al ministero, previsto tra la fine di marzo e l’inizio di aprile 2026.

    A.I.

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